Si brinda con lo Champagne Pommery per l’apertura del Ristorante Oro
Al Belmond Hotel Cipriani di Venezia la stagione 2014 si apre con un’importante novità: l’inaugurazione dell’Oro Restaurant, raffinato tempio del gusto. L’occasione sarà resa ancor più speciale dalle bollicine Pommery
Champagne Pommery, ambasciatore dell’Art de bien-vivre, accompagna Belmond Hotel Cipriani di Venezia, icona dell’ospitalità internazionale, durante l’inaugurazione della stagione 2014 arricchita da una importante novità: Oro Restaurant, un tempio del gusto che segna il nuovo must gourmand nella città lagunare. Progettato dal famoso architetto Adam D. Tihany, Oro riflette il raffinato e fluido stile della città, con interni ispirati alla sua cultura, arte e tradizione. Il nome del ristorante è stato scelto per la cura dedicata ad ogni singolo, prezioso dettaglio. A coordinare tutto il lavoro del ristorante Carlo Tofani (restaurant manager), nome celebre del panorama italiano con molteplici esperienze in ristoranti stellati italiani.

Giovedì 8 maggio, all’inaugurazione ufficiale, Champagne Pommery ha accompagnato le raffinate portate dell'Executive Chef stellato Davide Bisetto (nella foto in basso) in un viaggio gastronomico che inizierà con Apanage Prestige come aperitivo; Cuvée Louise 2000 in formato Magnum, capolavoro assoluto di eleganza e purezza, per continuare con la versione Rosé 2000, un vero e proprio inno alla freschezza e finezza. Per finire poi con Clos de Pompadour 2002 Magnum, il prezioso Champagne omaggio al Clos Pompadour, prodotto in pochissimi esemplari e, per finire, Porto Rozès Late Bottle Vintage 1997, maestoso vino di grande imponenza, degustato durante un percorso fra calli e canali, su un bragozzo veneziano.

DAVIDE BISETTO
Nato da una famiglia trevigiana con una grande passione per la cucina veneta, Davide Bisetto fin da piccolo preparava le conserve e raccoglieva le verdure nellìorto con il nonno. Questo amore all'età di 14 anni si trasforma nella frequentazione della scuola alberghiera di Castelfranco Veneto. Terminati gli studi parte per Londra e da lì a poco inizia una lunga collaborazione con l'allora famoso ristorante Santini, frequentato da attori e uomini d'affari provenienti da tutto il mondo.
La personalità all'avanguardia di Santini svillupata nel deisgn e nella cucina caratterizzano anche la formazione di Bisetto. Dopo un breve passaggio al Martini d'Amburgo, Davide giunge a Roma dove durante il servizio militare ha cucinato per politici come Spadolini e Andreotti.
Negli anni '90, l'apertura del Santini di Milano significa per Davide un periodo di stabilità e crescita professionale. Infatti trascorrere cinque anni nella stessa città gli permette di consocere appieno luoghi, piatti ed esigenze dei clienti. In seguito si sposterà al Four Season di Milano, dove assieme al suo entusiasmo lo aspettano un ambiente giovane e l'Executive Chef Sergio Mei all'apice della carriera. Il perfetto mix permette a Davide di diventare ben presto Sous Chef. Di quel periodo ricorda ritmi e situazioni impossibili, dove si trovava a tenere corsi di cucina da matrice stellati.

Nel 1999 è la volta di Parigi, al Royal Monceau. Qui lo attende la sfida più grande, quella di portare nella capitale francese la vera cucina italiana. Grazie una brigata quasi totalmente connazionale e un profondo amore per i prodotti italiani, lo stereotipo della gastronomia italiana lascia il posto al successo della prima stella Michelin consegnata ristorante Carpaccio nel 2002.
La sfida successiva e a porto vecchio in Corsica presso l'albergo stagionale Casadelmar, all'epoca ancora in costruzione, dove Davide Bisetto ha la possibilità di creare una cucina completamente personale. Inoltre la stagionalità della struttura gli permette di studiare ed elaborare nuove creazioni durante la pausa invernale. Dopo cinque anni, nel 2007, giunge il secondo riconoscimento stellato.
Ora Davide Bisetto inizia una nuova avventura al Belmond hotel Cipriani. Il concept punta alla semplicità e all'allontanamento del superfluo, Davide sostiene che per raggiungere questo è prima necessario passare per piatti elaborati, ricercare ingredienti, tecniche e preparazioni che superano se stessi. La cucina è un gioco di sapori, di prodotti, di tecniche e del magico tocco dello chef.

Perché questo cambiamento dopo anni felici in Francia?
Il Belmond hotel Cipriani è stato un colpo di fulmine non previsto, arrivato così all'improvviso, senza molte spiegazioni. Ora sono qui, felice di iniziare questa nuova avventura con una struttura forte alle spalle che mi dia la possibilità di esprimere me stesso. Come in amore, così in questo lavoro, ci si butta a capofitto, nel bene e nel male e si spera di ricreare una condizione a lungo termine. Un amore per la vita.
Avevi memoria di questo posto visto che vieni da Treviso?
Ne vevo spesso sentito parlare e quando Giampaolo Ottazzi, General Manager del Belmond hotel Cipriani, mi ha invitato a una chiacchierata con lui, mi sono sentito fortunato. Da Cipriani è nato il Carpaccio famosi in tutto il mondo, un'icona della cucina citata in centinaia di libri, come potevo rifiutare?
Un aneddoto della tua infanzia con una famiglia che amava la cucina?
La mia famiglia ha sempre avuto un rapporto molto positivo con il cibo, tipico di chi è sopravvissuto al dopoguerra e ha sofferto la fame. Nei tempi d'oro la tavola era sempre imbandita con i prodotti dell'orto dello zio, il cibo ormai era diventato uno status symbol. Mia nonna faceva il coniglio fritto sulla stufa, il nonno ogni mattina assieme al caffè con l'orzo mi preparava il panino con la coppa di Casada. conigli, galline, frutteti, un orto rigoglioso, tutto era a portata di mano. Ora per avere quegli stessi prodotti bisogna spendere molto, i tempi sono cambiati. Per fortuna i ricordi invece durano. Lo zio aveva una trattoria e organizzavamo spesso cene, mio papà aveva un grande amore per la socialità attraverso il cibo.
Quale sarà il tuo rapporto con il passato culinario di questo hotel?
Belmond hotel Cipriani è un luogo da mito e non potrebbe essere altrimenti se si pensa che Giuseppe Cipriani ha saputo inventarsi il Carpaccio, conosciuto in tutto il mondo, un'invenzione quasi pari alla pizza. Che dire del successo planetario del Bellini? Ciò che mi ha colpito è che qui continuano a prepararlo con la pesca freschissima, Reperibile solo in determinati mesi dell'anno. Si segue la stagionalità anche al bar, senza utilizzo di prodotti congelati. Proprio come piace a me.
Quale sarà il tuo concetto in cucina?
In cucina porto me stesso adattandomi allo stile di Belmond hotel Cipriani. Amo la tradizione e la reinterpreterò con il mio tocco.

Cosa porterai di tuo?
Il mio ingrediente preferito sono i prodotti stessi. Tutti. Soprattutto quelli che ancora non conosco, sono come una tastiera di un pianoforte quando inizia suonare. Cominci con pochi tasti e una scala, poi ti appropri di tutto lo strumento. Vi ho detto che sono un gran curioso? La curiosità in cucina premia sempre.
Parlaci del menu che hai scelto per il tuo esordio.
Il mio menu sarà in continua evoluzione. Inizialmente sarà costituito da quattro o cinque miei "cavalli di battaglia" oltre a nuove creazioni pensate appositamente sulla base del nuovo concetto di regionalità.
Due motivi per i quali il ristorante è stato chiamato Oro.
È prezioso quanto i tessuti, i lampadari, il design, la cura dei piatti e dei prodotti e quanto la dedizione per ogni singolo dettaglio. Inoltre nelle regioni nord d'Italia si usa l'espressione "Oro" per dire che tutto va bene, che è perfetto. Spero sia di buon auspicio!
C'è qualcosa di così prezioso nella tua cucina?
Il savoir-faire, la mia brigata.
Perché un veneziano dovrebbe decidere di venire a mangiare da te?
Per divertirsi mangiando bene.
Chi è Davide Bisetto adesso?
Uno chef che cerca di mettere da parte il proprio ego e lascia più spazio al valore degli ingredienti.
E per quanto riguarda i gusti?
Non amo la persistenza dei gusti. Il gusto in quanto tale, deve essere esplosivo, devi saper percuotere il palato ma poi andarsene per lasciar spazio a una nuova esperienza sensoriale. Il wasabi ad esempio, esplode in due minuti e dopo poco non lo ha più in bocca. Il gusto è qualcosa di soggettivo. C'è sempre qualcosa da leggere in una cucina perché ognuna ha un suo senso e una sua verità. Io amo una cucina sana, pur non essendo un salutista nato, cerco di non abusare degli ingredienti, perché questi come le persone, reagiscono a seconda di come li ritratti.
Cosa pensi del design di Tihany?
Sicuramente adatterò qualche piatto ad alcuni elementi di design di Adam, sentirò e studiò i colori, i tessuti, osserverò arance. Mi ispirerò a quello che percepisco.
Cosa pensi della realtà culinaria veneziana?
Si dice che cucinare Venezia sia ideale per gli chef perché la gastronomia è abbastanza omogenea in tutti ristoranti, senza grandi margini di errore, figlia di se stessa senza stravolgimenti, ancorata a una sana e storica cultura culinaria. Vi inizia da fuori viene vista come Atlantide, un mondo a parte con prodotti magnifici e pochi scossoni. Per questo ho accettato la sfida. Voglio conoscere la città non solo per sentito dire e per la sua bellezza esteriore. Ma ci vuole tempo. Indipendentemente da una cucina creativa o tradizionale, per me esiste una sola cucina: quella fatta bene!
Quale cucina ti piace?
Ho una grande ammirazione per la cucina giapponese, è la sola che contiene i grassi senza farli sentire. I prodotti conservano il loro gusto originale ma danno una sensazione esplosiva.
Come vedi l'avvenire nella gastronomia?
Mi piacerebbe avere il mondo alla mia portata. Tutti i prodotti provenienti da ogni dove da utilizzare nella mia cucina. Ad esempio, se so che la miglior radice viene dalla Patagonia perché devo per forza prendere quella a kilometro zero? Sarebbe bello un giorno poter usare prodotti di tutto il mondo senza essere giudicati. Siamo tutti sensibili ai problemi dell'inquinamento, ad esempio non ho mai usato tonno rosso quando era in estinzione. Al tempo stesso non voglio fingere per convenienza, quando sono conscio, che certi ottimi prodotti posso arrivare dall'estero.

ORO RESTAURANT
Belmond hotel Cipriani, dal giorno della sua inaugurazione nel 1956, è una pietra miliare nel settore dell'ospitalità, annoverando tra i suoi ospiti più affezionati grandi personalità e star di Hollywood. Questa primavera l'hotel ha aperto una nuova stella: Oro, il ristorante di puro design progettato da Adam Tihanyi e situato negli spazi che ospitavano il ristorante Fortuny. Oro è un ristorante che riflette lo stile della Venezia contemporanea, gli interni si spirano all'affascinante città lagunare, alla sua cultura, arte e tradizione.

Oro comprende quattro zone distinte:
La calda e sofisticata Enoteca che accoglie gli ospiti all'entrata. Grazie a privacy e senso di intimità, lo spazio è l'ideale per un evento una degustazione di vini. Il bancone bar è decorato con mosaici artigianali, i tavolini alti e gli sgabelli sono stati realizzati su misura, mentre un'ampia vetrina espone le selezioni di raffinate etichette. I rivestimenti in legno delle pareti si alternano a pannelli caratterizzati da motivi che riprendono il tema dei mosaici del bancone.
Un'area multifunzionale collega l'enoteca alla sala da pranzo principale. Su un lato si apre la nuova grande cucina A vista del ristorante è uno spazio buffet. La sala da pranzo alla capacità di 40 sedute. L'atmosfera è resa calda e invitante, grazie alla grande cura delle rifiniture, nei materiali dei rivestimenti (piastrelle, pietro e legno) E nella presenza di oggetti delle cucine tradizionali italiani, come utensili in rame e acciaio.
La sala da pranzo trae ispirazione dalla ricchezza dei palazzi veneziani unendo sapientemente eleganza e sontuosità con un tocco di modernità. Al centro del soffitto troneggia una cupola dorata, dove è sospeso un lampadario in vetro di Murano interamente realizzato a mano. Gli angoli della sala sono adornati da tre significative sculture di Luciano Vistosi, uno dei maggiori artisti specializzati nella lavorazione del vetro locale. Arredi specificatamente disegnati su misura e divanetti dalle forme plastiche completano l'armonia architettonica della sala, garantendo nel contempo una vista mozzafiato sulla laguna.

Anche ospiti di Oro sarà inoltre offerta la possibilità di pranzare all'aperto nella sua ampia terrazza che si apre su Rio San Giorgio. Lo stile reminiscenze della Repubblica Marinara della Serenissima è evidenziato da tavolo in ferro battuto in pietra ed assedia con cuscini bianchi con rifinitura bordino azzurre. Il pavimento in mattoni e marmo di botticino propone una rivisitazione in chiave attuale dei pavimenti in marmo di Palazzo Ducale. Ombrelloni bianchi e blu e una tenda da sole drappeggiato in tessuto bianco riparano la terrazza dai raggi diretti del sole.

MAISON POMMERY
Dal 1836, è una delle più grandi e blasonate Maison de Champagne. Nel 1874, grazie alla visione ed intuizione di Madame Louise Pommery, il mondo intero conobbe il primo Brut Millesimato della storia dello Champagne: un gusto ed un dosaggio che hanno cambiato lo stile e l’approccio del vino più celebre al mondo. Se oggi si beve Champagne Brut, lo si deve alla Maison Pommery.
BELMOND
Di proprietà e gestione di Orient-Express Hotels Ltd., Belmond è una collezione di hotel unici che offrono lussuose esperienze di viaggio in destinazioni fra le più affascinanti del mondo. Fondato oltre 30 anni fa, comprende oggi 45 prodotti tra hotel, treni e crociere fluviali nelle più celebri mete internazionali.
Vranken-Pommery Italia
Piazza Pio XI, 5 - 20123 Milano
Tel 02 878806 - Fax 02 72095351
www.vrankenpommery.it
info@vrankenpommery.it
Hotel Cipriani & Palazzo Vendramin
Via Giudecca 10
30133 Venezia
Tel 041 5207744
info.cip@belmond.com

Giovedì 8 maggio, all’inaugurazione ufficiale, Champagne Pommery ha accompagnato le raffinate portate dell'Executive Chef stellato Davide Bisetto (nella foto in basso) in un viaggio gastronomico che inizierà con Apanage Prestige come aperitivo; Cuvée Louise 2000 in formato Magnum, capolavoro assoluto di eleganza e purezza, per continuare con la versione Rosé 2000, un vero e proprio inno alla freschezza e finezza. Per finire poi con Clos de Pompadour 2002 Magnum, il prezioso Champagne omaggio al Clos Pompadour, prodotto in pochissimi esemplari e, per finire, Porto Rozès Late Bottle Vintage 1997, maestoso vino di grande imponenza, degustato durante un percorso fra calli e canali, su un bragozzo veneziano.

DAVIDE BISETTO
Nato da una famiglia trevigiana con una grande passione per la cucina veneta, Davide Bisetto fin da piccolo preparava le conserve e raccoglieva le verdure nellìorto con il nonno. Questo amore all'età di 14 anni si trasforma nella frequentazione della scuola alberghiera di Castelfranco Veneto. Terminati gli studi parte per Londra e da lì a poco inizia una lunga collaborazione con l'allora famoso ristorante Santini, frequentato da attori e uomini d'affari provenienti da tutto il mondo.
La personalità all'avanguardia di Santini svillupata nel deisgn e nella cucina caratterizzano anche la formazione di Bisetto. Dopo un breve passaggio al Martini d'Amburgo, Davide giunge a Roma dove durante il servizio militare ha cucinato per politici come Spadolini e Andreotti.
Negli anni '90, l'apertura del Santini di Milano significa per Davide un periodo di stabilità e crescita professionale. Infatti trascorrere cinque anni nella stessa città gli permette di consocere appieno luoghi, piatti ed esigenze dei clienti. In seguito si sposterà al Four Season di Milano, dove assieme al suo entusiasmo lo aspettano un ambiente giovane e l'Executive Chef Sergio Mei all'apice della carriera. Il perfetto mix permette a Davide di diventare ben presto Sous Chef. Di quel periodo ricorda ritmi e situazioni impossibili, dove si trovava a tenere corsi di cucina da matrice stellati.

Nel 1999 è la volta di Parigi, al Royal Monceau. Qui lo attende la sfida più grande, quella di portare nella capitale francese la vera cucina italiana. Grazie una brigata quasi totalmente connazionale e un profondo amore per i prodotti italiani, lo stereotipo della gastronomia italiana lascia il posto al successo della prima stella Michelin consegnata ristorante Carpaccio nel 2002.
La sfida successiva e a porto vecchio in Corsica presso l'albergo stagionale Casadelmar, all'epoca ancora in costruzione, dove Davide Bisetto ha la possibilità di creare una cucina completamente personale. Inoltre la stagionalità della struttura gli permette di studiare ed elaborare nuove creazioni durante la pausa invernale. Dopo cinque anni, nel 2007, giunge il secondo riconoscimento stellato.
Ora Davide Bisetto inizia una nuova avventura al Belmond hotel Cipriani. Il concept punta alla semplicità e all'allontanamento del superfluo, Davide sostiene che per raggiungere questo è prima necessario passare per piatti elaborati, ricercare ingredienti, tecniche e preparazioni che superano se stessi. La cucina è un gioco di sapori, di prodotti, di tecniche e del magico tocco dello chef.

Perché questo cambiamento dopo anni felici in Francia?
Il Belmond hotel Cipriani è stato un colpo di fulmine non previsto, arrivato così all'improvviso, senza molte spiegazioni. Ora sono qui, felice di iniziare questa nuova avventura con una struttura forte alle spalle che mi dia la possibilità di esprimere me stesso. Come in amore, così in questo lavoro, ci si butta a capofitto, nel bene e nel male e si spera di ricreare una condizione a lungo termine. Un amore per la vita.
Avevi memoria di questo posto visto che vieni da Treviso?
Ne vevo spesso sentito parlare e quando Giampaolo Ottazzi, General Manager del Belmond hotel Cipriani, mi ha invitato a una chiacchierata con lui, mi sono sentito fortunato. Da Cipriani è nato il Carpaccio famosi in tutto il mondo, un'icona della cucina citata in centinaia di libri, come potevo rifiutare?
Un aneddoto della tua infanzia con una famiglia che amava la cucina?
La mia famiglia ha sempre avuto un rapporto molto positivo con il cibo, tipico di chi è sopravvissuto al dopoguerra e ha sofferto la fame. Nei tempi d'oro la tavola era sempre imbandita con i prodotti dell'orto dello zio, il cibo ormai era diventato uno status symbol. Mia nonna faceva il coniglio fritto sulla stufa, il nonno ogni mattina assieme al caffè con l'orzo mi preparava il panino con la coppa di Casada. conigli, galline, frutteti, un orto rigoglioso, tutto era a portata di mano. Ora per avere quegli stessi prodotti bisogna spendere molto, i tempi sono cambiati. Per fortuna i ricordi invece durano. Lo zio aveva una trattoria e organizzavamo spesso cene, mio papà aveva un grande amore per la socialità attraverso il cibo.
Quale sarà il tuo rapporto con il passato culinario di questo hotel?
Belmond hotel Cipriani è un luogo da mito e non potrebbe essere altrimenti se si pensa che Giuseppe Cipriani ha saputo inventarsi il Carpaccio, conosciuto in tutto il mondo, un'invenzione quasi pari alla pizza. Che dire del successo planetario del Bellini? Ciò che mi ha colpito è che qui continuano a prepararlo con la pesca freschissima, Reperibile solo in determinati mesi dell'anno. Si segue la stagionalità anche al bar, senza utilizzo di prodotti congelati. Proprio come piace a me.
Quale sarà il tuo concetto in cucina?
In cucina porto me stesso adattandomi allo stile di Belmond hotel Cipriani. Amo la tradizione e la reinterpreterò con il mio tocco.

Cosa porterai di tuo?
Il mio ingrediente preferito sono i prodotti stessi. Tutti. Soprattutto quelli che ancora non conosco, sono come una tastiera di un pianoforte quando inizia suonare. Cominci con pochi tasti e una scala, poi ti appropri di tutto lo strumento. Vi ho detto che sono un gran curioso? La curiosità in cucina premia sempre.
Parlaci del menu che hai scelto per il tuo esordio.
Il mio menu sarà in continua evoluzione. Inizialmente sarà costituito da quattro o cinque miei "cavalli di battaglia" oltre a nuove creazioni pensate appositamente sulla base del nuovo concetto di regionalità.
Due motivi per i quali il ristorante è stato chiamato Oro.
È prezioso quanto i tessuti, i lampadari, il design, la cura dei piatti e dei prodotti e quanto la dedizione per ogni singolo dettaglio. Inoltre nelle regioni nord d'Italia si usa l'espressione "Oro" per dire che tutto va bene, che è perfetto. Spero sia di buon auspicio!
C'è qualcosa di così prezioso nella tua cucina?
Il savoir-faire, la mia brigata.
Perché un veneziano dovrebbe decidere di venire a mangiare da te?
Per divertirsi mangiando bene.
Chi è Davide Bisetto adesso?
Uno chef che cerca di mettere da parte il proprio ego e lascia più spazio al valore degli ingredienti.
E per quanto riguarda i gusti?
Non amo la persistenza dei gusti. Il gusto in quanto tale, deve essere esplosivo, devi saper percuotere il palato ma poi andarsene per lasciar spazio a una nuova esperienza sensoriale. Il wasabi ad esempio, esplode in due minuti e dopo poco non lo ha più in bocca. Il gusto è qualcosa di soggettivo. C'è sempre qualcosa da leggere in una cucina perché ognuna ha un suo senso e una sua verità. Io amo una cucina sana, pur non essendo un salutista nato, cerco di non abusare degli ingredienti, perché questi come le persone, reagiscono a seconda di come li ritratti.
Cosa pensi del design di Tihany?
Sicuramente adatterò qualche piatto ad alcuni elementi di design di Adam, sentirò e studiò i colori, i tessuti, osserverò arance. Mi ispirerò a quello che percepisco.
Cosa pensi della realtà culinaria veneziana?
Si dice che cucinare Venezia sia ideale per gli chef perché la gastronomia è abbastanza omogenea in tutti ristoranti, senza grandi margini di errore, figlia di se stessa senza stravolgimenti, ancorata a una sana e storica cultura culinaria. Vi inizia da fuori viene vista come Atlantide, un mondo a parte con prodotti magnifici e pochi scossoni. Per questo ho accettato la sfida. Voglio conoscere la città non solo per sentito dire e per la sua bellezza esteriore. Ma ci vuole tempo. Indipendentemente da una cucina creativa o tradizionale, per me esiste una sola cucina: quella fatta bene!
Quale cucina ti piace?
Ho una grande ammirazione per la cucina giapponese, è la sola che contiene i grassi senza farli sentire. I prodotti conservano il loro gusto originale ma danno una sensazione esplosiva.
Come vedi l'avvenire nella gastronomia?
Mi piacerebbe avere il mondo alla mia portata. Tutti i prodotti provenienti da ogni dove da utilizzare nella mia cucina. Ad esempio, se so che la miglior radice viene dalla Patagonia perché devo per forza prendere quella a kilometro zero? Sarebbe bello un giorno poter usare prodotti di tutto il mondo senza essere giudicati. Siamo tutti sensibili ai problemi dell'inquinamento, ad esempio non ho mai usato tonno rosso quando era in estinzione. Al tempo stesso non voglio fingere per convenienza, quando sono conscio, che certi ottimi prodotti posso arrivare dall'estero.

ORO RESTAURANT
Belmond hotel Cipriani, dal giorno della sua inaugurazione nel 1956, è una pietra miliare nel settore dell'ospitalità, annoverando tra i suoi ospiti più affezionati grandi personalità e star di Hollywood. Questa primavera l'hotel ha aperto una nuova stella: Oro, il ristorante di puro design progettato da Adam Tihanyi e situato negli spazi che ospitavano il ristorante Fortuny. Oro è un ristorante che riflette lo stile della Venezia contemporanea, gli interni si spirano all'affascinante città lagunare, alla sua cultura, arte e tradizione.

Oro comprende quattro zone distinte:
La calda e sofisticata Enoteca che accoglie gli ospiti all'entrata. Grazie a privacy e senso di intimità, lo spazio è l'ideale per un evento una degustazione di vini. Il bancone bar è decorato con mosaici artigianali, i tavolini alti e gli sgabelli sono stati realizzati su misura, mentre un'ampia vetrina espone le selezioni di raffinate etichette. I rivestimenti in legno delle pareti si alternano a pannelli caratterizzati da motivi che riprendono il tema dei mosaici del bancone.
Un'area multifunzionale collega l'enoteca alla sala da pranzo principale. Su un lato si apre la nuova grande cucina A vista del ristorante è uno spazio buffet. La sala da pranzo alla capacità di 40 sedute. L'atmosfera è resa calda e invitante, grazie alla grande cura delle rifiniture, nei materiali dei rivestimenti (piastrelle, pietro e legno) E nella presenza di oggetti delle cucine tradizionali italiani, come utensili in rame e acciaio.
La sala da pranzo trae ispirazione dalla ricchezza dei palazzi veneziani unendo sapientemente eleganza e sontuosità con un tocco di modernità. Al centro del soffitto troneggia una cupola dorata, dove è sospeso un lampadario in vetro di Murano interamente realizzato a mano. Gli angoli della sala sono adornati da tre significative sculture di Luciano Vistosi, uno dei maggiori artisti specializzati nella lavorazione del vetro locale. Arredi specificatamente disegnati su misura e divanetti dalle forme plastiche completano l'armonia architettonica della sala, garantendo nel contempo una vista mozzafiato sulla laguna.

Anche ospiti di Oro sarà inoltre offerta la possibilità di pranzare all'aperto nella sua ampia terrazza che si apre su Rio San Giorgio. Lo stile reminiscenze della Repubblica Marinara della Serenissima è evidenziato da tavolo in ferro battuto in pietra ed assedia con cuscini bianchi con rifinitura bordino azzurre. Il pavimento in mattoni e marmo di botticino propone una rivisitazione in chiave attuale dei pavimenti in marmo di Palazzo Ducale. Ombrelloni bianchi e blu e una tenda da sole drappeggiato in tessuto bianco riparano la terrazza dai raggi diretti del sole.

MAISON POMMERY
Dal 1836, è una delle più grandi e blasonate Maison de Champagne. Nel 1874, grazie alla visione ed intuizione di Madame Louise Pommery, il mondo intero conobbe il primo Brut Millesimato della storia dello Champagne: un gusto ed un dosaggio che hanno cambiato lo stile e l’approccio del vino più celebre al mondo. Se oggi si beve Champagne Brut, lo si deve alla Maison Pommery.
BELMOND
Di proprietà e gestione di Orient-Express Hotels Ltd., Belmond è una collezione di hotel unici che offrono lussuose esperienze di viaggio in destinazioni fra le più affascinanti del mondo. Fondato oltre 30 anni fa, comprende oggi 45 prodotti tra hotel, treni e crociere fluviali nelle più celebri mete internazionali.
Vranken-Pommery Italia
Piazza Pio XI, 5 - 20123 Milano
Tel 02 878806 - Fax 02 72095351
www.vrankenpommery.it
info@vrankenpommery.it
Hotel Cipriani & Palazzo Vendramin
Via Giudecca 10
30133 Venezia
Tel 041 5207744
info.cip@belmond.com


