Tempura, nigiri e Greco di Tufo al Romeo hotel di Napoli
Materia prima di qualità e la maestria che solo un cuoco esperto può avere: questi gli elementi che rendono possibile al Romeo hotel di Napoli la degustazione della vera cucina giapponese. Keisuke Aramaki, sushi chef, saprà fare gustare tempura e nigiri nel perfetto stile nipponico
NAPOLI - Siamo a un passo dalla bella e vivace Piazza Municipio, temporaneamente nelle sue viscere sfregiata da lavori in corso per metropolitana che verrà. E siamo nell'albergo più moderno di Napoli, il cinque stelle lusso Romeo, in funzione da circa tre anni.Sulla terrazza del lussuoso albergo, il ristorante 'Il Comandante” a dare idea di contiguità con il traffico marittimo che si sviluppa nel porto sul quale vi è maestoso affaccio.
Lo stupefacente panorama è meno manierato di quello che si gode dagli alberghi del lungomare ed ha un suo distintivo fascino per quanto trasmetta la tonificante idea di un laborioso pulsare.
Da pochissimo tempo la cucina è stata affidata al serio e talentuoso cuoco Salvatore Bianco. Sapremo parlarne compiutamente dopo che avremo degustato il suo menu primaverile.
Per adesso è al suo sushi chef Keisuke Aramaki (nella foto sotto), giapponese trapiantatosi a Napoli già da nove anni, che ci siamo affidati per una deliziosa serata, sontuosa esperienza cognitiva ed emozionale, che abbiamo vissuto ponendo in contrappunto proposte sushi con il Greco di Tufo Docg Loggia della Serra 2009 di Terredora, unico vino bianco italiano nella classifica dei top 100 vini mondiali della rivista Wine Spectator. La dottoressa Daniela Mastroberardino suadentemente rappresenta la blasonata maison irpina.
Il sushi bar è al piano lobby dell'albergo. Ambientazione ed arredi fanno genuina e confortevole atmosfera giapponese. Si comincia con gamberi in tempura serviti come di aperitivo. La materia prima, e ciò sarà costante della cena, è di assoluta affidabile qualità. L'esecuzione già palesa la grande maestria dello chef.Molto meno ci esalta l'abbinamento con il Greco di Tufo. Se non lite, è comunque raccapricciante continuo dissapore tra il Greco di Tufo ed i gamberi in tempura. Con il palato che richiede voluttà sgrassanti, ed il Greco che sdegnosamente, ed avendone ben donde per sua connotazione intrinseca, ciò rifiuta di fare.
Siamo seduti su confortevoli sgabelloni e le pietanze poggiano sul lungo tavolo di marmo al cui centro scorre, energia positiva emanando, la sorella acqua.
Il servizio è di esaltante cortesia giapponese, bacchette d'ordinanza, mesto utilizzo di forchetta quale soluzione di ripiego. In sua appropriata ciotolina poche gocce di scura salsa di soia.
Si prosegue con garbato e delizioso antipasto: maki di tonno e avocado. è piatto di pregevole fattura con appagamento sensoriale, così come la cucina giapponese contempla, che principia dalla vista per poi tripudiare in altissima piacevolezza al gusto.
E qui con il Greco di Tufo avviene l'atteso ed auspicato capovolgimento. Non più chiamato a mansioni da cui rifugge, adesso il calice gioca già con i suoi profumi, per poi in bocca proseguire, a rendere deliziosi i contrappunti del piatto con il sapido del tonno e la carezza dolce dell'avocado, incuneandosi birichino di suo e regalando rivoli micro torrentizi di adeguata acidità.E sembra quasi che ammiccando voglia dire: «Ecco, adesso posso esserci e posso esibirmi mostrando quanto valgo!».
Ciò è convincimento irrobustito dal piatto che segue. Keisuke Aramaki ci propone nigiri di tonno, salmone e gamberi. E qui la sua bravura si palesa completamente e compiutamente. Si rende compatibilità appagante con risultato di sorprendente piacevolezza a creature ittiche altrimenti poco avvezze ad incontrarsi per come, per latitudini, profondità, temperature e stili di vita, mari ben distinti e tra loro distanti frequentano. Tocchi magici in fase di preparazione, ne siamo persuasi, complicità di toccatine in salsa e ne sortisce piatto di grande valore.
E qui pare che il Greco di Tufo voglia ancor più ed ancor meglio farsi valere, sfoderando la sua grinta sin qui frenata, la sua doviziosa complessità aromatica, la sua elegante struttura.
Si prosegue, alla conclusione avviandoci, con altra ben riuscita interpretazione dello chef: salmone teriyaky. è gaudiosa sobrietà, difficile a farsi. Netti i sapori, il Greco di Tufo qui indulge, quasi ciclo di vita finale del salmone volendo interpretare. Ovvero, risale le sue correnti per tornare, pur senza uova deporre, alle origini: corpo pieno, netti i profumi fruttati.
A conclusione della cena, il dessert: maki di riso dolce con cioccolato fondente. Saggiamente, ad evitare esito simile all'atto di ingresso, il Greco di Tufo si era già dileguato dal calice. Naturale abbinamento: sakè caldo.
Esperienza, questa del sushi bar del Romeo Hotel, che ci legittima ad affermare che anche a Napoli è finalmente possibile fruire di sushi sapientemente manufatto a regola d'arte, partendo da materie di assoluta qualità lavorate nel rispetto delle rigorose norme d'igiene e con quella maestria, quella competenza e quella passione che lo chef Keisuke Aramaki, nel suo esibirsi a vista ci ha così radiosamente palesato.
Romeo Hotel
Via Cristoforo Colombo 45, 80133 Napoli (Na)
Tel 081 0175001
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