Siamo nell’area più densamente popolata del continente europeo. La zona costiera vesuviana, braccio ameno del meraviglioso Golfo di Napoli. Siamo a Torre del Greco (Na), città cara al grande Giacomo Leopardi. L’essere “così tanti” diciamo il vero, è sensazione, ahinoi, non sempre piacevole che si avverte nel vivere quotidiano. E allora, quanto grande lo stupore e quindi la gioia nello scoprire, proprio nel popoloso abitato di Torre del Greco, un rigoglioso polmone verde su cui, benevolo, occhieggia il Vesuvio.

Josè, nella magia del Golfo di Napoli la creatività stellata di Iavarone

Terreno benedetto dal vulcano, fertilità accentuata e frutti copiosi e saporiti. Agrumeto amorevolmente curato, con l’oro luccicante dei limoni; ortaggi secondo stagione: melanzane, peperoni, zucchini. Ne acquisisce dominio, solerte, bravissimo, già così esperto nonostante l’ancora giovane età, il prode chef (una stella Michelin nel suo palmares) Domenico Iavarone. Sì, siamo nella Tenuta Villa Guerra, lungo il famoso Miglio d’Oro; la villa è di stile vanvitelliano. Incastonato nella tenuta, sapienti i tocchi che gli danno vera eleganza, il ristorante Josè. A condurre la brigata di cucina, si è detto, Domenico Iavarone, a condurre la sala, sapendo accogliere e governare la delicata attività, il bravissimo Enrico Moschella.

Domenico Iavarone e Josè Confuorto - Josè, nella magia del Golfo di Napoli la creatività stellata di Iavarone
Domenico Iavarone e Josè Confuorto

Alle falde del Vesuvio, il mare poco distante, Capri in lontananza. Trionfo del bianco. La riggiola, ovvero la mattonella, manufatta da abile artigiano locale, a segnaposto, corolla di mise en place esteticamente perfetta. Ed i piatti, intesi fuor di sineddoche, fatti da artigiani locali, su indicazione dello chef. Per ogni pietanza preparata dallo chef, l’apposito piatto.
Ne consegue che la deliziosa esperienza che si vive al Josè è davvero multisensoriale e parte dagli occhi. La grande vision imprenditoriale della famiglia Confuorto, titolari della Tenuta Villa Guerra, si concretizza nella fiducia piena, ben riposta, accordata a questo tandem di talento al quale si aggiunge il bravissimo sommelier Diego Laguzzi.

Josè, nella magia del Golfo di Napoli la creatività stellata di Iavarone
Risotto con cipolla bruciata, alici, yogurt e mandorle

Memorabile il pranzo, all’ombra del Vesuvio in una splendida giornata di sole, di quelle che fanno dire... l’estate è già qui. Si principia con antepasto atto a palesare la grande bravura dello chef Domenico Iavarone nel saper mettere a frutto la sua creatività con la sua grande tecnica: Uovo in purgatorio con gamberi rossi. Nel calice, a corretta temperatura, ben presentata dal valente sommelier, una Falanghina dei Campi Flegrei 2015 Agnanum. Ad ulteriore dimostrazione di bravura e di magistrale simbiosi tra creatività e padronanza delle tecniche, un sontuoso Risotto con cipolla bruciata, alici, yogurt e mandorle. Nel calice il Grecomusc 2013 Contrade Taurasi. A seguire un altro grande primo: Tortelli di pollo speziato con carciofi e cynar. Nel calice lo Zagreo 2015 I Cacciagalli.

Il tributo al pescato locale si sostanzia in un’ottima Triglia in patate fritte, lattuga romana e ravanelli. Nei calici, abbinamento non semplice per tale coacervo di sapori, l’Aliseo 2015 fatto dal valente Gigino Reale. A chiudere tale sontuoso pranzo, un duo di cioccolato fondente e lamponi. Esperienza memorabile. Luogo magico: energia del Vesuvio, poesia del Leopardi, incanto del Golfo di Napoli.

Per informazioni: www.wooldesignfirm.axeleroweb.it