MILANO - All'ingresso un acero giapponese dà il benvenuto. Aprendo il sentiero verso un giardino di 1.400 metri quadrati, impreziositi da bonsai, aiuole, acqua e legno, e incorniciati dalle mura decorate a spray dal modenese 'wall painter” Mauro Roselli. Pronto a ritrarre onirici paesaggi nipponici, immanenti ed evanescenti, immaginifici e reali, capaci di condurre la mente oltre i confini dell'hic et nunc.

è uno spazio tratteggiato dal sogno quello del Finger's Garden, prima centro buddista, ora ristorante dall'aura zen ma dallo spirito grintoso. Alla cui regia culinaria stanno lo chef nippo-paulista Roberto Okabe e il giovane cuoco cino-brasiliano Gustavo Young. Della serie, quando gli occhi a mandorla palesano raffinate radici orientali, catturano la cultura sudamericana e scrutano l'Italia.

Risultato? Una cucina senza stereotipi, che fonde sapori esotici e aromi mediterranei, in un'altalena gustativa fatta di crudo e cotto, sofficità e croccantezza, sapidità e dolcezza. Come accade in un piatto delicato, dedicato ai figli di Okabe: 'Taiyo e Luna”, capesante scottate, besciamella, gelatina di soia e pasta kataifi. E come succede in altre delizie, fra cui l'intrigante ikasumi ume risotto (al nero di seppia con Parmigiano e prugna giapponese); gli shogayaki, teneri straccetti di manzo allo zenzero e miele e la saudade do Brasil: maxi nigiri quadrato con tartare di salmone, guacamole e cream cheese. Il tutto servito nell'eden green (in estate) oppure negli eleganti ambienti interni, fra luci soft, tonalità brunite, geometrici volumi e un massiccio banco sushi in sequoia.

E per cenare sospesi fra il dentro e il fuori? Ci sono l'ampia zona verandata e quella lounge e salottiera vocata al tatami. Dotata di un soffitto in canniccio e di ampie finestre affacciate sul verde.


Finger's Garden
via Keplero 2, 20124 Milano
Tel 02 606544