da sinistra: Maria Grazia e Teresa LungarottiLe migliori etichette Lungarotti e la cucina a quattro mani di Ciro D'Amico e di Francesco Donatelli sono state coniugate in perfetto abbinamento al ristorante Vivendo del St.Regis Hotel di Roma, nell’ambito del programma “Winery&kitchen” che vuole promuovere il rapporto che lega grandi cantine a grandi interpreti della cucina gourmand.

Le iniziative si svolgono parallelamente anche al St.Regis di Firenze, nel ristorante Winter Garden. Fondata da Giorgio Lungarotti nel 1962, l’azienda di Torgiano ha offerto un contributo fondamentale ad una dimensione nuova e trainante per l’Umbria vitivinicola.

A dare il benvenuto agli ospiti erano due delle grandi donne della famiglia: Maria Grazia Lungarotti (nella foto, a sinistra), presidente della fondazione Lungarotti, attivissima nella promozione della cultura e del territorio, e la figlia Teresa Severini (nella foto, a destra), tra le prime enologhe italiane, impegnatissima in vigna e in cantina e anche scrittrice.

L'altra sorella, Chiara, amministratrice del gruppo, ricopre da tempo prestigiosi incarichi nazionali nel mondo del vino. Al St.Regis, storico e stellato albergo della capitale, il mix tra culture gastronomiche umbre e romane e il riuscito abbinamento con le etichette di Torgiano ha segnato un appuntamento d'eccellenza, che segue quello dei vini Ferrari con la cucina di Alfio Ghezzi, e che proseguirà con altri chef e altre cantine.

Da Torgiano Ciro D'Amico, che sovrintende alla cucina dello stellatissimo resort Le tre Vaselle, seicentesca dimora comprendente una spa con trattamenti di vinoterapia, ha portato specialità umbre, come funghi, carni e pecorini armonizzandole con quelle del fortunato repertorio dello chef di casa, Francesco Donatelli.

Il risultato è un grande menu, con un abbinamento che ha trovato la piena l'approvazione degli ospiti. Eccolo: crudo e cotto di funghi con mousse di ricotta salata e insalatina al balsamico, servito con un Brut Metodo Classico Millesimato 2010, dal perlage persistente e profumato di mandorla e nocciola, poi Cappellacci Ripieni di Chianina con salsa al Rubesco e pecorino umbro.

La scelta per un equilibrato abbinamento è andata sul Torre di Giano Vigna il Pino Doc 2010, blend di Trebbiano e Grechetto, freschissimo, fruttato e dai toni agrumati. Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio Docg 2006, orgoglio dell'azienda, Sangiovese con 30% di Canaiolo, rosso rubino maturo e armonico, dai profumi speziati - soprattutto di pepe - con persistente retrogusto fruttato, ha accompagnato il Carrè di agnello farcito al santimbocca su tartelletta di patate con mentuccia e scalogno al sale e gocce di riduzione d vino.

Inevitabile la conclusione dolce con un altra importante etichetta: il Torgiano Vinsanto Doc 2009, ambrato con riflessi d'oro con equilibrata concentrazione zuccherina, servito con una Finanziera alla mandorla al profumo di agrumi e pesca con gelato al fiordilatte e cannella.

Il successo del brand Lungarotti, azienda a carattere strettamente familiare, nasce più di mezzo secolo fa grazie ad innovazioni ed intuizioni non soltanto relative a processi imprenditoriali. L'enoturismo, oggi esploso come fenomeno di massa, è nato a Torgiano, con investimenti nell'accoglienza e progetti culturali tutti finalizzati a valorizzare il vino unbro e il suo territorio.

E come non citare il Museo del Vino, definito dal New York Times come il più interessante a tema vitivinicolo d’Italia e quello più recente dell'olio e dell'olivo. Una preziosa raccolta di reperti ricostruisce la storia millenaria di questi due prodotti parallela a quella dell'uomo. Inoltre, il rispetto dell'ambiente, vero investimento in agricoltura, qui è una realtà da tempo.

Per limitare l'impatto sull'ambiente, per primi hanno installato un impianto di biomasse alimentato con lo scarto di potature e con residui agricoli. Anche il valore della biodiversità qui è stato compreso con largo anticipo. Non hanno, come tanti, pensato di eliminare “il vecchio”, ma per preservare il patrimonio generico di antiche viti sono stati attuati programmi di selezione massale e creato barbatelle per il reimpianto.

Da tempo in campi sperimentali vengono studiati gli effetti climatici sulle uve e anche in cantina l'innovazione è la regola. Nella tenuta di Montefalco è stata adottata la pratica di agricoltura biologica e ad essere ufficialmente certificata sarà la prima vendemmia 2014.

Il gruppo Lungarotti offre anche ospitalità, con due strutture: il resort&spa Le Tre Vaselle, 5 stelle, una dimora seicentesca comprendente una Spa con trattamenti di vinoterapia, e l'agriturismo Poggio alle Vigne, immerso tra i vigneti di Brufa di Torgiano (Pg).

Riservata ed elegante come sempre, Maria Grazia Lungarotti, Benemerita della Cultura e dell'arte, commendatore al'ordine di merito e Cavalier Gran Croce, ha dato il benvenuto agli ospiti con un sorriso lasciando alla figlia Teresa, il compito di parlare dell'articolata storia aziendale.

Fondatrice nel 2007 dell'associazione donne del Vino e vice presidente della Confindustria di Perugia, Teresa si è specializzata in enologia a Bordeaux e fa parte di diverse associazioni i culturali. Il suo libro, “L'uva nel bicchiere” è intrigante, frizzante e garbato come un calice di spumante, ed è per tutti, per chi ama il vino e per chi vuole conoscerlo meglio. L'approccio è semplice e immediato, e il testo introduce il lettore al settore enologico in modo semplice, offrendogli tuttavia una miniera di preziose informazioni.

Il racconto a fumetti di una gita di classe costituisce il pretesto per spiegare il significato dei termini tecnici e dei concetti fondamentali, con le curiosità che ne raccontano storia e immaginario. Prossimo appuntamento di “Winery&Kitchen”, sia a Roma che a Firenze a fine novembre, con l'azienda Baracchi di Arezzo e con lo chef del Falconiere Richard Titi.