L'idea infatti di proporre come contenitore a sorpresa le "frittatine 'e maccarune", capolavoro dell'arte del riciclo della pasta avanzata, è di due fratelli napoletani, Paolo e Vito Esposito. I giovani propongono questa specialità nella capitale, internazionalizzandola con una "y", in un piccolo locale appena aperto nel rione Ponte, nella celebre strada degli antiquari romani (via dei Coronari 185/186 - Tel 06 69363037).

Diventa così gourmet questo timballino, che una volta poteva diventare persino sontuoso condito con quello che si aveva a disposizione, prosciutto cotto, salame, provola o piselli. Poi veniva impanato, fritto e servito caldissimo. Le versioni proposte dai due giovani sono particolari perchè all'interno rivelano sapori inaspettati.

(Fryttatì, lo street food napoletano a Roma Timballi di pasta fritti per tutti i gusti)

Racchiudono infatti una vera antologia della cucina regionale italiana come la genovese, il ragù alla bolognese o l'amatriciana. Ma non mancano originali creazioni come la Cafona (con salsiccia, friarielli e provola) o la Cuore Nero (con dadini e nero di seppia). Ben accolti i vegetariani, con la Vasinicola (con pesto di basilico), la Vesuviana (con pomodorino pachino, datterino arancione e pomodorino giallo) o l’Ortolina (con melanzane, zucchine e peperoni).

Novità continue inoltre, grazie alla fantasia del momento e alla ricchezza dei prodotti di stagione come in questo momento funghi e zucca. Le frittatine sono tutte prodotte nella dimensione classica o in quella ridotta per chi ha voglia di assaggiare tutte le varianti (4 euro la grande, 2 la piccola). Fryttatì è esclusivamente dedicato a questo street food nella varie declinazioni, quindi è un invito a provarle tutte. Lo spazio del locale è semplice, del tutto informale, ed è i posto giusto per una sosta golosa, in ore anche diverse da quella canoniche dei pasti, magari accompagnandola con una birra o con bevande assortite.