A Napoli talvolta si captano anche rosei early warnings, di quelli che lasciano ben sperare per un posizionamento di standing europeo di questa città, che qualche secolo addietro era tra le capitale europee insieme con Parigi e Vienna. In ambito di offerta gastronomica all’altezza di uno standing europeo, nella sua polivalenza è protagonista l’entità Grangusto.

Due piani di un palazzo moderno, in una zona che riesce ad essere simultaneamente universitaria, popolosa, vicina al porto e poco discosta dal centro storico. Offering che contempla acquisti a scaffale di prodotti di alta qualità, consumazioni e convivialità al bar, fornitissima l’enoteca e, chicca tra le chicche, grazie al nuovo corso, un ristorante di quelli che riservano sorprese piacevolissime. Il tutto con orari lunghi, sorta di h24 a tendere, da standing europeo.

Roberto VerducciRistorante al secondo piano, graziosi i tavoli, di non uniforme foggia, funzionale e gradevole la mise en place. In cucina il giovane, 29 anni appena compiuti, talentuoso chef Roberto Verducci (nella foto). Una mano fatata nel realizzare piatti che trasmettono armonia, una grande sapienza nelle temperature di cottura e di servizio. Un sistema di approvvigionamento che meditatamente si giova della distanza esprimibile in metri tra i servizi a banco ed i prodotti a scaffale dell’adiacente gastronomia.

Servizio in sala ben curato, con il personale che ha una conoscenza precisa di cosa giunge in tavola. Il benvenuto dello chef è di quelli che ben predispongono: polpettine di merluzzo con maionese allo zenzero. Polpettine servite in “cuoppo” a rinverdire le secolari tradizioni dello street food partenopeo, e maionese in ciotolina. I pani, tutti saporiti, che giungono a tavola, sono lavorati e sfornati nell’adiacente forno.

L’antipasto è sontuoso e porta il mare in tavola: gamberi rossi al vapore, salsa all’arancia, ricci di mare e mango. Suggestioni spiccatamente mediterranee con riuscito ammiccamento a giochi di contrappunto tra garbata acidità e non invadente dolce.

Il calice è qui riempito con un ottimo Franciacorta Satèn by Barone Pizzini, ben servito alla giusta temperatura. Il cimento dello chef Roberto nel primo piatto esita tortelli di dentice con burro salato e spremuta di pomodoro crudo versata nel piatto al cospetto del cliente, ovvero con servizio al tavolo.



Encomiabile la farcia, ottima la texture del tortello, disallineata questa spremuta di pomodoro. Ad un giovane e talentuoso chef che sa osare, ci permettiamo di suggerire fantasie che possano ripescare nella tradizione di connubi tra formaggi e pesce, come al desco dei pescatori. Il secondo ha toccato vette non solo per la sapienza in cottura, ma anche per la pregevolissima freschezza della cernia: trancio di cernia con verdure di stagione.

L’arguzia del sommelier, ci fa virare dal Franciacorta verso un Sauvignon posto a birichino contraltare di prorompente sapidità. Il Moscato Rosa di Elena Walch, suo anche il Sauvignon, lascia che una delicata cheese cake di ricotta accarezzi il nostro già soddisfatto palato.

Esperienza piacevolissima e memorabile. La scoperta di un giovane chef, che detiene già una buona competenza che non può che crescere, una schietta passione ed uno spiccato talento. Per tale cena, servizio dei vini al calice incluso, conto di poco inferiore ai 50 euro.


Grangusto
via Nuova Marina 5 - 80133 Napoli
Tel 081 19376800
info@gran-gusto.it
www.gran-gusto.it