Nel cuore della ex-Svizzera romana, sorge una casa della felicità. Riposatevi qui, 'Da Pino” è una sosta obbligata per la cantina invidiabile e la cucina pittoresca.

Forse non tutti sanno che una piccola cittadina di appena tremila abitanti, Avenches, era la capitale della svizzera romana, la Helvetia. A quell'epoca, I sec aC, era stata battezzata Aventicum e oggi ha l'onore di ospitare i resti di un anfiteatro romano di circa sedicimila posti . E forse neanche tutti sanno che a distanza di circa 15 secoli e di 10 km, nel piccolo paesino di Murten, ebbe luogo una delle battaglie più importanti della storia elvetica e vide gli svizzeri, alleati di Luigi XI di Francia, avere la meglio su Carlo I di Borgogna. Ai giorni nostri, Murten si erge superba col suo fascino di antichi fasti ed è adagiata sulla riva del lago omonimo.

Qui, specialmente durante i fine settimana, molti turisti passeggiano sulle rive, approfittano del tiepido sole primaverile, si sdraiano sull'erba e tra un gelato e una sgambettata in bicicletta passano  allegramente la domenica. L'offerta turistica è ampia ma, a parte la straordinaria paesaggistica e la bellezza dei monumenti, c'è un altro goloso castello che vale la pena visitare. A due passi dalla stazione, nel lemme silenzio del passato, sorge una casa felice (Frohheim, l'epigrafe) e centenaria, sede del ristorante 'Da Pino”.

Non fatevi ingannare dalla semplicità dei tavolini fuori, dentro si lascia il passo all'eleganza e a pareti adornate dalle foto in bianco e nero della terra natia del sig. Pino, l'amata Sicilia. Ormai lasciata Enna da più di 4 decadi, il Sig. Pino ci accoglie e, con la sua genuina semplicità, ci fa accomodare al tavolo. Come un orgoglioso padre, ci racconta la storia del ristorante e la sua personale, vantandosi, saggiamente, di studiare sempre e specifica che egli non può ancora classificarsi cuoco ma alla sua rispettabile età sta studiando per conseguire l'agognato diploma.

In ogni caso, dalla sua penna nasce il menu che, basandosi solo su prodotti freschi, tinge la tradizione d'originalità. Si notano le radici del suol natio, testimoniate dalla presenza di pesce e di altri prodotti quali pistacchio e carciofi. Il binomio più curioso che purtroppo non abbiamo potuto assaggiare è una pasta e fagioli con capesante e gamberi. Noi optiamo per un menu degustazione di due piatti e un dessert.

Come antipastino, una piccola caponatina aromatica di finocchio scortata da due foglie di salame. Si scioglie in bocca ed invita a proseguire. Bagnamo tutto con un Pinot grigio del Vully, l'area vinicola autoctona. Il primo piatto sono delle pennette al cuor di carciofo, con pesce spada e pistacchi. Spolverata con del pan grattato e arricchita da pomodorini spremuti; la pasta si lascia accompagnare dalla dolcezza del carciofo, dall'eleganza del pesce spada e dalla briosità del pistacchio.

Questo trio rende ogni forchettata diversa dall'altra e rilascia sapori serafici che coccolano il palato. Come secondo, ci vengono serviti dei tocchetti di rombo bagnati da una salsa allo zafferano e adagiati su un letto di verdure dell'orto saltate. Anche con un leggero tocco di sale in più, il piatto emana profumi invitanti.


Il pesce è leggermente crostato e cotto alla perfezione, sprigiona freschezza e la salsa lo esalta senza coprirlo. Anche le verdurine, fedeli accompagnatrici, entrano nel piatto educatamente e svolgono il loro ruolo. Dopo di ciò, chiediamo al sig. Pino se ci illustra la sua mitica cantina, scrigno prezioso e custode di innumerevoli vini italiani.

Incredibile collezione che ormai è fonte di un vero e proprio pellegrinaggio dei suoi clienti. Per il dolce, ci concediamo il lusso di provare due specialità della casa consigliate dal siculo anfitrione. Un dolcetto col cuore di cioccolato fondente accompagnato da fragole marinate e un babà caldo con gelato artigianale alla panna.

Entrambi i dolci soddisfano i palati più critici ma, a nostro modesto avviso, il non plus ultrà è il babà che caldo e leggero, spugnoso e imbevuto nel rum, crea un'armonia con la fredda dolcezza del gelato. Un ottimo dessert e dopo un buon caffè ristretto, paghiamo il conto: 85 franchi svizzeri (neanche 71 euro) per persona; meritati non solo per la visita alla cantina.

Adesso tutti sapranno che 'Da Pino” è la casa della felicità, è un servizio premuroso, è una chiacchierata con chi ama la cucina, è un monumento alla cucina italiana non torturata da ingenerosi adattamenti elvetici, è un patrimonio culinario della ex-Svizzera romana.


Ristorante Da Pino Frohheim
Freiburgstrasse 14, 3280 Murten