Caffè Nazionale a Bergamo. Ritorno al vecchio splendore
Il rinnovato Caffè Nazionale ha ripreso a funzionare a Bergamo, sul Sentierone della città bassa, con l’originaria denominazione in auge dall’inizio del secolo scorso. L’interno e le insegne sono tornate su toni più caldi e accoglienti non proprio da stile Liberty ma certo più tradizionali
C'è anche il panino-piadina dedicato a 'L'Eco di Bergamo”, al 'Corriere della Sera”, a 'Libero” e ad altri quotidiani nel rinnovato Caffè Nazionale, che dal primo settembre ha ripreso a funzionare nel cuore di Bergamo, sul Sentierone della città bassa, con l'originaria denominazione in auge dall'inizio del secolo scorso.
Per quattro anni era stato stravolto nell'arredo e nel nome (si chiamava 212 Barcode). Ora l'interno e le insegne sono tornate su toni più caldi e accoglienti, non proprio da stile Liberty ma certo più tradizionali. Alle pareti vecchie fotografie, una proprio del vecchio Nazionale primi Anni Novecento, foto che è riportata sulla copertina del menu.

Le innovazioni sono state gradite ai primi clienti che sono tornati curiosi a verificare il cambiamento. C'è un menu del giorno chiamato 'edizione straordinaria”, sul quale i nomi dei vari panini sono dedicati ai principali quotidiani italiani, i piatti freddi portano il nome di settimanali e le insalate i nomi di mensili femminili. L'espresso Illy al banco costa sempre 1 euro, il cappuccino 1,30 euro.
L'asettico e 'ospedaliero” Barcode era nato per una radicale ristrutturazione del Bar Nazionale, lo storico caffè che è stato per decenni uno dei più importanti luoghi di ritrovo della città. Ora - grazie alla iniziativa della Ma.sa.la srl, da 20 anni attiva nel settore del turismo, soprattutto in Liguria - tornerà alle origini, alla tradizione storica di questo locale nel cuore della città.
Nel dicembre del 2009 la Ma.sa.la. ha acquistato il 212 Barcode dalla società Cpb di Terno d'Isola di proprietà della famiglia Colombo. «La nostra attività è soprattutto a gestione famigliare - afferma il direttore Massimo Cocchiara - infatti gestisco il bar con l'ausilio di mia moglie Lara in cucina e altri famigliari. Siamo in tutto 12 dipendenti».
Il 212 Barcode è stato per quattro anni un luogo ultra moderno, inserito nel centro storico della città con un forte impatto di contrasto rispetto alla location disegnata dall'architetto Piacentini nel 1925.
«Fin dall'inizio - continua il direttore - abbiamo considerato l'opportunità di cambiare il vestito al locale e riconsegnare alla città il suo 'Bar Nazionale”. Inconvenienti di varia natura hanno fatto sì che il momento più opportuno per cambiare d'abito al 212 fosse agosto e così l'8 agosto abbiamo iniziato la ristrutturazione. I cambiamenti vertono su materiali e colori. Predomina il ferro grezzo che ricopre il bancone e il legno un po' ovunque, grigio antracite e rosso granata il colore delle pareti. Questo insieme trasmette calore e accoglienza. Dal punto di vista del servizio offerto porremo sempre la massima attenzione al cliente e amplieremo la gamma di prodotti. Rinnovata anche la carta del bar, con nuove proposte culinarie che arrivano dalle nostre precedenti esperienze nella ristorazione. Vorremmo che il Nazionale tornasse ai vecchi splendori, che torni ad essere la caffetteria di riferimento del centro di Bergamo e il punto di ritrovo ideale per il pranzo e per passare una bella serata».
Per quattro anni era stato stravolto nell'arredo e nel nome (si chiamava 212 Barcode). Ora l'interno e le insegne sono tornate su toni più caldi e accoglienti, non proprio da stile Liberty ma certo più tradizionali. Alle pareti vecchie fotografie, una proprio del vecchio Nazionale primi Anni Novecento, foto che è riportata sulla copertina del menu.

Le innovazioni sono state gradite ai primi clienti che sono tornati curiosi a verificare il cambiamento. C'è un menu del giorno chiamato 'edizione straordinaria”, sul quale i nomi dei vari panini sono dedicati ai principali quotidiani italiani, i piatti freddi portano il nome di settimanali e le insalate i nomi di mensili femminili. L'espresso Illy al banco costa sempre 1 euro, il cappuccino 1,30 euro.
L'asettico e 'ospedaliero” Barcode era nato per una radicale ristrutturazione del Bar Nazionale, lo storico caffè che è stato per decenni uno dei più importanti luoghi di ritrovo della città. Ora - grazie alla iniziativa della Ma.sa.la srl, da 20 anni attiva nel settore del turismo, soprattutto in Liguria - tornerà alle origini, alla tradizione storica di questo locale nel cuore della città.
Nel dicembre del 2009 la Ma.sa.la. ha acquistato il 212 Barcode dalla società Cpb di Terno d'Isola di proprietà della famiglia Colombo. «La nostra attività è soprattutto a gestione famigliare - afferma il direttore Massimo Cocchiara - infatti gestisco il bar con l'ausilio di mia moglie Lara in cucina e altri famigliari. Siamo in tutto 12 dipendenti».Il 212 Barcode è stato per quattro anni un luogo ultra moderno, inserito nel centro storico della città con un forte impatto di contrasto rispetto alla location disegnata dall'architetto Piacentini nel 1925.
«Fin dall'inizio - continua il direttore - abbiamo considerato l'opportunità di cambiare il vestito al locale e riconsegnare alla città il suo 'Bar Nazionale”. Inconvenienti di varia natura hanno fatto sì che il momento più opportuno per cambiare d'abito al 212 fosse agosto e così l'8 agosto abbiamo iniziato la ristrutturazione. I cambiamenti vertono su materiali e colori. Predomina il ferro grezzo che ricopre il bancone e il legno un po' ovunque, grigio antracite e rosso granata il colore delle pareti. Questo insieme trasmette calore e accoglienza. Dal punto di vista del servizio offerto porremo sempre la massima attenzione al cliente e amplieremo la gamma di prodotti. Rinnovata anche la carta del bar, con nuove proposte culinarie che arrivano dalle nostre precedenti esperienze nella ristorazione. Vorremmo che il Nazionale tornasse ai vecchi splendori, che torni ad essere la caffetteria di riferimento del centro di Bergamo e il punto di ritrovo ideale per il pranzo e per passare una bella serata».

