Magritte, la piadineria da “pellegrinaggio”. A Loreto impasto e farcia gourmet
Magritte è la piadineria di Matteo e Michele Fusillo che sta ottenendo successo dopo otto anni passati a studiare tecniche e ricette su impasto e farcia. Si trova a Loreto (An), in un locale intimo sotto Porta Romana
Da più di otto anni, vissuti prima in sordina ad affinare le ricette, sia dell’impasto che delle farce, Magritte, la piadineria con il cappello, è oggi un luogo di culto per gli amanti della piada in generale e per i giovani. Michele Fusillo li coccola e coinvolge attraverso un abile uso dei social.

La pagina Facebook è in continua evoluzione e pullula di aggiornamenti. Il successo ora è meritato. Grazie a Matteo Fusillo, papà di Michele. Un uomo simpatico ed eclettico. Uno che ama le sfide. Immaginate un milanese doc, un Francesco Pannofino più magro e con stessa verve, trapiantato a Loreto (An) al quale dicono: «Attiva questo piccolo locale sotto Porta Romana ma niente panini e niente pizza». Matteo è cresciuto con i primi panini d’autore. Quelli della Milano delle paninoteche. Vista la struttura del locale rimane solo la piadina. A Matteo non piace. Lavora sull’impasto. Lo cerca più soffice con il lievito. Le piadine firmate Magritte sono spesse, croccanti fuori e soffici dentro.

Una volta stabilizzato l’impasto i due si concentrano sulle farce. Non è il caso di passare subito alla provocazione. È il caso di arrivarci per gradi. Quindi via con le classiche. Che sia crudo squacquerone e rucola, speck grana e rucola. I ricordi milanesi di Matteo sono, però, troppo forti. C’è un panino che gli martella nella testa: patè de foie gras, cotto affumicato, brie, insalata e salsa piccante.

È lei, la Magritte! Le altre del menu gourmet sono le idee/ispirazioni di amici colti buongustai. Le chiamo, so che Michele approverà, le preferite dagli amici. Da Lucy, Willy, Teresina, Charly. Tanto per rendere l’idea Willy è con salsiccia, cipolle al miele, scamorza affumicata e lattuga. Tutti gli ingredienti sono Dop, Igp, prodotti locali, stagionali. Selezionati con grande rispetto. Quella con erbe di campo e scamorza che fa parte delle vegetariane, è una delle mie preferite.

Apro una parentesi a parte per i club sandwich e per il menu Lab017 che si trasforma ogni mese, da provare il Burrito. Le versioni dei club sandwich sono due, la tradizionale e la sofisticata, buonissima, salmone affumicato, salsa all’aglio, rucola e polvere di speck croccante. Dulcis in fundo la piadina con Nocciolata Rigoni. Cosa si beve? Si beve molto social, scherzo! Per le birre: Forst (Sixtus, Kronen, 1857) Menabrea, Chouffe, Chimay Dorèe, Blanche de Namur. I vini sono selezionati dalla cantina Garofoli e si servono solo quelli: Komaros, il rosato, Piancarda rosso Conero e Macrina, Verdicchio dei Castelli di Jesi. Il locale è molto piccolo e l’inverno è meglio prenotare. L’estate si sta fuori sotto la bombetta di Magritte. Alla mia domanda perché Magritte, Matteo risponde serio: «Mi piace molto». I due sono organizzatissimi per l’asporto. Davanti c’è un bel parcheggio adatto ad una sosta veloce.

La pagina Facebook è in continua evoluzione e pullula di aggiornamenti. Il successo ora è meritato. Grazie a Matteo Fusillo, papà di Michele. Un uomo simpatico ed eclettico. Uno che ama le sfide. Immaginate un milanese doc, un Francesco Pannofino più magro e con stessa verve, trapiantato a Loreto (An) al quale dicono: «Attiva questo piccolo locale sotto Porta Romana ma niente panini e niente pizza». Matteo è cresciuto con i primi panini d’autore. Quelli della Milano delle paninoteche. Vista la struttura del locale rimane solo la piadina. A Matteo non piace. Lavora sull’impasto. Lo cerca più soffice con il lievito. Le piadine firmate Magritte sono spesse, croccanti fuori e soffici dentro.

Matteo e Michele Fusillo
Una volta stabilizzato l’impasto i due si concentrano sulle farce. Non è il caso di passare subito alla provocazione. È il caso di arrivarci per gradi. Quindi via con le classiche. Che sia crudo squacquerone e rucola, speck grana e rucola. I ricordi milanesi di Matteo sono, però, troppo forti. C’è un panino che gli martella nella testa: patè de foie gras, cotto affumicato, brie, insalata e salsa piccante.

È lei, la Magritte! Le altre del menu gourmet sono le idee/ispirazioni di amici colti buongustai. Le chiamo, so che Michele approverà, le preferite dagli amici. Da Lucy, Willy, Teresina, Charly. Tanto per rendere l’idea Willy è con salsiccia, cipolle al miele, scamorza affumicata e lattuga. Tutti gli ingredienti sono Dop, Igp, prodotti locali, stagionali. Selezionati con grande rispetto. Quella con erbe di campo e scamorza che fa parte delle vegetariane, è una delle mie preferite.

Apro una parentesi a parte per i club sandwich e per il menu Lab017 che si trasforma ogni mese, da provare il Burrito. Le versioni dei club sandwich sono due, la tradizionale e la sofisticata, buonissima, salmone affumicato, salsa all’aglio, rucola e polvere di speck croccante. Dulcis in fundo la piadina con Nocciolata Rigoni. Cosa si beve? Si beve molto social, scherzo! Per le birre: Forst (Sixtus, Kronen, 1857) Menabrea, Chouffe, Chimay Dorèe, Blanche de Namur. I vini sono selezionati dalla cantina Garofoli e si servono solo quelli: Komaros, il rosato, Piancarda rosso Conero e Macrina, Verdicchio dei Castelli di Jesi. Il locale è molto piccolo e l’inverno è meglio prenotare. L’estate si sta fuori sotto la bombetta di Magritte. Alla mia domanda perché Magritte, Matteo risponde serio: «Mi piace molto». I due sono organizzatissimi per l’asporto. Davanti c’è un bel parcheggio adatto ad una sosta veloce.


