La Locanda del Baffo a Capua. Un tuffo nei sapori campani autentici
Nel cuore del centro storico di Capua, tra palazzi, chiese e castelli, vicinissimo all’ingresso di Porta Napoli, ha sede La Locanda del Baffo, meta preziosa per chi vuole assaporare i piaceri della cucina napoletana
CAPUA (CE) - Se fosse altrove ubicata, in Toscana, in Umbria, avrebbe dignità di piccola città che merita attenta e godibile visita e soggiorno non breve in virtù della sua storia plurimillenaria (fondata prima di Roma), dei suoi monumenti, della sua cinta muraria e del suo centro storico. Duole dire che nella realtà così non è. E stiamo parlando della gloriosa Capua, cara ad Annibale, posta lungo il fiume Volturno, punto mediano tra il capoluogo Caserta ed il litorale domizio.
Ed anche la ristorazione ha vissuto sonnacchiosa negli scorsi anni, mai sapendo esprimere realtà meritorie di attenzione. Finalmente, oasi nel deserto, si presenta e si candida a faro della ristorazione capuana “La Locanda del Baffo”, da pochi mesi in funzione proprio nel centro storico, nei pressi di Porta Napoli. Il baffo è Dalì. Il patron è Massimo. Guardinga la scelta dei momenti di servizio: ben tre giorni pieni di chiusura, dal lunedì al mercoledì, e poi solo cena dal giovedì al sabato e solo pranzo la domenica.

Tre sale ben arredate, ragguardevole la distanza tra i tavoli, piatti di ceramica vietrese, buono il servizio. La cucina ha modo suo originale di interpretare il territorio, molto basandosi su scouting di piccole realtà artigiane, e ciò soprattutto per quanto attiene chicche casearie che possano anche non essere la mozzarella di bufala, qui onnipresente. Verdure ed ortaggi dalla tenuta di Massimo. Ci si basa anche sul pescato tirrenico.
Ne sortiscono piatti che la diligente e brava cuoca sa preparare con buona perizia e collaudata sapienza. Doviziosa ma non invasiva la successione di antepasti. Frittelline, frittatine, timballo di patate e polpo, parmigiana di melanzane. Buon primo piatto, accortamente eseguito: mezzi paccheri con cuoccio e pomodoro corbarino. La carta dei vini è prevalentemente incentrata sugli interessanti vini del territorio: pallagrello (bianco e nero) e casavecchia. Abbiamo apprezzato particolarmente il Cretaccio 2011 di Vigne Chigi. Dolci fatti in casa di buona fattura: pastiera e sontuoso tiramisù. Al loro fianco le grappe di Paolo Antonellis, distilliere campano che merita maggiore attenzione anche sullo scenario nazionale. Di encomiabile onestà il conto: poco meno di 60 € in due, bottiglia di vino inclusa!
Attese novità per l’imminente primavera: bracerìa che renda appetitose mirate proposte di carne e di pesce. È posto buono “Al Baffo”. Ha principiato percorso virtuoso e la clientela saprà avvedersene. Costante la tensione al miglioramento continuo che potrebbe agevolmente passare anche attraverso un’ancora più meticolosa attenzione alla scelta di alcuni ingredienti basilari.
La Locanda del Baffo
via Arsenale, 2 - 81043 Capua (Ce)
Tel 0823 622183
Aperti a cena dal giovedì al sabato. La domenica aperti a pranzo. Chiusi dal lunedì al mercoledì.
Ed anche la ristorazione ha vissuto sonnacchiosa negli scorsi anni, mai sapendo esprimere realtà meritorie di attenzione. Finalmente, oasi nel deserto, si presenta e si candida a faro della ristorazione capuana “La Locanda del Baffo”, da pochi mesi in funzione proprio nel centro storico, nei pressi di Porta Napoli. Il baffo è Dalì. Il patron è Massimo. Guardinga la scelta dei momenti di servizio: ben tre giorni pieni di chiusura, dal lunedì al mercoledì, e poi solo cena dal giovedì al sabato e solo pranzo la domenica.

Tre sale ben arredate, ragguardevole la distanza tra i tavoli, piatti di ceramica vietrese, buono il servizio. La cucina ha modo suo originale di interpretare il territorio, molto basandosi su scouting di piccole realtà artigiane, e ciò soprattutto per quanto attiene chicche casearie che possano anche non essere la mozzarella di bufala, qui onnipresente. Verdure ed ortaggi dalla tenuta di Massimo. Ci si basa anche sul pescato tirrenico.
Ne sortiscono piatti che la diligente e brava cuoca sa preparare con buona perizia e collaudata sapienza. Doviziosa ma non invasiva la successione di antepasti. Frittelline, frittatine, timballo di patate e polpo, parmigiana di melanzane. Buon primo piatto, accortamente eseguito: mezzi paccheri con cuoccio e pomodoro corbarino. La carta dei vini è prevalentemente incentrata sugli interessanti vini del territorio: pallagrello (bianco e nero) e casavecchia. Abbiamo apprezzato particolarmente il Cretaccio 2011 di Vigne Chigi. Dolci fatti in casa di buona fattura: pastiera e sontuoso tiramisù. Al loro fianco le grappe di Paolo Antonellis, distilliere campano che merita maggiore attenzione anche sullo scenario nazionale. Di encomiabile onestà il conto: poco meno di 60 € in due, bottiglia di vino inclusa!
Attese novità per l’imminente primavera: bracerìa che renda appetitose mirate proposte di carne e di pesce. È posto buono “Al Baffo”. Ha principiato percorso virtuoso e la clientela saprà avvedersene. Costante la tensione al miglioramento continuo che potrebbe agevolmente passare anche attraverso un’ancora più meticolosa attenzione alla scelta di alcuni ingredienti basilari.
La Locanda del Baffo
via Arsenale, 2 - 81043 Capua (Ce)
Tel 0823 622183
Aperti a cena dal giovedì al sabato. La domenica aperti a pranzo. Chiusi dal lunedì al mercoledì.


