Quattro i fori rilevati nella serranda mentre sul selciato sono stati ritrovati nove bossoli. Gli investigatori indagano nell'ambito dello scontro in atto fra clan camorristi per il controllo del racket delle estorsioni. «Non hanno sparato contro di noi, ma contro la città. Adesso chiediamo sicurezza». Questo il commento riportato da Repubblica rilasciato dalla famiglia Di Matteo.

(Atto intimidatorio alla pizzeria Di Matteo Colpi di pistola alla serranda nella notte)
(foto: Repubblica)

L’episodio è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì e succede a quello di qualche settimana fa che aveva colpito la pizzeria di Gino Sorbillo. In quel caso fu una bomba l’arma utilizzata.

«Non abbiamo mai ricevuto intimidazioni da nessuno, altrimenti avremmo denunciato - dice Salvatore Di Matteo - siamo stufi perché qui si spara tutte le sere, con queste cosiddette stese. Oggi è capitato a noi, non dimentichiamo quello che è successo al collega Sorbillo. Chiediamo subito un intervento per metterci in sicurezza e farci lavorare. Il Governo, la città non possono stare più a guardare. Siamo impauriti come un genitore che teme per un figlio che esce di sera. Non possiamo pensare di chiudere una pizzeria che dà lavoro a quasi trenta persone solo perché di sera si spara all’impazzata. Serve prevenzione, non aspettiamo che succeda un guaio».

Il presidente della municipalità, Giampiero Perrella, lancia l'allarme: «Il centro storico è in mano a bande di criminali».