La prima sera, cena al ristorante “Le Caserie”, in un edificio d’epoca, coccolati dallo chef patron Nicola Sammaritano che ha presentato una riuscita e personale interpretazione della cucina popolare di Marsala dal titolo “u pisci viddano”.

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Selinunte

Il secondo giorno, favorito da un sole difficile da dimenticare, insieme allo splendido panorama, la tappa più rilevante: il Parco archeologico di Selinunte, semplicemente meraviglioso e curatissimo. Nel corso della visita, la parte gastronomica è apparsa in modo spettacolare: sotto un portico, con vista parco e mare, era allestito un lungo tavolo-banco sul quale erano disposte, con una sequenza ragionata, una serie di fantastiche specialità locali, dalle ricotte ancora calde ai formaggi, dai gustosissimi arancini alla parmigiana di melanzane, il tutto preparato con competenza dal giovane e simpatico Filippo Drago, imprenditore e ottimo “cuoco per caso”, che ha proseguito con una dimostrazione “dal vivo” sul vero cuscus trapanese, terminando con dolci a base di ricotta che si concludevano con una serie quasi infinita di cannoli, preparati al momento e degustati con eguale rapidità.

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Filippo Drago racconta il cuscus trapanese

A breve distanza Castelvetrano (Tp), dove è riapparso Filippo Drago nel suo ruolo di titolare dell’azienda “Molini Del Ponte”. Questa volta la parola “eccellenza” è assolutamente azzeccata: il mulino è infatti un esempio unico di perfetta coesistenza tra antico e moderno poiché, accanto al modernissimo impianto a cilindri, sono tuttora operanti gli antichi mulini a pietra che risalgono all’800. Filippo, quarta generazione della famiglia Drago, ha avviato, con grande successo internazionale, il recupero, la selezione e l’utilizzo degli antichi grani siciliani. Con un fuori programma ha accompagnato tutti ad una visita, esclusiva, alla “Cuba bizantina di Delia”, cappella eretta nel VI secolo.

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I resti della nave punica al Museo Baglio Anselmi di Marsala

Alla sera, dopo una giornata così intensa e colta, bisognava alleggerire l’atmosfera. Cena “tutto pesce” al ristorante “I Bucanieri” da Nino Chirco, chef patron che, con la sua famiglia, ha realizzato una kermesse di ottimo livello qualitativo per la freschezza del pesce e per le preparazioni. Nel ricco aperitivo-buffet emergevano le ottime e insolite “arancinette di triglia”. Nel servizio a tavola, da segnalare la cernia alla pantesca e il grande buffet di dolci, tutto accompagnato da vini del territorio di alto profilo.

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A Mozia tra le collinette di sale

Nel terzo ed ultimo giorno, al mattino visita al Museo archeologico Baglio Anselmi, che contiene l’unico esemplare di nave punica giunta ai giorni nostri, poi escursione a Mozia, con le sue saline e il ricco pranzo “familiare”, molto ben realizzato dalla famiglia che cura il parco. La sera visita alle Cantine Pellegrino, recentemente restaurate, ottima degustazione di grandi Marsala e, quindi, gran finale con la cena di gala all’ultimo piano della torre con vista mozzafiato sul mare. Qui un autentico “fuoriclasse” ai fornelli, il bistellato Pino Cuttaia, con il suo team di cucina, giunto per l’occasione da Licata (Ag), ha realizzato, con cucina a vista, un menu eccezionale. Sopra le righe la “minestra di crostacei”, ottimi vini e ovazioni finali, sia per Pino Cuttaia sia per i due magnifici ospiti, Luigi e Donatella Calabrini, per la perfetta organizzazione e la splendida ospitalità.