Dillà e Di quà sono due ristoranti giovani, tra il bistrot e la trattoria, gemelli ma con qualcosa di diverso, e si trovano a breve distanza l'uno dall'altro nelle strade del lusso intorno a piazza di Spagna. Stessi proprietà e concept e stessa filosofia del cibo, di solida tradizione con un pizzico di fantasia. Ma la preferenza è per la cucina romana e spesso casalinga, servita in piatti d’epoca o in tegami di alluminio, proprio come nei favolosi anni Cinquanta.



Niente hi tec, ma arredi con legni di recupero, tavoli da osteria di una volta e un ambiente caldo che invoglia a fare amicizia con i vicini di tavolo. C'è semplicità e buon cibo, e il servizio è eseguito rapidamente da una brigata giovane e anche i costi sono davvero interessanti. Si può bere bene, anzi benissimo, senza spendere un capitale perché anche i migliori vini sono serviti al calice. Ed è ben pieno, dato che una bottiglia basta per quattro.

Non si percepiscono tuttavia forzature cinematografiche per riportare il cliente ad un sempre più emergente ritorno all’antico. Si tratta piuttosto di un recupero di valori appannati da mode e tendenze entrate di prepotenza in cucina negli ultimi anni. Andrea e altri due giovani, amici fin dai tempi della scuola e con una buona esperienza nella ristorazione, lo hanno capito proponendo una formula nuova adattabile ad ogni esigenza in entrambi i locali, distanti solo un centinaio di metri l'uno dall'altro.

Niente formule ad orario fisso. In questi locali si può fare la mattina un ricco american breakfast al costo di 15 euro, ma anche al pomeriggio una merenda come una volta, con pane spalmato di marmellata o cioccolata, con bruschetta o col classico panino con la mortadella. È questo, che Roma si chiama “mortazza”, il salume più desiderato.

Da bere, per gli amatori, si trovano bibite di una volta come cedrata, chinotto o gassosa, oltre ad un assortimento di quelle classiche, con ottime birre. Ma anche se si vuole soltanto un caffè si ha diritto a tutte le attenzioni possibili. Ma veniamo al pranzo e alla cena, i due momenti principale. La carta dei due ristoranti è più o meno simile, e tutto è fatto espresso. Per cominciare ecco i sontuosi taglieri, di salumi, di formaggi o di tutto un po’.



Altrettanto abbondanti i primi, tanto che è stata ripristinata con successo la mezza porzione (costa metà prezzo + un euro). Da provare i classici cacio e pepe, gricia, carbonara, amatriciana, arrabbiata o il richiestissimo aglio, olio e peperoncino. Ma c’è anche la calamarata con merluzzo, ortica e bottarga e la fettuccella al tartufo nero e grana. Strepitose la Parmigiana e le polpette (inutile chiedere la ricetta, è segreta), i Saltimbocca alla romana e il polpo, ma spesso c’è anche il pesce azzurro, uno dei pochi doni del mare disponibile in tutte le stagioni.

Griglia sempre accesa per agnello scottadito, galletto ruspante, tagliate e hamburger di Angus danese e con contorni che vanno dalle patate rustiche con la buccia al forno alle puntarelle in salsa di alici, fino ai carciofi. Sempre c'è un piatto del giorno. Non mancano le insalatone, caprese, caesar e nizzarda per chi non si perdonerebbe di cedere a un peccato di gola. Chi invece non è in vena di rinunce pagherà 35-40 euro per un abbondante e soddisfacente pasto completo, dall'antipasto al dolce. La cantina offre vini regionali e nazionali di piccoli produttori, con ricarichi minimi.

Imperdibile, se ci si arriva, il millefoglie alla crema che come tutto il resto è fatto in casa. I tavolini all'esterno, per ora sono solo da Di Quà, permettono di godersi la movida romana e nella bella stagione il ponentino, mentre Dillà, offre un'atmosfera più intima e ricercata. Già, ma perché i locali si chiamano così? Semplicemente perché, come ha spiega Andrea, nella fase dell’allestimento gli operai chiedevano: «Questo tavolo, questa sedia, vanno di qua o di là?» E così è stata risparmiata la fatica di inventare i nomi.


Dillà
via Mario De' Fiori 41 - 00187 Roma
Tel 06 69797778
ristorantedilla@hotmail.it

Di quà
via Delle Carrozze 85/b - 00187 Roma
Tel 06 69925001