La cucina di Ilario Vinciguerra. Alchimia tra tradizione e innovazione
Highlight della cucina pluripremiata di Vinciguerra, dell'omonimo ristorante a Gallarate è l’accostamento di ingredienti che sanno appagare gusto, olfatto e vista, riuscendo a sorprendere gli ospiti. I piatti sono elaborati sia dal punto di vista creativo-visivo, sia da quello tecnico-culinario
Chef creativo di grande talento e mago degli effetti speciali: tra i fornelli dell'elegante villa Liberty di Gallarate (Va), Ilario Vinciguerra (nella foto) si destreggia tra sapori e aromi senza perdere di vista l'impatto visivo. Accanto al caminetto, tra le austere mura dell'imponente villa, non c'è spazio per la noia. Il livello d'attenzione è tenuto alto dalle performance dello chef, che riesce a regalare piacevoli sensazioni agli ospiti anche più esigenti.

Highlight della sua cucina pluripremiata è l'accostamento di ingredienti che sanno appagare gusto, olfatto e vista, riuscendo a sorprendere gli ospiti. I piatti sono elaborati sia dal punto di vista creativo-visivo, sia da quello tecnico-culinario: dietro ogni piatto c'è un lavoro che dimostra non solo il talento di un giovane chef, ma anche la sua ricerca del dettaglio che non si limita al sapore della ricetta ma che varca i confini per creare emozioni dove l'effetto sorpresa è garantito.
Il piatto Profumo viene servito in una sfera trasparente di plexiglas e fornito di 'istruzioni per l'uso”. Un'avventura gastronomica racchiusa in una boccia. Primo step: guardare. Tartare di gamberi rossi shake e gin tonic – (piatto vincitore del concorso internazionale dell'olio di oliva 2007). La curiosa presentazione di questa specialità strappa un sorriso. A prescindere dal 'contenuto”, la 'forma” ha già guadagnato un applauso. Secondo passo: agitare gli ingredienti e annusare. Tecnicamente: shakerare. I gamberi rossi si mescolano ai petali di fiori e all'olio extravergine di oliva (uno degli ingredienti a cui Ilario Vinciguerra non potrebbe mai rinunciare; mentre ha esiliato dalla sua cucina burro e panna). Terzo punto: assaporare il piatto lasciandosi stupire dall'inusuale accostamento dei gamberi rossi con petali di rose, tagete o garofano . Imprevedibile gran-finale: il gin tonic da bere liscio, contenuto nello stelo che sorregge la sfera 'magica”. Un capolavoro artistico – culinario, capace di coinvolgere direttamente gli ospiti, regalando loro l'emozione di partecipare alla preparazione di un piatto.
Lo zapping gastronomico continua con diverse proposte come l'uovo cotto a bassa temperatura, conserva di San Marzano e aria di Grana Padano: un'esplosione di sapori tradizionali e semplici, come può essere un uovo, pomodoro e il classico grana, raccontati sapientemente con diverse consistenze: l'uovo si scioglie letteralmente nel palato, la conserva lascia il retrogusto mediterraneo, ricordando le morbide passate di pomodoro che caratterizzano l'italianità dei nostri piatti e il grana si sbriciola senza lasciare traccia, se non il mero ricordo del suo passaggio (il nome 'aria di Grana padano” non desta più dubbi). I gnocchetti di seppia e alghe disegnano nel piatto bianco un contorno indefinito scuro: l'effetto cromatico è senza dubbio curioso. L'assaggio riporta all'estate: sapore di mare nel cuore autunnale di Gallarate. L'alchimia dello chef ancora una volta funziona. Il suo lavoro è regalare emozioni che non si fermano al palato ma corrono al cuore.
L'itinerario del gusto procede con impegnative ricette che evocano tradizione e innovazione, ingredienti classici con accostamenti originali, come astice, fagioli 'Regina di Gorga” e composta di cipolle di Tropea; oppure maialino tenero e croccante, scaloppa di fegato d'oca e limoni; piccione allo spiedo, la sua salsa e verdure di stagione. E, per chiudere in dolcezza, tra le tante proposte del ricco menu, magari la zuppetta di gorgonzola con liquido di gorgonzola e scaglie di cioccolato di Modica. Per accompagnare i piatti una fornita cantina di oltre 1300 etichette propone accostamenti ad hoc per ogni piatto. La fantasia, la passione per la cucina e la bravura del giovane chef gli hanno conferito prestigiosi titoli e riconoscimenti come la stella Michelin nel 2006, 2 cappelli nel 2012 della Guida l'Espresso, 2 medaglie nel 2010 di Touring Club e 3 forchette nel 2012 (con l'alto punteggio di 91/100) che solo 21 ristoranti in tutta Italia (di cui 3 in Lombardia) possono vantare. La soddisfazione è grande; per uno chef che ancora non ha superato la soglia degli 'anta” la strada finora percorsa è punteggiata da infiniti successi: Ilario Vinciguerra, riccioli neri e sorriso contagioso, parla con semplicità della sua sfida, che ha come obiettivo finale la soddisfazione degli ospiti, il loro riconoscimento giorno dopo giorno, il ritorno del cliente che al Vinciguerra Restaurant si sente a casa, in un ambiente raffinato ed elegante di una villa d'epoca, e allo stesso tempo caldo e accogliente grazie all'ospitalità della giovane padrona di casa, Marika Vinciguerra, moglie di Ilario e suo 'braccio destro”. Una coppia affiatata con un sogno comune, capace ancora di fare innamorare gli ospiti con inedite specialità, condite di piacevoli sorprese ed effetti speciali.
Ilario Vinciguerra Restaurant
Via Roma, 1- 21013 - Gallarate VA
Tel 0331 791597
info@ilariovinciguerra.it

Highlight della sua cucina pluripremiata è l'accostamento di ingredienti che sanno appagare gusto, olfatto e vista, riuscendo a sorprendere gli ospiti. I piatti sono elaborati sia dal punto di vista creativo-visivo, sia da quello tecnico-culinario: dietro ogni piatto c'è un lavoro che dimostra non solo il talento di un giovane chef, ma anche la sua ricerca del dettaglio che non si limita al sapore della ricetta ma che varca i confini per creare emozioni dove l'effetto sorpresa è garantito.
Il piatto Profumo viene servito in una sfera trasparente di plexiglas e fornito di 'istruzioni per l'uso”. Un'avventura gastronomica racchiusa in una boccia. Primo step: guardare. Tartare di gamberi rossi shake e gin tonic – (piatto vincitore del concorso internazionale dell'olio di oliva 2007). La curiosa presentazione di questa specialità strappa un sorriso. A prescindere dal 'contenuto”, la 'forma” ha già guadagnato un applauso. Secondo passo: agitare gli ingredienti e annusare. Tecnicamente: shakerare. I gamberi rossi si mescolano ai petali di fiori e all'olio extravergine di oliva (uno degli ingredienti a cui Ilario Vinciguerra non potrebbe mai rinunciare; mentre ha esiliato dalla sua cucina burro e panna). Terzo punto: assaporare il piatto lasciandosi stupire dall'inusuale accostamento dei gamberi rossi con petali di rose, tagete o garofano . Imprevedibile gran-finale: il gin tonic da bere liscio, contenuto nello stelo che sorregge la sfera 'magica”. Un capolavoro artistico – culinario, capace di coinvolgere direttamente gli ospiti, regalando loro l'emozione di partecipare alla preparazione di un piatto.
Lo zapping gastronomico continua con diverse proposte come l'uovo cotto a bassa temperatura, conserva di San Marzano e aria di Grana Padano: un'esplosione di sapori tradizionali e semplici, come può essere un uovo, pomodoro e il classico grana, raccontati sapientemente con diverse consistenze: l'uovo si scioglie letteralmente nel palato, la conserva lascia il retrogusto mediterraneo, ricordando le morbide passate di pomodoro che caratterizzano l'italianità dei nostri piatti e il grana si sbriciola senza lasciare traccia, se non il mero ricordo del suo passaggio (il nome 'aria di Grana padano” non desta più dubbi). I gnocchetti di seppia e alghe disegnano nel piatto bianco un contorno indefinito scuro: l'effetto cromatico è senza dubbio curioso. L'assaggio riporta all'estate: sapore di mare nel cuore autunnale di Gallarate. L'alchimia dello chef ancora una volta funziona. Il suo lavoro è regalare emozioni che non si fermano al palato ma corrono al cuore. L'itinerario del gusto procede con impegnative ricette che evocano tradizione e innovazione, ingredienti classici con accostamenti originali, come astice, fagioli 'Regina di Gorga” e composta di cipolle di Tropea; oppure maialino tenero e croccante, scaloppa di fegato d'oca e limoni; piccione allo spiedo, la sua salsa e verdure di stagione. E, per chiudere in dolcezza, tra le tante proposte del ricco menu, magari la zuppetta di gorgonzola con liquido di gorgonzola e scaglie di cioccolato di Modica. Per accompagnare i piatti una fornita cantina di oltre 1300 etichette propone accostamenti ad hoc per ogni piatto. La fantasia, la passione per la cucina e la bravura del giovane chef gli hanno conferito prestigiosi titoli e riconoscimenti come la stella Michelin nel 2006, 2 cappelli nel 2012 della Guida l'Espresso, 2 medaglie nel 2010 di Touring Club e 3 forchette nel 2012 (con l'alto punteggio di 91/100) che solo 21 ristoranti in tutta Italia (di cui 3 in Lombardia) possono vantare. La soddisfazione è grande; per uno chef che ancora non ha superato la soglia degli 'anta” la strada finora percorsa è punteggiata da infiniti successi: Ilario Vinciguerra, riccioli neri e sorriso contagioso, parla con semplicità della sua sfida, che ha come obiettivo finale la soddisfazione degli ospiti, il loro riconoscimento giorno dopo giorno, il ritorno del cliente che al Vinciguerra Restaurant si sente a casa, in un ambiente raffinato ed elegante di una villa d'epoca, e allo stesso tempo caldo e accogliente grazie all'ospitalità della giovane padrona di casa, Marika Vinciguerra, moglie di Ilario e suo 'braccio destro”. Una coppia affiatata con un sogno comune, capace ancora di fare innamorare gli ospiti con inedite specialità, condite di piacevoli sorprese ed effetti speciali.
Ilario Vinciguerra Restaurant
Via Roma, 1- 21013 - Gallarate VA
Tel 0331 791597
info@ilariovinciguerra.it

