Abruzzo cuor di Campania. I gusti del ristorante Pulcinella
Nella bellezza del Parco nazionale d'Abruzzo si trova un'altrettanto brillante meraviglia, resa ancor più straordinaria dalla giovane età dei suoi proprietari: il Pulcinella. Qui i fratelli Vincenzo e Antonio Lebano sanno dar la giusta rilevanza agli ingredienti abruzzesi e della loro terra campana
Siamo ad Alfedena (Aq) nel Parco Nazionale d'Abruzzo. Qui i giovanissimi fratelli Lebano, Vincenzo (25) ed Antonio (21) hanno rilevato lo scorso anno il ristorante pizzeria Pulcinella e senza cambiargli nome, atto scaramantico come in marineria, hanno cominciato la loro lodevole impresa.Napoletani, con scuole ragguardevoli come quelle di Gennaro Esposito e di Antonino Cannavacciuolo alle spalle, vogliono proporre la cucina delle loro fresche rimembranze.
Da sortite settimanali in Campania attingono gli ortaggi prelibati e quanto all'istante stuzzichi loro fabbisogni; dal territorio in cui lavorano e vivono, scrigno appena schiuso, attingono in genuina accezione di filiera corta, dacché intercettano allevatori e pastori, ricotta caprina, formaggi, carni bianche. Di felice inserimento in cucina ed in carta, chicche poco conosciute quali, ad esempio, l'aglio rosso di Sulmona.
Il pane, complice la pizzeria con il forno a legna, e le paste fresche, così come i dessert, sono fatti in casa.
All'esterno spazio, oltre che per il parcheggio, anche per un piccolo solarium. All'interno un'unica ampia sala, con camino provvidenziale per il freddo inverno, tavoli ben distanziati tra loro; gradevole l'arredo.Accompagnato da un Montepulciano d'Abruzzo cerasuolo, perviene il benvenuto dalla cucina, ovvero assaggini delle proposte di antipasti succulenti.
Si comincia, felice la scelta, con una tiepida di pomodorini del Vesuvio, ricotta caprina e asparagi selvatici. Nasce dalle fresche rimembranze dei fratelli Lebano e suadenti rimembranze lascia al palato ed al cuore: la radiosa primavera nel piatto e territori benedetti. Al calice una robusta ancorché civettuola Passerina del Teatino.
Si prosegue, ad invarianza di calice, con una sontuosa preparazione di fettucce all'uovo con pomodorini del Vesuvio, basilico e peperoncini verdi. Cosa dire ? Altra esecuzione pressoché impeccabile dei fratelli Lebano che sanno, tra l'altro, ben illustrare al tavolo le loro creature, di esse enunciando puntualmente ingredienti e loro provenienza.
Ma la conoscenza delle proposte dei primi piatti da parte di Vincenzo ed Antonio non può dirsi compiuta se non degustiamo, impeccabili per esecuzione ed armonia di sapori, i loro ravioli con farcia di ricotta di capra e melanzane su letto di aglio di Sulmona. Ottimo! Il calice adesso si tinge del rosso del Kajanero di Vestini Campagnano, blend di Pallagrello nero e Casavecchia. Vino ottimo che bene accompagna il coniglio preparato dagli chef secondo la tradizionale ricetta ischitana. Il coniglio proviene da allevatore della zona. Sul piattino d'accanto una calibrata esecuzione di zucchine all'Apicio.
Di alta classe, a chiudere un pranzo sorprendente, il dessert: mousse allo yogurt di bufala, aloe vera e miele con zuppetta di ciliegie. Ardito quanto vincente l'abbinamento: Sangue di Giuda.
Lode ai fratelli Lebano che sanno così affabilmente porre a beneficio dei clienti la loro competenza, la loro passione, il loro talento.
In un territorio che, a parte la vivida luce emanata dal valente e famoso Niko Romito (Castel di Sangro è poco distante), poco brilla per ristorazione di alta qualità, la lodevole impresa dei fratelli Lebano è ardua. Gli auguriamo un grande successo, se lo meritano ampiamente.
Per tale pranzo, servizio di vini al calice incluso, abbiamo pagato poco meno di 50 € a persona.
Pulcinella
via Atina 1, 67036 Alfedena (Aq)
Tel 0864 87262
Chiuso il martedì

