Crudo di mare e stile mediterraneo. Il pesce è di casa da Sushiarìa a Salerno
Una città che sa valorizzarsi e un'offerta ristorativa che dà alla luce ristoranti come Sushiarìa, dove il pesce viene declinato in tartare e panini. Presto anche il format Bring your own bottle, rivolto ai Millennials
Piccoli segnali, approcci virtuosi, attenzione alla competenza del personale di sala, che va ben selezionato e ben formato, assenza di segnali negletti di imbastardito folklore, qui si respira l'Europa e, di essa, la solare componente mediterranea. Siamo nella piazza più graziosa e civettuola di Salerno: piazza Flavio Gioia. Debitamente pedonalizzata, ha suo proprio stile: locali tutti ben messi l'uno di fianco all'altro: si percepisce che vi è colleganza e non concorrenza.

Sorprendente esperienza al Sushiarìa, aperto da poche settimane. A condurlo in qualità di chef e di socio, il giovane e valente Francesco Fierro. Tavoli all'aperto, per le lunghe estati di qua e piacevolissima sala interna con tavoli bene apparecchiati: solarità pervasiva che piace ed abilita gaia convivialità.
Come l'allegro nome lascia intendere, qui l'offerta è centrata sui crudi di mare. Le originali elaborazioni di Francesco traggono spunto dal sushi propriamente detto, sorta di trama, ma sono vieppiù abilmente fertilizzati, stante tecnica e creatività, e siamo all'ordito dalle esperienze delle coste pugliesi. Ne sortisce un pianificato e vincente posizionamento. Ed il menu ne costituisce prova. Non la sucessione, sovente melanconica, degli antipasti, dei primi, dei secondi, dei contorni, dei dessert, bensì la descrizione chiara di proposte che nascono per costituire sorta di piatto unico.

Francesco sta studiando, già lusinghieri i risultati work in progress, abbracci suadenti tra pesci e formaggi. Di grande arguzia la proposta dei vini: pochi, nessuno banale, qualche champagne di quelli che non danno sorprese e, intuizione che ancor più palesa il respiro europeo, la possibiltià a breve del Byob (Bring your own bottle) che di certo incrementerà ulteriormente l'appealing del locale proprio per quella fascia di clientela alla quale Francesco anela: i Millennials cittadini del mondo ed i gourmet.
Il benvenuto Francesco lo porge con deliziosi arancini di gamberi. Nei calici, da uve aglianico in purezza, un meraviglioso rosato che merita di essere ben conosciuto, il Rosiè by Colli di Castelfranci. Ben volentieri ci si sottopone alla degustazione delle tre tartare proposte. La tartare con i gamberi rossi è ingentilita, da applauso il guizzo creativo, da brunoise di mela verde e caduta di filino di olio extravergine. La tartare di salmone emana il profumo piacevole dell'arancia e del finoxxhio: contrappunto non facile e qui egregiamente eseguito. La tartare di tonno trae solarità da piccoli tocchi calibrati di pomodorino, origano e basilico.

Giunge in tavola, piccolo capolavoro di Francesco, il tonno scottato con insalata; piatto pressochè perfetto! A seguire, meditati assaggi di altra simpatica e distintiva proposta di Francesco: i panini di mare! Di grande squisitezza il panino con polpo arrostito, cicoria e mantecato di bufala. Insomma, un'emozionante e deliziosa esperienza.
Per informazioni: www.sushiaria.it

Sorprendente esperienza al Sushiarìa, aperto da poche settimane. A condurlo in qualità di chef e di socio, il giovane e valente Francesco Fierro. Tavoli all'aperto, per le lunghe estati di qua e piacevolissima sala interna con tavoli bene apparecchiati: solarità pervasiva che piace ed abilita gaia convivialità.
Come l'allegro nome lascia intendere, qui l'offerta è centrata sui crudi di mare. Le originali elaborazioni di Francesco traggono spunto dal sushi propriamente detto, sorta di trama, ma sono vieppiù abilmente fertilizzati, stante tecnica e creatività, e siamo all'ordito dalle esperienze delle coste pugliesi. Ne sortisce un pianificato e vincente posizionamento. Ed il menu ne costituisce prova. Non la sucessione, sovente melanconica, degli antipasti, dei primi, dei secondi, dei contorni, dei dessert, bensì la descrizione chiara di proposte che nascono per costituire sorta di piatto unico.

Francesco sta studiando, già lusinghieri i risultati work in progress, abbracci suadenti tra pesci e formaggi. Di grande arguzia la proposta dei vini: pochi, nessuno banale, qualche champagne di quelli che non danno sorprese e, intuizione che ancor più palesa il respiro europeo, la possibiltià a breve del Byob (Bring your own bottle) che di certo incrementerà ulteriormente l'appealing del locale proprio per quella fascia di clientela alla quale Francesco anela: i Millennials cittadini del mondo ed i gourmet.
Il benvenuto Francesco lo porge con deliziosi arancini di gamberi. Nei calici, da uve aglianico in purezza, un meraviglioso rosato che merita di essere ben conosciuto, il Rosiè by Colli di Castelfranci. Ben volentieri ci si sottopone alla degustazione delle tre tartare proposte. La tartare con i gamberi rossi è ingentilita, da applauso il guizzo creativo, da brunoise di mela verde e caduta di filino di olio extravergine. La tartare di salmone emana il profumo piacevole dell'arancia e del finoxxhio: contrappunto non facile e qui egregiamente eseguito. La tartare di tonno trae solarità da piccoli tocchi calibrati di pomodorino, origano e basilico.

Giunge in tavola, piccolo capolavoro di Francesco, il tonno scottato con insalata; piatto pressochè perfetto! A seguire, meditati assaggi di altra simpatica e distintiva proposta di Francesco: i panini di mare! Di grande squisitezza il panino con polpo arrostito, cicoria e mantecato di bufala. Insomma, un'emozionante e deliziosa esperienza.
Per informazioni: www.sushiaria.it


