Federico CircielloROMA - Si mangia soltanto pesce freschissimo in questa Trattoria del Pesce, sita in una via tranquilla del quartiere Monteverde. Il titolare è Federico Circiello (nella foto), sommelier e con una lunga esprienza in locali londinesi di nomi stellati come Ramsey e Beck e, in più, è il fratello di Alessandro, grande chef e scrittore, pioniere dell'assoluta qualità nel piatto.

Federico aveva quindi tutte le carte in regole per realizzare, al suo rientro in patria, il sogno di un ristorante tutto suo, di alto profilo ma a prezzi accessibili. Il salto era brusco e senza rete, ma ci ha puntato con forza, convinto che il ristorante è un investimento a lungo termione, come dice papà Circiello. La materia prima qui è soltanto il pesce, quello nobilissimo oppure semplici alici o maccarelli, a secondo della stagione o della disponibilità del mercato.

Poche manipolazioni, nessuna spezia esotica: ciò che arriva nel piatto profuma davvero di mare, a cominciare dalle bruschette con cozze, calamari e alici servite insieme a un fresco calice di Pecorino mentre lo chef Nicola Di Credico ai fornelli prepara paste e grigliate. Il locale è aperto da soli quattro mesi, ma già vanta clienti fedeli che apprezzano non solo i profumi del mare che arrivano dal piatto, ma la passione e la fatica che c'è dietro. 

è questo l'ingrediente segreto del successo del locale che vede specialmente la sera anche troppe prenotazioni per i suoi 12 tavoli e 36 coperti. Il menu cambia ogni giorno, secondo la disponibilità della materia prima, ma comprende sempre una scelta tra cinque primi e altrettanti secondi. Fantasiose degustazioni di una dozzina di antipasti caldi e freddi sono a disposizione su una bella alzatina di rame: dalla tartare di crudi al millefoglie di rombo su crema di carote (nella foto), dai frutti di mare alla Parmigiana di Maccarello.

Non mancano mai i classici spaghetti di Gragnano alle vongole veraci, ma richiestissimi sono anche la calamarata con ombrina e olive nere di Gaeta e tagliolini con gamberi rossi di Maraza del Vallo all'aroma di limone di Amalfi. Tra i secondi da provare il calamaro farcito con capperi, olive e pomodorini del Vesuvio, la "falsa trippa" di rana pescatrice alla romana, il pescato del giorno in guazzetto. Richiestissime anche le trionfali grigliate e fritture miste, forse il modo migliore per coglierne in pieno la freschezza del pesce. Per scelta non c'è la friggitrice, le fritture si fanno nel wok con l'extravergine e un velo di pastella: leggerissime e asciutte, davvero da provare.

I dolci sono tutti fatti in casa: mousse di ricotta siciliana con amarena e cannella, sorbetto di limone o semifreddo al pistacchio di Bronte. La cantina è fornitissima soprattutto di straordinarie etichette di piccoli produttori che non hanno la forza di farsi conoscere - scovati grazie al fiuto di Federico - e offerti con modestissimo ricarico: da 10-12 euro in su. Ma ci sono anche pregevoli francesi e champagne di qualità.

In questo locale dall'arredo essenziale sono i particolari a fare la differenza. Accando ai tavolini c'è un gueridon per i piatti di servizio, il pane - bianco napoletano e alle olive - e la focaccia sono sempre caldi, ci sono cinque tipologie di sale, quattro di zucchero e altrettante di caffè. Inoltre lo chef è a disposizione per qualsiasi richiesta, anche fuori menu e per eventi speciali. L'insegna, in travertino, è volutamente sotto tono. Il prezzo? Sembra incredibile ma per un pasto completo da ricordare si pagano 35-40 euro.


Trattoria del Pesce
via Folco Portinari, 27 - 00151 Roma
Tel 06 95945393
info@trattoriadelpesce.it