Leggerezza dei piatti "Quanto Basta". Per assaggiare la tradizione romana
Guido Marini, patron del QB, ha affidato la cucina a Luca Urriera, executive chef di un grande albergo, assistito da una giovane brigata. La base dei piatti è nella tradizione, ma cacio e pepe, amatriciana, gricia e carbonara sono rivisitati "quanto basta", nella direzione della leggerezza
Inaugurato soltanto due mesi fa, il QB-Quanto Basta sta conquistando rapidamente il top della ristorazione romana. Il merito è del menu ricco di specialità tradizionali, della preparazione sapiente degli ingredienti migliori e della cordialità - non quella di mestiere - con cui si viene accolti dal patron Guido Marini. è sommelier ed esperto conoscitore di prodotti dell'agroalimentare laziale, con alle spalle molti anni di commercio di verdure e di frutta.

Questo locale è la realizzazione del suo sogno, un omaggio al cibo di Roma, ma senza inutili orpelli. Niente a che fare, per intenderci, con la solita atmosfera del folklore romanesco. Già all'ingresso del locale dal design ultramoderno si comprende come questo sia stato voluto come un tempio dell'eccellenza. La porta è alta quattro metri, in cristallo e in legno africano Iroko intersecati per creare forme geometriche concentriche. La cucina completamente a vista rende protagonista e condiviso il rito della preparazione del cibo. Il pavimento è un parquet di ardesia e legno e una scala in marmo nero assoluto porta al piano superiore dove c'è una sala con 45 coperti. Mise en place e tovagliati hanno la discrezione della classe.
Guido Marini, che si dichiara «ossessivo» nella scelta dei prodotti migliori, ha affidato la cucina a Luca Urriera, executive chef di un grande albergo, assistito da una giovane brigata con la comune filosofia di rispettare sapori e profumi evitando tentazioni di originalità a tutti i costi. La base dei piatti è nella tradizione, ma cacio e pepe, amatriciana, gricia, carbonara sono rivisitati «quanto basta» in direzione della leggerezza.
Da provare Il Cacio e pepe con alici fresche, l'Amatriciana di pesce spada, le Fettuccine al basilico con casalino e cacio cavallo e i Fusilloni Verrigni con zucchine romanesche e bottarga. Tra i secondi segnaliamo il Fritto vegetale in tempura con composta di sedano e mandorle, i Bocconcini di baccalà croccanti con insalata di peperoni arrosto, l'Insalata di polipo con patate e fagiolini all' arancia. La carne è danese della qualità migliore e il pesce viene da venditori più che fidati. Marini rifornisce il ristorante direttamente dal suo negozio di delicatezze italiane.
Ed ecco quindi in menu un'inedita selezione di salumi e formaggi, scovati con fiuto infallibile da artigiani di nicchia. Da non perdere quindi la Mozzarella di bufala con verdure marinate al basilico e menta fresca,il Prosciutto di Sant'Ilario e melone con yogurt greco mantecato con pistacchi e pepe nero o l'Hamburger di prosciutto di Praga alla griglia con bufala e pomodorini semisecchi.
Molte di queste specialità possono essere degustate anche col menu light, a partire da 10 euro, e all'aperitivo a tema che cambia ogni giorno, in abbinamento ad un calice di vino. A cena cambiano proposte e atmosfera: luci soffuse e musica lounge di sottofondo fanno da contorno a un'esperienza culinaria che vuole stupire i palati, da concludere in dolcezza con un dessert scelto tra Bavarese allo yogurt con coulis di melone, Sbriciolata di millefoglie con crema chantilly e pesche caramellate o Crostata di ricotta e marmellata di ciliegie di mamma Adriana. Sono tutti fatti in casa, come anche pane e grissini, con farine selezionate.
A pranzo e a cena il menu è alla carta e un pasto completo può costare senza bevande circa 45 euro. La carta dei vini non è sterminata, ma offre il meglio delle etichette regionali e un buon assortimento di bollicine e di champagne.
Ristorante QB-Quanto Basta
via Alessandro Scarlatti, 11/13 - 00198 Roma
Tel 06 85352010

Questo locale è la realizzazione del suo sogno, un omaggio al cibo di Roma, ma senza inutili orpelli. Niente a che fare, per intenderci, con la solita atmosfera del folklore romanesco. Già all'ingresso del locale dal design ultramoderno si comprende come questo sia stato voluto come un tempio dell'eccellenza. La porta è alta quattro metri, in cristallo e in legno africano Iroko intersecati per creare forme geometriche concentriche. La cucina completamente a vista rende protagonista e condiviso il rito della preparazione del cibo. Il pavimento è un parquet di ardesia e legno e una scala in marmo nero assoluto porta al piano superiore dove c'è una sala con 45 coperti. Mise en place e tovagliati hanno la discrezione della classe.
Guido Marini, che si dichiara «ossessivo» nella scelta dei prodotti migliori, ha affidato la cucina a Luca Urriera, executive chef di un grande albergo, assistito da una giovane brigata con la comune filosofia di rispettare sapori e profumi evitando tentazioni di originalità a tutti i costi. La base dei piatti è nella tradizione, ma cacio e pepe, amatriciana, gricia, carbonara sono rivisitati «quanto basta» in direzione della leggerezza.
Da provare Il Cacio e pepe con alici fresche, l'Amatriciana di pesce spada, le Fettuccine al basilico con casalino e cacio cavallo e i Fusilloni Verrigni con zucchine romanesche e bottarga. Tra i secondi segnaliamo il Fritto vegetale in tempura con composta di sedano e mandorle, i Bocconcini di baccalà croccanti con insalata di peperoni arrosto, l'Insalata di polipo con patate e fagiolini all' arancia. La carne è danese della qualità migliore e il pesce viene da venditori più che fidati. Marini rifornisce il ristorante direttamente dal suo negozio di delicatezze italiane. Ed ecco quindi in menu un'inedita selezione di salumi e formaggi, scovati con fiuto infallibile da artigiani di nicchia. Da non perdere quindi la Mozzarella di bufala con verdure marinate al basilico e menta fresca,il Prosciutto di Sant'Ilario e melone con yogurt greco mantecato con pistacchi e pepe nero o l'Hamburger di prosciutto di Praga alla griglia con bufala e pomodorini semisecchi.
Molte di queste specialità possono essere degustate anche col menu light, a partire da 10 euro, e all'aperitivo a tema che cambia ogni giorno, in abbinamento ad un calice di vino. A cena cambiano proposte e atmosfera: luci soffuse e musica lounge di sottofondo fanno da contorno a un'esperienza culinaria che vuole stupire i palati, da concludere in dolcezza con un dessert scelto tra Bavarese allo yogurt con coulis di melone, Sbriciolata di millefoglie con crema chantilly e pesche caramellate o Crostata di ricotta e marmellata di ciliegie di mamma Adriana. Sono tutti fatti in casa, come anche pane e grissini, con farine selezionate.
A pranzo e a cena il menu è alla carta e un pasto completo può costare senza bevande circa 45 euro. La carta dei vini non è sterminata, ma offre il meglio delle etichette regionali e un buon assortimento di bollicine e di champagne.
Ristorante QB-Quanto Basta
via Alessandro Scarlatti, 11/13 - 00198 Roma
Tel 06 85352010


