Timpàni e Tèmpura a Napoli. Tra street food e finger food
A Napoli, a pochi passi dalle chiese del Gesù Nuovo e di Santa Chiara, si trova il locale di Antonio Tubelli. Il Timpàni e Tèmpura è una sorta di salumeria per buongustai con pochi tavoli: piatti da asporto e pietanze da consumare ai tavoli. Insomma il vero connubio tra street food e finger food
NAPOLI - A pochi passi dalle chiese del Gesù Nuovo e di Santa Chiara (con annesso chiostro) si trova il locale di Antonio Tubelli (nella foto). Antonio è stato negli scorsi decenni l'artefice della riscoperta della vera cucina del Regno delle Due Sicilie. La cucina della facoltosa nobiltà partenopea, la cucina dei Monzù, i cuochi di casa mutuati dalla scuola francese.

La necessaria scuola, lui proveniente dalla fabbrica e dal sindacato, fu quella del compianto maestro Angelo Paracucchi, di cui Antonio fu prima allievo prediletto e poi suo aiuto alla Locanda dell'Angelo a Sarzana (Sp). Antonio è archeologo dei sapori della sua terra e del mangiare della sua gente, non casualmente nei secoli definita prima mangiafoglie e poi mangiamaccheroni. Antonio suadentemente spiega come la cucina del regno si sia basata sulla varietà delle materie prime di terra e di mare.
Il suo locale Timpàni e Tèmpura è sorta di salumeria per buongustai con pochi tavoli: piatti da asporto e pietanze da consumare ai pochi tavoli. Insomma il vero connubio tra street food e finger food. E la sera il "Cenotto", ovvero una cena per otto persone, non di più: non ci sarebbe posto! E già l'elenco delle portate disponibili è un approdo di viaggio a ritroso nel tempo. Ma sono tante e allora qui ci soffermiamo su quelle che (occhio agli accenti) danno il nome al locale di Antonio e poche altre.
Timpàni è il nome antico dei timballi di maccheroni e tèmpura, apparentemente di origine giapponese, è il fritto di magro in pastella grazie al quale i monaci rispettavano il digiuno delle quattro tèmpore dell'astinenza. Imperdibili anche, da asporto o da mangiare a uno dei pochi tavoli del locale, il sartù di riso, il gattò, lo scàmarro e, recente creazione di Antonio, il timballo di paccheri in piedi.
Garbatamente chiedergli preparazione espressa di palle di riso e panzarotti e magari anche mozzarella in carrozza è richiesta che Antonio esaudisce volentieri e prontamente. Imperdibili, quando si trovano, il polpo alla luciana e le alici fritte. Non c'è la pizza, e ciò va detto. Dare indicazione di costo è arduo. Diciamo che nessuna portata di Antonio ha costo che valichi la cifra singola.
Timpàni e Tèmpura
vicolo della Quercia, 17 - 80134 Napoli
Tel 081 5512280
Aperto dalle 10 alle 21 - Chiuso la domenica pomeriggio e il lunedì

La necessaria scuola, lui proveniente dalla fabbrica e dal sindacato, fu quella del compianto maestro Angelo Paracucchi, di cui Antonio fu prima allievo prediletto e poi suo aiuto alla Locanda dell'Angelo a Sarzana (Sp). Antonio è archeologo dei sapori della sua terra e del mangiare della sua gente, non casualmente nei secoli definita prima mangiafoglie e poi mangiamaccheroni. Antonio suadentemente spiega come la cucina del regno si sia basata sulla varietà delle materie prime di terra e di mare.
Il suo locale Timpàni e Tèmpura è sorta di salumeria per buongustai con pochi tavoli: piatti da asporto e pietanze da consumare ai pochi tavoli. Insomma il vero connubio tra street food e finger food. E la sera il "Cenotto", ovvero una cena per otto persone, non di più: non ci sarebbe posto! E già l'elenco delle portate disponibili è un approdo di viaggio a ritroso nel tempo. Ma sono tante e allora qui ci soffermiamo su quelle che (occhio agli accenti) danno il nome al locale di Antonio e poche altre.Timpàni è il nome antico dei timballi di maccheroni e tèmpura, apparentemente di origine giapponese, è il fritto di magro in pastella grazie al quale i monaci rispettavano il digiuno delle quattro tèmpore dell'astinenza. Imperdibili anche, da asporto o da mangiare a uno dei pochi tavoli del locale, il sartù di riso, il gattò, lo scàmarro e, recente creazione di Antonio, il timballo di paccheri in piedi.
Garbatamente chiedergli preparazione espressa di palle di riso e panzarotti e magari anche mozzarella in carrozza è richiesta che Antonio esaudisce volentieri e prontamente. Imperdibili, quando si trovano, il polpo alla luciana e le alici fritte. Non c'è la pizza, e ciò va detto. Dare indicazione di costo è arduo. Diciamo che nessuna portata di Antonio ha costo che valichi la cifra singola.
Timpàni e Tèmpura
vicolo della Quercia, 17 - 80134 Napoli
Tel 081 5512280
Aperto dalle 10 alle 21 - Chiuso la domenica pomeriggio e il lunedì

