Chef Rubio lancia il “Pasto sospeso” all'apertura di Piadèra a Dubai
L’originale piadina romagnola arriva negli Emirati grazie alla catena Piadèra guidata da Matteo Bianchi. All’inaugurazione anche chef Rubio che con l’incasso preparerà un pasto per gli immigrati dei labour camps
Chef Rubio (all'anagrafe Gabriele Rubini) lancia il “Pasto sospeso” per i labour camp di Dubai. L’occasione è l’inaugurazione del primo ristorante della catena Piadèra, guidato da Matteo Bianchi col supporto di una cordata di investitori italiani. Il 2 marzo avrebbe dovuto essere il grande giorno, ma un inconveniente ha costretto gli organizzatori a rinviare il tutto. «Sfortunatamente - si legge in una nota ufficiale del ristorante Piadèra - dovremo aspettare ancora qualche settimana prima di lanciare il Pasto Sospeso a Dubai e aprire ufficialmente Piadèra. A causa di imprevisti problemi tecnici sopraggiunti nelle ultimissime fasi di allestimento, siamo costretti a posticipare l’evento. Ci scusiamo con gli amici intenzionati a partecipare e soprattutto con il gentilissimo Chef Rubio tanto prodigo nell’esportare il Pasto Sospeso quanto paziente nel supportarci con una efficacissima organizzazione. Il Pasto Sospeso arriverà anche a Dubai presto. Il team Piadèra è al lavoro per risolvere gli imprevisti tecnici, e presto comunicherà la nuova data».
Sarà quando sarà, il tutto funzionerà così: il giorno dell’inaugurazione l’intero incasso delle consumazioni sarà reinvestito per preparare e consegnare i pasti ai lavoratori, provenienti prevalentemente dai Paesi asiatici e impiegati nel settore delle costruzioni, nei cosiddetti campi di lavoro di Dubai. Dai giorni successivi, come vuole la tradizione di solidarietà tutta italiana del “caffè sospeso napoletano», per ogni pasto consumato si può lasciare un’offerta volontaria per chi invece non può permetterselo. Così, a fine giornata la raccolta delle donazioni e il cibo in eccedenza viene devoluto e recapitato nei labour camps direttamente dal personale di Piadèra, con successive rendicontazioni periodiche del raccolto.

Inoltre Chef Rubio, nel corso del cooking-show d’inaugurazione aperto al pubblico, mostra assieme allo chef resident di Piadèra Francesco Cavarretta, le fasi di preparazione dei piatti realizzati secondo la tradizione 100% italiana e 100% halal (“buono” in Arabo), conformi alle regole di alimentazione del credo musulmano. Esclusa dunque la carne di maiale, il menu dei salumi propone fesa di tacchino, speck di manzo, bresaola. La piadina rimane il piatto forte, con la variante a base di olio di oliva e priva di strutto, ma soprattutto viene preparata secondo la tradizionale ricetta di nonna Norina, autentica istituzione della Riviera Romagnola, oggi con la sua famiglia tra gli investitori di Piadèra.
Norina negli anni ’60 era una bellissima, giovane donna che tirava la pasta con energia in uno storico chiosco di Cervia in Romagna Riviera. Molti ancora ricordano le lunghe file di persone in attesa delle sue leggendarie piadine. Norina, felice nonna in pensione, consegna a Piadèra il rito della sua ricetta per offrire al pubblico il genuino gusto di allora anche lontano dalla riviera romagnola. Piadèra, oltre all’autenticità della Piada garantisce la freschezza degli ingredienti della migliore gastronomia italiana, dai salumi alle verdure, alla mozzarella quest’ultima prodotta in loco direttamente dallo staff della Piadèra con materie prime scelte provenienti dall'Italia.

L’italianità di Piadèra è pervasiva: anche arredi, packaging e sito web sono rigorosamente tricolori. «L’idea è semplice - dice Matteo Bianchi - il nostro flatbread non è altro che il tappeto volante per far volare il meglio del “Sistema Italia”, dall’imprenditorialità alla solidarietà, dai prodotti culinari a quelli del design in giro per il mondo abbracciando diverse culture. L’impasto multi-culturale alla base del progetto, non riguarda solo i menu, comunque radicati nella tradizione italiana, e gli avventori, ma si riflette nella scelta del personale selezionato: italiani, egiziani, asiatici, africani ma anche nella cordata d’investitori che vede top manager, professionisti e sportivi, non solo italiani ma anche arabi».
«Il Made in Italy è uno stato mentale - dice chef Rubio - sono particolarmente felice di poterlo esportare proponendo assieme al gusto della tradizione gastronomica italiana, un modello di solidarietà capace di bilanciare l’onda intransigente che sta attraversando questo periodo storico».
Per informazioni:
www.piadera.com
www.chefrubio.it
Sarà quando sarà, il tutto funzionerà così: il giorno dell’inaugurazione l’intero incasso delle consumazioni sarà reinvestito per preparare e consegnare i pasti ai lavoratori, provenienti prevalentemente dai Paesi asiatici e impiegati nel settore delle costruzioni, nei cosiddetti campi di lavoro di Dubai. Dai giorni successivi, come vuole la tradizione di solidarietà tutta italiana del “caffè sospeso napoletano», per ogni pasto consumato si può lasciare un’offerta volontaria per chi invece non può permetterselo. Così, a fine giornata la raccolta delle donazioni e il cibo in eccedenza viene devoluto e recapitato nei labour camps direttamente dal personale di Piadèra, con successive rendicontazioni periodiche del raccolto.

Inoltre Chef Rubio, nel corso del cooking-show d’inaugurazione aperto al pubblico, mostra assieme allo chef resident di Piadèra Francesco Cavarretta, le fasi di preparazione dei piatti realizzati secondo la tradizione 100% italiana e 100% halal (“buono” in Arabo), conformi alle regole di alimentazione del credo musulmano. Esclusa dunque la carne di maiale, il menu dei salumi propone fesa di tacchino, speck di manzo, bresaola. La piadina rimane il piatto forte, con la variante a base di olio di oliva e priva di strutto, ma soprattutto viene preparata secondo la tradizionale ricetta di nonna Norina, autentica istituzione della Riviera Romagnola, oggi con la sua famiglia tra gli investitori di Piadèra.
Norina negli anni ’60 era una bellissima, giovane donna che tirava la pasta con energia in uno storico chiosco di Cervia in Romagna Riviera. Molti ancora ricordano le lunghe file di persone in attesa delle sue leggendarie piadine. Norina, felice nonna in pensione, consegna a Piadèra il rito della sua ricetta per offrire al pubblico il genuino gusto di allora anche lontano dalla riviera romagnola. Piadèra, oltre all’autenticità della Piada garantisce la freschezza degli ingredienti della migliore gastronomia italiana, dai salumi alle verdure, alla mozzarella quest’ultima prodotta in loco direttamente dallo staff della Piadèra con materie prime scelte provenienti dall'Italia.

Chef Rubio
L’italianità di Piadèra è pervasiva: anche arredi, packaging e sito web sono rigorosamente tricolori. «L’idea è semplice - dice Matteo Bianchi - il nostro flatbread non è altro che il tappeto volante per far volare il meglio del “Sistema Italia”, dall’imprenditorialità alla solidarietà, dai prodotti culinari a quelli del design in giro per il mondo abbracciando diverse culture. L’impasto multi-culturale alla base del progetto, non riguarda solo i menu, comunque radicati nella tradizione italiana, e gli avventori, ma si riflette nella scelta del personale selezionato: italiani, egiziani, asiatici, africani ma anche nella cordata d’investitori che vede top manager, professionisti e sportivi, non solo italiani ma anche arabi».
«Il Made in Italy è uno stato mentale - dice chef Rubio - sono particolarmente felice di poterlo esportare proponendo assieme al gusto della tradizione gastronomica italiana, un modello di solidarietà capace di bilanciare l’onda intransigente che sta attraversando questo periodo storico».
Per informazioni:
www.piadera.com
www.chefrubio.it

