Oggi i figli Alessandro e Francesco Mori hanno sviluppato il percorso ristorativo fino al punto di abbandonare il vecchio nome di fantasia del locale e chiamarlo come in effetti è: "Osteria Fratelli Mori".

Alessandro e Francesco Mori con la mamma Giuliana (Osteria Fratelli Mori all'Ostiense Storie di famiglia, piatti romani e poesia)
Alessandro e Francesco Mori con la mamma Giuliana

Ma oltre alla migliore cucina della tradizione romana questo è anche un luogo di poesia. Sulle pareti i Poeti del Trullo, un celebre gruppo di street poets di periferia, hanno scritto versi che parlano della vita, della convivialità a tavola e dell'approccio al cibo, con parole di un romanticismo urbano contemporaneo come queste: “So’ piatti e tradizioni der popolo romano / Ricordi tramandati e passati mano in mano / Perché se stamo ‘nsieme, tavola imbandita / L’affronteremo mejo le sfide de la vita".

(Osteria Fratelli Mori all'Ostiense Storie di famiglia, piatti romani e poesia)
Cacio e pepe

Ma non c'è niente di forzatamente rustico o approssimativo. Alessandro e Francesco si sono preparati alla sfida con impegno e rigore. Entrambi sommelier e profondi conoscitori dell'agroalimentare laziale, si fermano volentieri tra i tavoli a parlare di stagionalità e cotture. Ma, prima ancora, sono i piatti a dimostrare la loro competenza, a cominciare dagli antipasti, come i Fritti e i Fiori di zucca ripieni accompagnati da focacce calde di forno. La loro Vignarola racchiude i gusti della primavera, mentre d'autore sono i formaggi e i salumi, compresa l'incursione iberica a base di chorizo e pata negra.

Il menu non è sterminato, ma c'è di che soddisfare ogni aspettativa. Omaggio alla città e alla cucina di casa sono alcuni primi "firmati" come la Gricia con i carciofi o le Fettuccine con guanciale, carciofi e pecorino, oltre ai superclassici Spaghettoni alla Carbonara, Amatriciana o Rigatoni al sugo di coda. Impossibile resistere alle croccanti Polpette di bollito, al Pollo ubriaco, alla Guancia di maialino al vino rosso e scalogno cotta a bassa temperatura o allo Spezzatino di cinghiale. I contorni sono sempre verdure freschissime come puntarelle, broccoletti e cicoria di campo che arrivano dal mercato del Testaccio.

(Osteria Fratelli Mori all'Ostiense Storie di famiglia, piatti romani e poesia)

Una ventina le pizze in lista, classiche o di fantasia. Ma sarebbe un peccato trascurare il dessert: la Ricotta di Ambrogio (bufala, scorza d'arancia candita e pistacchio caramellato), la Crostata di ricotta e visciole e le torte di mamma Giuliana, che sempre presente accoglie chi arriva come un ospite gradito. Modesto il ricarico dei vini, tutti selezionati tra le migliori cantine laziali e nazionali. Vincente anche il rapporto qualità-prezzo, tenuto conto dell'assoluta qualità e tracciabilità di quanto arriva in cucina.

In allegato il menu dell'Osteria Fratelli Mori.

Per informazioni: www.osteriafratellimori.it