Fatima Targa con lo chef del Sofitel, Giuseppe D'AlessioROMA - La cucina marocchina con tutte le sue armonie di sapori e di spezie su una delle terrazze più panoramiche di Roma. è quanto propone il Sofitel, stellatissimo albergo a un passo da via Veneto con la presenza di Fatima Targa (nella foto), giovane e brillante chef appena arrivata in trasferta da un altro tempio del cibo della catena alberghiera francese, il Sofitel Agadir Thalassa. Per il secondo anno l'hotel propone le specialità del Marocco in degustazione, sia a pranzo che a cena, e l'incarico di introdurre al pubblico romano ai segreti di una delle cucine più delicate e intriganti del Magreb è stato affidato a questa chef che, nonostante la giovane età, può vantare 14 anni di esperienza maturata in prestigiosi locali di Marrakech, Smirne, Tunisi e in Arabia Saudita.

Fino al 9 dicembre si potranno gustare, sia alla carta che in una felice combinazione consigliata, molti piatti basati sull'assoluta freschezza degli ingredienti mediterranei, comuni alla nostra tradizione, esaltati dalle erbe, come prezzemolo, basilico, coriandolo, aglio e cipolla, e arricchiti da un'armonia di spezie in dosi non invasive: cumino, curcuma, pepe, cannella, zafferano. Presente in alcuni piatti, ma data con mano leggera, l'harissa, infuocata e scarlatta mistura di peperoncino. In particolare la filosofia di Fatima, una vera celebrità nel suo Paese, impone di non coprire i sapori, a cominciare dai piatti di pesce.

La composizione di uno stesso piatto cambia molto dal Nord al Sud del Marocco e anche da regione a regione. Il cus cus, piatto nazionale, ne rispecchia le culture. Quello proposto da Fatima - e più richiesto al Sofitel - è speciale, frutto di tre lunghe fasi di lavorazione e che prevede l'aggiunta dei vari ingredienti con un ordine rigoroso: prima acqua tiepida, poi sale, poi olio d'oliva e infine, tocco finale, un fiocco di ronce: una sorta di burro stagionato. Questa la base, ma poi c'è tutta la declinazione dei sapori: all'agnello, al pollo, al manzo o al pesce. Tutti sono arricchiti da verdure, non meno di mezza dozzina.

Ma prima ancora di affrontare questo piatto impegnativo, servito nella classica Tajine, recipiente tondo di terracotta, conviene gustare l'infinita serie di Pastille, frittini di pasta brick ripieni di frutti di mare, carni, pesce, erbe e mandorle tritate. Si possono provare anche come finger food all'aperitivo, godendosi il panorama da La Terrasse cuisine & lounge, modello di architettura sostenibile progettato dall'architetto italo-francese Lorenzo Felici.

In menu anche una serie di sette insalate aromatiche con le olive, che possono precedere un altro piatto speciale: la coda di rospo ai gamberi con canditi di limone, aromaticisismi, macerati nel sale anziché nello zucchero. Per concludere sono da gustare i dolcetti a base di mandorle, sesamo, datteri e miele. Da bere è consigliabile il classico the alla menta, servito nei bicchierini minuscoli, ma nulla vieta di attingere alla fornitissima cantina del Sofitel. Per i menu degustazione si spendono 60 euro ma buone esperienze sono consigliate anche alla carta.

Giuseppe D'Alessio (nella foto), chef padrone di casa ai fornelli del Sofitel, non è per nulla geloso dell'invasione di Fatima, e neppure se i suoi clienti affezionati optano per i piatti marocchini piuttosto che per il suo famoso Calamaro ripieno o per i suoi Macarons alla liquirizia, al pistacchio o al cioccolato, i migliori di Roma. Entrambi gli chef - assicurano - collaborano felicemente ai fornelli con interesse alle rispettive tradizioni gastronomiche, tanto diverse ma unite dalla comune matrice mediterranea e, con in più, quel tocco francese che distingue in tutto il mondo l'offerta Sofitel.


La Terrasse Cuisine&Lounge - Sofitel Rome Villa Borghese
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