Il buon mangiare meneghino a prezzi ragionevoli si chiama “Mica-michetteria milanese”. Se si escludono i giorni di festa, i pranzi di metà giornata al ristorante nel corso della settimana non erano diffusi neppure in tempi di benessere, frequentati soprattutto da stranieri o da manager per riunioni di affari. Figuriamoci oggi con la crisi, autentica o dichiarata.

Stanno invece incontrando buon successo i locali che in modo informale offrono spuntini a prezzo contenuto, dalle pizzerie ai punti di ristoro monotematici specializzati in risotti, focacce, pesce crudo, formaggi, insalate e simili, preceduti negli anni Sessanta da hamburger e patatine in stile americano, che ancora reggono bene. Di solito, l’arredo della tavola è francescano, il servizio così così e la toilette pure, ma non sono questi i particolari che interessano i frequentatori, ai quali importa mangiare discretamente nel minor tempo possibile, spendendo cifre ragionevoli.

L’ultima novità nel capoluogo lombardo è rappresentata da “Mica-michetteria milanese”, che dopo il successo incontrato con la prima apertura avvenuta a maggio in Corso di Porta Ticinese n.50 ha convinto i titolari, Federico Gordini (nella foto)e Matteo Ungaro a raddoppiare in centro, inaugurando un locale gemello a metà strada tra piazza del Duomo e piazza Missori, in via Baracchini angolo Paolo da Cannobio.

L’idea è ottima: rilanciare la michetta, il pane tipico della cucina ambrosiana semivuoto al centro, che pare nato per contenere un’abbondante imbottitura. Da circa vent’anni la michetta era decaduta, soppiantata da altri tipi di pane, ed essendo diminuita la richiesta i fornai l’avevano trascurata, anche perché richiede una lavorazione lenta e impegnativa.

Imbottita in abbondanza con i migliori salumi della nostra tradizione, è in grado di fornire il nutrimento necessario per tornare al lavoro senza essere appesantiti, eventualmente sostituita, nel pranzo della sera, con una serie di primi e secondi che parlano solo milanese, da scegliere tra risotti al salto, minestroni freddi, cotolette, mondeghili, involtini, vitello tonnato, polpette e polpettoni.

Il locale si apre alle 7.30, per offrire una prima colazione con bevande a base di latte e piccole golosità dolci e salate, e resta aperto per 7 giorni fino alle 24.00 anche in agosto, allargando l’offerta a vini e birre italiane, e cocktail nati nella capitale lombarda, compresi quelli futuristi di Marinetti.

I panini imbottiti, il simbolo della michetteria, sempre accompagnati da una bibita, hanno un prezzo che può variare da euro 4,50 a un massimo di 8 se si sceglie l’imbottitura col pregiato culatello, mentre per i primi e i secondi si spendono da 5 a 8 euro, per i dolci 1/1,50 euro e per i cocktail da 6 a 8. A metà giornata c’è un pienone soprattutto d’impiegati e studenti, mentre la sera sono i giovani che affollano il piccolo ambiente o si riversano sull’ampio marciapiede antistante.

All’interno sono sistemati tavolini e sedie, ma di solito ci si deve accontentare di mangiare in piedi, in un’atmosfera simpatica e allegra. Ai più piace questo nuovo tipo di ristorazione veloce e informale adeguata ai tempi, libera da regole di etichetta che non piacevano neanche a Tommaso Marinetti: figurarsi oggi!

I due titolari
Federco GordiniFederico Gordini (32 anni), fin dagli anni del liceo mostrava la propria vivacità intellettuale, trasformando il giornalino scolastico a piccolo notiziario a diffusione nazionale, e specializzandosi in seguito quale geniale creatore di eventi, soprattutto nel campo enogastronomico. Sono sue le manifestazioni -"Milano Food Week" e "Bottiglie aperte" ideate con la propria società “Gardini & Partners” nata nel 2002, in cui si occupa anche di eventi artistici, premiato dalla Confcommercio nel 2012 con il titolo di "Giovane imprenditore d’Italia".
 
Matteo Ungaro (26 anni), seconda generazione di una famiglia di pasticcieri che gestiscono 4 pasticcerie a Milano, è specializzato nell’arte dolciaria e della panificazione, con particolari interessi nell’enogastronomia, soprattutto appassionato alla storia e alle tradizioni milanesi. A lui è affidata la gestione della cucina della michetteria, dagli approvvigionamenti alla preparazione e distribuzione.

È evidente che in tempi di crisi come gli attuali, chi ha idee e coraggio per mettersi in gioco può riuscire a raggiungere il successo: Milano, del resto, è sempre stata terreno fertile di iniziative, e se queste sono buone la città risponde con entusiasmo.