Umberto, dal 1916 nel cuore di Napoli. Buona cucina secondo tradizione
Piazza dei Martiri è luogo d'incontro del capoluogo campano e nelle sue immediate adiacenze trova dimora da quasi un secolo lo storico ristorante (ma anche pizzeria) "Umberto". Qui la tradizione regna sovrana
Siamo nel salotto di Napoli. Piazza dei Martiri è luogo di incontro per parlare di lavoro e di affari nelle ore diurne e per concedersi le conversazioni amene nelle ore serali. Nelle immediate adiacenze di questa piazza salotto, impiantatosi nel lontano 1916 e da allora sempre condotto dalla stessa famiglia, lo storico ristorante Umberto. Il ristorante, come sovente accade a Napoli, è anche pizzeria.Il capostipite, il mitico Umberto era soprannominato “tre dita” a causa di menomazione ad una mano. Massimo Di Porzio, laurea in economia, commercialista, patron del locale da sorella coadiuvato è la terza generazione del locale. Massimo espleta saggiamente e con contagioso entusiasmo il paradigma della tradizione. Tradizione intesa come un’innovazione ben riuscita del tempo passato. Talmente ben riuscita che si consolida nel tempo, diviene evergreen e costituisce radice per frutti futuri.
E così, il menu della tradizione con proposte che la clientela abituale non tollererebbe non trovare (una per tutte, la parmigiana di melanzane), ed il menù delle proposte frutto di andamenti stagionali e di ricerche condotte dal bravo chef Alessandro Teo, laurea in legge, figlio di altra sorella di Massimo e perciò quarta generazione del ristorante. Fra tre anni si celebra il centenario.
Ed Alessandro ci accoglie con un suo graditissimo benvenuto: fiordilatte in carrozza. Di esemplare levità, apprezziamo la scelta del fiordilatte al posto di una mozzarella di bufala che altrove sembra essere onnipresente.
L’antipasto è di grande fantasia e di certa maestria: fantasia di orzo perlato. Con technicality di base del risotto, Alessandro cuoce orzo perlato che incontra via via in cottura, ceci, cozze, seppioline, gamberetti. Una vera delizia per il palato. L’impatto con la scelta del vino è molto interessante.
Massimo arriva a tavola con tablet. La dotazione di cantina è così esperita mediante efficace app e di ogni vino si leggono agevolmente le caratteristiche, nonché notizie sulla cantina ed abbinamenti consigliati. Possibilità di servizio al calice.
Ci accompagna per il pranzo un brillante Greco di Tufo Docg di Benito Ferrata.
Della tradizione anche nel suo nome, il primo piatto: tubettoni tre dita, con riferimento palese all’Umberto fondatore. Tubettoni che si lasciano voluttuosamente abbracciare da una puttanesca di ottima esecuzione arricchita da polipetto che arreca il suo distintivo sapore e rende sontuoso il piatto.Il menu nel suo corso testo, quindi non “appartato” o peggio ancora con altro supporto, elenca anche le proposte (e le pizze) per celiaci. La scelta del secondo cade sul pesce azzurro, sulle alici, qui proposte sia come tortino, e quindi amalgamate con scarole ed olive, sia a “coppetiello” ovvero nella tradizione dell’antico street food.
Il Greco di Tufo Docg di Benito Ferrara lascia il posto all’interessante passito ischitano Giardini Arimei di Arcipelago Muratori per accompagnare le squisite proposte dolci, da forte tradizione permeate: la pastiera (dolce pasquale) ed il babà. Dolci fatti in casa da Alessandro che ci concede un finale sorprendente con una sua rivisitazione ben riuscita di latte fritto.
Professionale senza essere algido il servizio in sala, di encomiabile onestà il conto. Appena 30 euro, vini esclusi, per pranzo davvero eccellente. Umberto non chiude mai, ma proprio mai, se si eccettua qualche servizio di pranzo nel periodo canicolare e nel periodo ferragostano.
Umberto
via Alabardieri, 30/31 - 80121 Napoli
Tel 081 418555
info@umberto.it
Mai chiuso, mai ferie.


