Un vero gioiello turistico la Rocca di Gradara che, con il suo borgo fortificato, costituisce una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia. Il mastio è stato costruito nel 1150, l’attuale aspetto è opera della famiglia Malatesta che dal XIII secolo fino al 1463 dominò la fortezza che, per la sua posizione strategica, è stata nei secoli teatro degli scontri delle più potenti famiglie dell’epoca: i Borgia, i Della Rovere, i Medici. Ma sono i versi di Dante che narra la tragica fine dell’amore di Paolo e Francesca tra queste mura, a celebrare eternamente il luogo.

da sinistra: Claudio e Silvana Bertolino, Marinella Argentieri e Claudia Bertolino
Nella foto, da sinistra: Claudio e Silvana Bertolino, Marinella Argentieri e Claudia Bertolino

Si deve l’attuale, ottimo stato della rocca, all’ingegnere Umberto Zanvettori che, attorno al 1920, compie un’importante opera di restauro, investendo tutte le sue risorse per riportare la fortezza alla sua antica bellezza. Circa 500mila visitatori l’anno raggiungono Gradara (Pu), per ammirare il castello, i suoi arredi e le importanti opere artistiche che lo completano. La locale Pro Loco promuove numerose iniziative, alcune delle quali tese a valorizzare la gustosa cucina marchigiana.

Eccellente testimone della buona tavola di Gradara è il ristorante Al Soldato di Ventura, piccolo ed accogliente è attiguo ad una delle porte di accesso al borgo da dove si gode una splendida vista che spazia fino al litorale romagnolo. Può accogliere 50 ospiti in sala ed altrettanti nel giardino estivo; propone piatti della tradizione sia di terra sia di mare.



Alla presenza di alcuni giornalisti enogastronomi, Claudio e Silvana Bertolino che, con i figli Claudia e Andrea, da vent’anni gestiscono con capacità e passione il locale, hanno ricevuto la targa di merito di Ristoranti Regionali - Cucina Doc “per aver contribuito alla salvaguardia della cucina tipica regionale , espressione di cultura dei luoghi”. Nell’occasione hanno preparato un menù abbinato ai vini della Cantina Pievalta di Maiolati Spontini, nel cuore dei Castelli di Jesi. L’azienda che dal 2002 inizia a produrre da agricoltura biologica, dal 2005 applica l’agricoltura biodinamica.

Il menu si è aperto con una ricca proposta di antipasti: frittata rustica, puntarelle con le alici, crostini al tartufo di Sant’Angelo in Vado, coppa di testa e salumi di Ginestreto, piadina farcita con erbe di campo abbinati al Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore che ha accompagnato anche le gustosissima minestra: crestagliate con fagioli, pasta tipica locale preparata con farina doppio zero e farina di mais in parti uguali, impastata solo con acqua. Quindi gli gnocchi di patate con anitra germano, sposati al Rosso Pievalta Igt, Montepulciano in purezza prodotto in 3.500 bottiglie; lo stesso vino è stato abbinato alla saporita punta di vitello in porchetta con patate e carciofi al forno.



Per finire una carrellata di dolci casalinghi che sono stati abbinati a Curina Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Passito. Il nome di questo vino dolce deriva da un vento caldo detto Curina che asciuga i grappoli stramaturi in pianta, appassiti in cassettina e in parte macerati sulle bucce in anfore di terracotta, come facevano gli antichi romani; anche di questo vino si producono solo 3mila bottiglie. Eccellenti vini di nicchia si sono felicemente incontrati con un’autentica cucina regionale, elemento importante quanto le bellezze artistiche e naturali per la proposta turistica del nostro Belpaese.