Lo stesso era a Cupramontana (Cupra, dea della fecondità) città picena e poi romana, uno dei Castelli di Jesi sulla preziosa vallata del fiume Esino. E qui, nel 1186, Enrico IV, padre di Federico II, rilasciò la prima concessione per un molino ad acqua ai monaci camaldolesi; nei secoli successivi se ne costruirono un’infinità. L’importanza dell’agricoltura di questo territorio fu riconosciuta dall’imperatore Diocleziano, dal monachesimo e dagli statuti di Jesi (metà ‘400) che definivano lavorazione, qualità e commerci; l’importanza del grano fu confermata dal regno pontificio.

(A Senigallia s’inforna Mezzometro L’originale pizza tutta italiana)
Calzone fritto con erbe di campo crispini, pancetta, mozzarella e pecorino dei Sibillini

E a Cupramontana, tra le colline anconetane del Verdicchio che proteggono il fiume Esino, non a caso è nato Alessandro Coppari che, a Senigallia (An), ci ripropone la squisita Mezzometro.

Il simpatico patron acqua e farina ha il merito di aver rinnovato la tradizionale pizza all’italiana riscoprendo proprio due elementi storici e in parte dimenticati. Anzitutto ha sostituito le farine provenienti da lontane nazioni estere con i grani autoctoni italiani; quindi ha ripreso forma e tradizione della pizza a metro, nata a Vico Equense (Sa) negli anni ‘30. Con questa rivoluzione Mezzometro è da anni una rinomata pizzeria con cucina, a due passi dal lungomare della tranquilla cittadina marchigiana.

Alessandro Coppari (A Senigallia s’inforna Mezzometro L’originale pizza tutta italiana)
Alessandro Coppari

La sala è ampia, luminosa e insonorizzata, tavoli ben distanziati in vista del forno a legna e una saletta più raccolta; tavoli all’aperto per la bella stagione. Il menu che accompagna la pizza esalta le tipicità regionali, con tanto pesce e le gustose varietà dell’orto; si aggiungono squisite golosità, frutto della ricerca personale di Ale; per esempio varietà poco note di erbe di campo o spontanee e formaggi di nicchia. E segnalo, per esempio, alcuni alimenti speciali che potrete gustare: il pecorino dei Monti Sibillini, i moscioli o cozze di Portonovo, i capperi di Salina. I cibi di base e le farciture sono genuine e di stagione. Qui si viene soprattutto per le pizze superlative e quelle innovative al metro.

Alessandro, tra i primi a scegliere i grani autoctoni italiani, ora acquista, per esempio, frumento di tipo integrale da un mulino marchigiano delle Terre di Frattula (Pu) e il grano tenero della varietà jervicella coltivato nel fermano, in particolare a Montappone, povero di glutine, ricco di fibre, fonte di proteine a basso apporto di zuccheri. Alessandro ha ridato dignità a una specialità tutta italiana che a, causa delle mode e del successo, rischia il decadimento; con la collaborazione dell’esperto pizzaiolo Marino Bianco, cura la qualità dell’impasto e la lievitazione che richiede tempo (48 ore), perizia e metodi naturali.

(A Senigallia s’inforna Mezzometro L’originale pizza tutta italiana)
Padellata di paccheri rigati con vongole, cozze, gamberoni

Determinante per il buon risultato è la cottura in forno a legna a temperatura compresa tra i 400 e i 450°C. Il risultato è una pizza eccellente che ricorda la migliore tradizione napoletana. È altamente digeribile, morbida, elastica, salutare, benefica, leggera, senza quel senso di sete che talvolta infastidisce il dopo pasto. La pizza al metro viene servita su tagliere al centro tavola, con 4 gusti per un metro e 2 gusti per mezzo metro; gli ospiti ritrovano la convivialità della festa, l’allegria e la sincerità delle colazioni di campagna; fra tutte segnalo la Tre pomodori: il piennolo, il giallo del Vesuvio, il ciliegino.

Nel menu anche una bella serie di pizze tonde, sia classiche - marinara, margherita, napoletana - sia in versioni più ricche e fantasiose; segnalo anche il Calzone fritto con erbe di campo crispini, pancetta, mozzarella e pecorino dei Sibillini.

(A Senigallia s’inforna Mezzometro L’originale pizza tutta italiana)

Alessandro e il fratello Alessio sono orgogliosi della carta delle vivande, il menu, alto proprio mezzo metro: elenca i piatti e le specialità locali, tutte di stagione. Consiglio di portarlo a casa, è davvero da collezione, manuale della semplice e buona tavola. Suggerisce, per fare qualche esempio, antipasti con Cozze farcite alla Mezzometro; Alici marinate alla panzanella; Cous cous di verdure e gamberi. Primi con le storiche Penne alla vodka; Padellata di paccheri rigati con vongole, cozze, gamberoni; Chitarrine allo scoglio. Secondi con Calamaretti assortiti, fagiolini e mentuccia; Fritto di calamari e gamberi; Grigliata tutta di spiedini; non perdere le Croccanti patate chips croccanti. Dolci di produzione propria. Buona carta dei vini soprattutto marchigiani, anche a calice; scelta di birre agricole e classiche.

Nell’affiatata squadra in sala, per rappresentare tutti cito Marco Zoppini, cameriere un po’ psicologo che coglie al volo i desideri dei clienti e ricorda le fisionomie a distanza di anni. Mezzometro è presente anche a Jesi.

Ambasciatore delle Arti suggerisce la visita al Museo del cappello a Montappone (Fm), un mondo quasi di fiaba.

Per informazioni: www.mezzometro.it