Il circuito dei Musei del Cibo si espande. A Collecchio apre il Museo della Pasta
La stupenda corte agricola medievale di Giarola a Collecchio (Pr) apre le sue porte al neonato Museo della Pasta, che ripercorre non solo la storia di questo alimento, ma è uno sguardo completo sulla nostra cultura
Il circuito dei Musei del Cibo è cresciuto con un nuovo importante percorso espositivo dedicato all’alimento simbolo dell’italianità: è nato il Museo della Pasta che trova collocazione all’interno della stupenda corte agricola medievale di Giarola (Collecchio) a fianco del già esistente Museo del Pomodoro.

Il legame tra pasta e il territorio è una storia che ha origine nell’Ottocento quando a Parma inizia l’attività di Barilla e con essa si consolida il ruolo di questa porzione della Pianura Padana nell’industria della produzione, trasformazione e conservazione alimentare. E con Barilla inizia la storia di questo museo che accoglie anche parte degli oggetti e delle macchine che Pietro Barilla aveva voluto raccogliere proprio con l’obiettivo di creare una collezione che raccontasse la pasta e l’evoluzione dell’industria ad essa legata.
Il museo ripercorre non solo la storia di questo alimento partendo dal chicco di grano e risalendo la filiera produttiva nei secoli ma è uno sguardo sulla nostra cultura, sulla sociologia dei consumi e anche sull’arte che ha accolto la pasta come protagonista. All’interno del percorso museale trovano spazio testimonianze di inestimabile valore, oggetti unici che rendono l’esperienza di visita memorabile.
È qui esposto il più antico campione di pasta industriale datato 1837 e un intero e originale pastificio della metà ’800 perfettamente restaurato grazie al contributo volontario dell’associazione delle Medaglie d’Oro Barilla e qui ricollocato. A questo si aggiungono curiose collezioni di oggetti legati alla pasta come le speronelle per la lavorazione della pasta artigianale o il più comune scolapasta, fino alla collezione di 100 tra i più significativi formati con le loro trafile.

Il legame tra pasta e il territorio è una storia che ha origine nell’Ottocento quando a Parma inizia l’attività di Barilla e con essa si consolida il ruolo di questa porzione della Pianura Padana nell’industria della produzione, trasformazione e conservazione alimentare. E con Barilla inizia la storia di questo museo che accoglie anche parte degli oggetti e delle macchine che Pietro Barilla aveva voluto raccogliere proprio con l’obiettivo di creare una collezione che raccontasse la pasta e l’evoluzione dell’industria ad essa legata.
Il museo ripercorre non solo la storia di questo alimento partendo dal chicco di grano e risalendo la filiera produttiva nei secoli ma è uno sguardo sulla nostra cultura, sulla sociologia dei consumi e anche sull’arte che ha accolto la pasta come protagonista. All’interno del percorso museale trovano spazio testimonianze di inestimabile valore, oggetti unici che rendono l’esperienza di visita memorabile.
È qui esposto il più antico campione di pasta industriale datato 1837 e un intero e originale pastificio della metà ’800 perfettamente restaurato grazie al contributo volontario dell’associazione delle Medaglie d’Oro Barilla e qui ricollocato. A questo si aggiungono curiose collezioni di oggetti legati alla pasta come le speronelle per la lavorazione della pasta artigianale o il più comune scolapasta, fino alla collezione di 100 tra i più significativi formati con le loro trafile.

