NAPOLI - E qui si sta tranquilli. Siamo nella Napoli vera. Siamo in via Carbonara, a pochi passi dal Duomo e non distanti dalla stazione centrale, dieci minuti a piedi.

è una zona che il turista colto, non solo non evita ma, come dire, va proprio a cercarsela per come in questa zona diviene più agevole la comprensione di una città che sedimenta a strati la sua storia plurimillenaria, mai nulla del suo passato rinnegando, sempre da esso qualcosa avendo attinto e perciò sempre ritrasmettendo, ai forestieri soprattutto, la sensazione che qui si vive e si recita, si è attori e spettatori. Palazzo Caracciolo fu costruito nel XIII secolo: otto secoli di storia.

Da pochi anni è diventato albergo, inserito nella catena francese MGallery, costola del colosso Accor. E qui l'approccio glocal è vincente, con questa placida immersione nel quartiere e con la conduzione manageriale del direttore Claude Costella, parigino. E potrebbe mai un parigino non trovarsi a suo agio a Napoli?!

è albergo di charme al quale le quattro stelle della classificazione ufficiale vanno, non solo e non tanto, strette bensì, vorremmo dire, sbilenche, per come tradiscono l'essenza della visione di ospitalità di cui questa casa è permeata.

Il ristorante della casa vede in cucina lo chef Aldo La Notte. Giovane ma non più giovanissimo (è nel segmento aureo del thirty and over) con esperienza a La Pergola di Heinz Beck. La linea della cucina è di esemplare snellezza concettuale.

Si lavorano i migliori prodotti di un territorio che di prodotti eccellenti di certo carente non è, e li si lavora nel migliore dei modi, ponendo in armonica giunzione una grande tecnica basilare ed accorti guizzi creativi. Il mare arriva in tavola soltanto attraverso il pescato locale.



Memorabile l'ingresso a tavola di polpo in salsa di peperone e vino rosso. Particolari salse di pomodori particolari provengono dai Vastola, coltivatori di eccellenze nella Piana del Sele.

La mozzarella è soltanto rigorosamente quella di bufala campana Dop. La carta dei vini è molto ben fatta con un'attenzione particolare ai vini campani e, di essi, ai nomi giusti dei migliori vitivinicoltori cilentani.

Anche i dolci sono fatti prevalentemente in casa. Prevalentemente, appunto. Ma non proprio tutti. Il babà proviene dal bar pasticceria che sta proprio di fronte. Perché questo ristorante e questo albergo stanno proprio qui, in via Carbonara e non ci stanno per caso.