Al ristorante “Cus Cus” di Roma si respira la tradizione ragusana
Simona Iacono, titolare del locale, fa rivivere ai fornelli gli insegnamenti della madre e la tradizione ragusana. Il cus cus, artigianale, viene servito con i sughi e accompagnato da birre e vini della sua amata Sicilia
Dalla Sicilia a Roma; il vero cus cus, incocciato a lungo a mano, cotto al vapore e poi condito con i sughi della tradizione siciliana, si può gustare da “Cus Cus”. Ce l’ha portato Simona Iacono, con le antiche ricette di Marina di Ragusa, dove il padre Carmelo e la mamma Pina aprirono nel 1975 la trattoria “Da Carmelo” sul lungomare, oggi gestita dal fratello Vincenzo. Figlia d’arte, dunque, che finita per i casi della vita nella capitale ha voluto continuare una tradizione in questo semplice locale della zona di piazza Bologna dove a ciclo continuo si lavorano a lungo e si cuociono al vapore i granellini di semola fino a farli diventare gonfi e leggeri.

Questa è la materia prima, ma i sughi sono quelli di pesce, di carne e di verdure siciliani con qualche concessione ai classici romani. Dal cus cus si passa anche ai piatti poveri della stradizione iblea, come la scaccia, la mapanata di baccalà e patate e le sarde a beccafico, l’insalata di arance con le alici sott’olio e la caponata del pescatore con e seppie. “Cus Cus” è aperto dalle 12.00 al dopocena, ed è anche take away, e gli speciali contenitori che ne mantengono profumi e calore. Si può anche gustare passeggiando, come un gelato.

Ce n’è per tutti gusti: si sceglie anzitutto il formato, piccolo o grande, Large (140 g) o Extra large (280 g), e poi il sugo, ispirandosi all’elenco del giorno scritto su una lavagnetta. Simona fa tutto a mano, così come insegnatole dai genitori quando era piccola, come un gioco: la semola di grano andava messa nella mafaradda, una larga ciotola di terracotta dai bordi alti e svasati e lavorata a lungo in senso rotatorio con un goccio d’olio fino a formare e a separare tanti minuscoli granelli. Stare a contatto con questi sapori è per lei un antidoto contro la nostalgia, la fa sentire ancora un po’ a casa.

Una collaborazione con Laurenzi Consulting, specializzata nella progettazione nel campo della ristorazione, ha fatto di questo locale dall’arredo essenziale ma dalla grande cucina a visto un punto di riferimento degli appassionati del cus cus. Un format di successo a giudicare dall’afflusso di clienti a tutte le ore. Se si decide di mangiare sul posto la specialità della casa viene servita in ciotole di terracotta. Ma prima ancora è da provare l’antipasto Ibleo a base di salumi e formaggi, oppure, altra specialità della memoria, l’Antipasto come da Carmelo, con le specialità di pesce del giorno. Pochi i dolci, al massimo tre, ma davvero squisiti: Dalla crostata di noci al “tiramicus” dove il cus cus è al posto dei savoiardi.
Anche i vini, serviti in calice, sono made in Sicilia . La scelta non è sterminata ma di qualità: dalle bollicine all’Inzolia e all’Etna Bianco Carricante, fino ai rossi e ai passiti. Le birre sono della Yblon, un birrificio artigianale ragusano nato nel 2015 ad opera di 5 appasionati. La scelta è tra 4 tipologie: la Blond, l’Hoppà, la Tompa e la Juta. A completare l’offerta, una selezione personalizzata di cocktail ispirati ai sapori e ai profumi della Trinacria, realizzati con prodotti locali e biologici. I prezzi sono alla portata di tutti: se un cus cus costa dai 5 ai 12 euro, un pasto completo di antipasto, dolce e bevanda non supera i 20-25 euro.
Cus Cus
via Arezzo 39 - 00161 Roma
Tel 06 97997519 / 349 3603694
cuscusroma@gmail.com

Questa è la materia prima, ma i sughi sono quelli di pesce, di carne e di verdure siciliani con qualche concessione ai classici romani. Dal cus cus si passa anche ai piatti poveri della stradizione iblea, come la scaccia, la mapanata di baccalà e patate e le sarde a beccafico, l’insalata di arance con le alici sott’olio e la caponata del pescatore con e seppie. “Cus Cus” è aperto dalle 12.00 al dopocena, ed è anche take away, e gli speciali contenitori che ne mantengono profumi e calore. Si può anche gustare passeggiando, come un gelato.

Ce n’è per tutti gusti: si sceglie anzitutto il formato, piccolo o grande, Large (140 g) o Extra large (280 g), e poi il sugo, ispirandosi all’elenco del giorno scritto su una lavagnetta. Simona fa tutto a mano, così come insegnatole dai genitori quando era piccola, come un gioco: la semola di grano andava messa nella mafaradda, una larga ciotola di terracotta dai bordi alti e svasati e lavorata a lungo in senso rotatorio con un goccio d’olio fino a formare e a separare tanti minuscoli granelli. Stare a contatto con questi sapori è per lei un antidoto contro la nostalgia, la fa sentire ancora un po’ a casa.

Una collaborazione con Laurenzi Consulting, specializzata nella progettazione nel campo della ristorazione, ha fatto di questo locale dall’arredo essenziale ma dalla grande cucina a visto un punto di riferimento degli appassionati del cus cus. Un format di successo a giudicare dall’afflusso di clienti a tutte le ore. Se si decide di mangiare sul posto la specialità della casa viene servita in ciotole di terracotta. Ma prima ancora è da provare l’antipasto Ibleo a base di salumi e formaggi, oppure, altra specialità della memoria, l’Antipasto come da Carmelo, con le specialità di pesce del giorno. Pochi i dolci, al massimo tre, ma davvero squisiti: Dalla crostata di noci al “tiramicus” dove il cus cus è al posto dei savoiardi.
Simona Iacono, con la mamma Pina e il padre Carmelo
Anche i vini, serviti in calice, sono made in Sicilia . La scelta non è sterminata ma di qualità: dalle bollicine all’Inzolia e all’Etna Bianco Carricante, fino ai rossi e ai passiti. Le birre sono della Yblon, un birrificio artigianale ragusano nato nel 2015 ad opera di 5 appasionati. La scelta è tra 4 tipologie: la Blond, l’Hoppà, la Tompa e la Juta. A completare l’offerta, una selezione personalizzata di cocktail ispirati ai sapori e ai profumi della Trinacria, realizzati con prodotti locali e biologici. I prezzi sono alla portata di tutti: se un cus cus costa dai 5 ai 12 euro, un pasto completo di antipasto, dolce e bevanda non supera i 20-25 euro.
Cus Cus
via Arezzo 39 - 00161 Roma
Tel 06 97997519 / 349 3603694
cuscusroma@gmail.com


