Osteria Nero d'Avola di Taormina. La Sicilia di qualità in tavola a km zero
All'Osteria Nero d'Avola di Taormina (Me) si riscoprono i sapori veri della Sicilia, con i menu eccellenti di Turi Siligato e ai suoi prodotti, tanto rari quanto squisiti. Ambiente rustico ed accoglienza impeccabile
Ritornare a Taormina (Me) dopo tanti anni e pranzare all'Osteria Nero d'Avola è stata una doppia emozione. Il locale è suddiviso in due salette dislocate su due piani, con terrazza che dà sulla piazzetta proprio davanti al S. Domenico Palace, secondo me, l'hotel più bello e fascinoso di Taormina. L'arredamento è tipico da osteria con tavoli e sedie di legno, apparecchiati con tovagliette all'americana e dappertutto segni e dettagli che ricordano la Trinacria.
Chef e patron è Turi Siligato (nella foto), siciliano doc, per lui cucinare è un po' come suonare il pianoforte: le note sono le materie prime che adopera ed il risultato è un accordo di sapori giustamente calibrati per raggiungere un'emozione. Come benvenuto ci offrono un semplicissimo quanto gustoso aperitivo a base di fette di un buonissimo pane siciliano con tre tipi di olio extravergine d'oliva rigorosamente di provenienza siciliana e accompagnato a Xib, Grecanico spumante metodo charmat dell'azienda Tenuta dell'Abate di Caltanissetta.
Turi ci fa assaggiare una prelibatezza che non avrei mai pensato di mangiare: il limone Interdonato, un'antica cultivar di limone ottenuta alla fine del XIX secolo dal colonnello garibaldino Giovanni Interdonato, in seguito a un incrocio tra cedro e una varietà locale di limone, l’ariddaru. Di dimensioni medio/grandi, dal sapore delicato e poco acidulo, ha una buccia a grana finissima: per questo viene chiamato anche frutto fino. Anche la scorza è buona, dolce e per niente amara. Per questo motivo mi piace. È un presidio Slowfood. Con il suo succo si prepara un liquore e un essenza per pasticceria, ma viene usato anche per preparare delicate insalate.
Siligato nel suo locale ha recuperato circa una ventina di presidi Slow Food, che usa costantemente nella preparazione dei suoi piatti in cucina. Qui tutto è a km0. Io scelgo come antipasto la tartare di capone, nome in siciliano del pesce azzurro conosciuto in italiano come lampuga, tagliato e marinato al momento con capperi e cristalli di sale di Mozia. Una vera delizia.
E poi degli spaghetti con le vongole che sono superlativi, in assoluto i migliori che abbia mangiato in vita mia. Abbinati a Barbazzale, Etna bianco Doc dell'azienda Cottanera di Castiglione di Sicilia (Ct), un blend di Inzolia e Viogner.
Infine, sempre Turi, ci propone un'altra bontà che è anche una rarità: tuma di capra cotta in padella con un filo d'olio e un'acciuga. Lo stesso Turi è andato all'alba la mattina al caseificio Caminiti di Fiumedinisi (Ms) a prenderla. Un'azienda, come ci spiega lo chef, che alleva gli animali allo stato brado e produce formaggi per circa sei mesi all'anno. Con questo piatto beviamo Suber rosso 2009 dell'azienda agricola Daino di Caltagirone (Ct), nato dalla coltivazione di tre vitigni autoctoni siciliani: Nero d'Avola 50% , Alicante 30% e nero Capitano (Frappato) 20%. Finisco il mio pranzo con un dessert rinfrescante: gelo di frutta composto da fragole, menta, nespole, succo d'arancia e limone.
La carta dei vini conta circa 250 etichette di cui 245 siciliane, perché Turi, oltre ad essere promotore delle eccellenze enogastronomiche siciliane è anche ricercatore di tutti quei prodotti e specialità quasi scomparsi, ed ogni volta che porta un piatto in tavola, vi spiega la filiera e la tracciabilità delle materie prime descrivendole con precisione e, per i clienti stranieri, anche in perfetto inglese. Sicuramente un valore aggiunto per l'osteria, in una cittadina internazionale come Taormina. Mi piace molto tutto ciò. Come mi è piaciuta l'atmosfera, l'accoglienza e soprattutto il cibo e il vino. Nel menu anche piatti di carne. legati sempre alla tradizione siciliana. Bravo Turi, continua così!
Osteria Nero d'Avola
piazza San Domenico, 2B - 98039 Taormina (Me)
Tel 0942 628874 - Cell 339 4010863
Chef e patron è Turi Siligato (nella foto), siciliano doc, per lui cucinare è un po' come suonare il pianoforte: le note sono le materie prime che adopera ed il risultato è un accordo di sapori giustamente calibrati per raggiungere un'emozione. Come benvenuto ci offrono un semplicissimo quanto gustoso aperitivo a base di fette di un buonissimo pane siciliano con tre tipi di olio extravergine d'oliva rigorosamente di provenienza siciliana e accompagnato a Xib, Grecanico spumante metodo charmat dell'azienda Tenuta dell'Abate di Caltanissetta.Turi ci fa assaggiare una prelibatezza che non avrei mai pensato di mangiare: il limone Interdonato, un'antica cultivar di limone ottenuta alla fine del XIX secolo dal colonnello garibaldino Giovanni Interdonato, in seguito a un incrocio tra cedro e una varietà locale di limone, l’ariddaru. Di dimensioni medio/grandi, dal sapore delicato e poco acidulo, ha una buccia a grana finissima: per questo viene chiamato anche frutto fino. Anche la scorza è buona, dolce e per niente amara. Per questo motivo mi piace. È un presidio Slowfood. Con il suo succo si prepara un liquore e un essenza per pasticceria, ma viene usato anche per preparare delicate insalate.
Siligato nel suo locale ha recuperato circa una ventina di presidi Slow Food, che usa costantemente nella preparazione dei suoi piatti in cucina. Qui tutto è a km0. Io scelgo come antipasto la tartare di capone, nome in siciliano del pesce azzurro conosciuto in italiano come lampuga, tagliato e marinato al momento con capperi e cristalli di sale di Mozia. Una vera delizia.
E poi degli spaghetti con le vongole che sono superlativi, in assoluto i migliori che abbia mangiato in vita mia. Abbinati a Barbazzale, Etna bianco Doc dell'azienda Cottanera di Castiglione di Sicilia (Ct), un blend di Inzolia e Viogner.
Infine, sempre Turi, ci propone un'altra bontà che è anche una rarità: tuma di capra cotta in padella con un filo d'olio e un'acciuga. Lo stesso Turi è andato all'alba la mattina al caseificio Caminiti di Fiumedinisi (Ms) a prenderla. Un'azienda, come ci spiega lo chef, che alleva gli animali allo stato brado e produce formaggi per circa sei mesi all'anno. Con questo piatto beviamo Suber rosso 2009 dell'azienda agricola Daino di Caltagirone (Ct), nato dalla coltivazione di tre vitigni autoctoni siciliani: Nero d'Avola 50% , Alicante 30% e nero Capitano (Frappato) 20%. Finisco il mio pranzo con un dessert rinfrescante: gelo di frutta composto da fragole, menta, nespole, succo d'arancia e limone.La carta dei vini conta circa 250 etichette di cui 245 siciliane, perché Turi, oltre ad essere promotore delle eccellenze enogastronomiche siciliane è anche ricercatore di tutti quei prodotti e specialità quasi scomparsi, ed ogni volta che porta un piatto in tavola, vi spiega la filiera e la tracciabilità delle materie prime descrivendole con precisione e, per i clienti stranieri, anche in perfetto inglese. Sicuramente un valore aggiunto per l'osteria, in una cittadina internazionale come Taormina. Mi piace molto tutto ciò. Come mi è piaciuta l'atmosfera, l'accoglienza e soprattutto il cibo e il vino. Nel menu anche piatti di carne. legati sempre alla tradizione siciliana. Bravo Turi, continua così!
Osteria Nero d'Avola
piazza San Domenico, 2B - 98039 Taormina (Me)
Tel 0942 628874 - Cell 339 4010863


