Ottimi piatti di mare da ‘O Tabbaccaro. Indirizzo prezioso per i gourmet veraci
La Trattoria Castel dell’Ovo di Napoli è meglio nota con il nickname di “’o tabbaccaro”. Il nomignolo fa riferimento al fatto che, quella che oggi è un'ottima trattoria, negli anni ’20 dello scorso secolo fu la prima rivendita di tabacchi nel borgo napoletano. Al timone del locale la famiglia Conte

NAPOLI - Al non napoletano turista guardingo, avveduto e malfidente alquanto, il Borgo Marinari, seducente nelle ore del giorno e ancor più in quelle della sera, con il suo Castel dell'Ovo, potrebbe apparire (troppo lucente il fascino) una trappola allorquando ivi ci si accingesse a ristorarsi. Forse che sì, soprattutto in funzione del rapporto prezzo/qualità se ci si ferma nei roboanti ristoranti famosi nel mondo. Certo che no, se ci si addentra nelle viuzze del borgo fino a giungere a un'insegna storica che ancora recita, in ossequio di verità all'origine, 'tabacchi”.
E difatti la Trattoria Castel dell'Ovo è altrimenti e molto meglio nota con il nickname di ''O Tabbaccaro”, volendo intendere quanto oggi è ottima trattoria, posto buono, indirizzo prezioso e quanto invece negli anni '20 dello scorso secolo fu la prima rivendita di tabacchi nel borgo. Da sempre - e siamo ormai alla terza generazione - qui c'è la famiglia Conte. Adesso la conduzione è nelle affidabili e generose mani dei coniugi Luca (in sala) e Rosaria. I Conte di terza generazione, Rita e Luigi, fratelli di Rosaria, sovrintendono alla cucina. Il locale contiene 25 posti che raddoppiano nelle lunghe estati, allorquando all'esterno si sistemano altri tavoli.
La zona luciana, ovvero via Santa Lucia e suoi 'affluenti”, sarebbe potuta divenire una 'spa”, di certo unica al mondo per location: al centro di una metropoli europea. Difatti, fino alla metà dello scorso secolo qui naturalmente sgorgavano acque ferrate e sulfuree i cui caratteristici recipienti in terracotta erano denominati 'mummarelle”. Acquerello recente di una Napoli che fu. Ci accomodiamo nella sala arredata secondo gusto della tradizione. Classica la tovaglia a quadretti. Cucina espressa su un menu giornaliero, in funzione del pescato.
Si comincia con qualcosa di più di un antipasto, potrebbe addirittura fungere da piatto unico: la zuppa di cozze con polpo e pomodoro (nella foto a destra). Ottima, con punta di eccellenza nel suo sughetto di accompagno, nel quale intingere (così fan tutti) un ottimo pane, di certo fuori dall'usuale pane anonimo di molte trattorie. Tra i primi piatti, tutti di mare, optiamo per quello che appare essere la specialità della casa: spaghetti alla Conte, ovvero con gamberi e calamari. Di riserva, diciamo così, c'è anche qualche piatto per chi non ama il pesce, come la mozzarella in carrozza. Si opta per la frittura di alici, che si rivela gradevolissima e ben fatta.Quale bevanda accompagna il pasto? è accaduto e allora lo diciamo: una birra italiana, quella famosa onnipresente. A chiudere, un gradevole babà, di fornitura esterna. Il conto, 40 euro, non è modico, e va detto. Ma va anche doverosamente aggiunto che siamo al Borgo Marinari e che, soprattutto, la qualità nel piatto è davvero ottima e l'atmosfera d'intorno è di schietta e amena convivialità.
Trattoria Castel dell'Ovo - ‘O Tabbaccaro
via Luculliana, 28 - 80132 Napoli
Tel 081 7646352
Aperto a pranzo e a cena. Chiuso il giovedì.

