Aria d'innovazione al Villa del Quar. Filippo Gozzoli nuovo executive chef
Novità per l'Hotel Villa del Quar (Vr), Filippo Gozzoli trentasettenne cremonese è il nuovo executive chef delle cucine dell'albergo-ristorante veneto. Dopo una carriera ricca di incontri determinanti per il proprio successo ed esperienze all'estero Gozzoli è pronto per la nuova avventura veronese
La famiglia Montresor, proprietaria da generazioni di Villa del Quar, elegante villa veneta nel cuore della Valpolicella, annuncia di aver affidato a Filippo Gozzoli (nella foto) l'incarico di executive chef delle cucine di Villa del Quar e del Ristorante Arquade.Cremonese, 37 anni, Filippo Gozzoli assume il prestigioso incarico dopo importanti e considerevoli esperienze formative in Italia e all'estero che lo hanno portato ad elaborare un proprio stile personale e originale. Dopo aver mosso i primi passi nelle cucine dei ristoranti della sua provincia, incontri fatali con alcuni professionisti di indiscussa bravura lo hanno aiutato a definire il suo percorso guidandolo nella creazione di quella che è oggi la sua linea di cucina.
Dal Ristorante Ceresole (1* Michelin), all'Osteria alla Sosta, entrambi di Cremona, passando per il prestigioso Club privato Harry's Bar di Londra, a Le Gavroche e all'Oak Room di Londra (entrambi 3* Michelin), dall'Hotel Eden (1* Michelin), all'Hotel de Russie di Roma, all'Hotel Bauer a Venezia, per arrivare a Milano dove per cinque anni ha ricoperto il ruolo di executive chef del Park Hyatt Milan (5*L).
Gli incontri determinanti
Filippo riconosce come fondamentali tre incontri che hanno in qualche modo determinato la sua personalità professionale di oggi, Claudio Nevi, grande ristoratore di Cremona, con una grandissima conoscenza del mondo del vino: «Da cui ho avuto la prima chance di guidare una cucina», Nazzareno Meneghini (dell'Hotel de Russie di Roma) «Da cui imparato a organizzare una brigata di cucina numerosa» e, last but not least, il Maestro Gualtiero Marchesi «La persona più curiosa, colta e completa che io abbia mai conosciuto».

In questo susseguirsi di insegnamenti e contenuti, Gozzoli è riuscito a dare una forma precisa alla propria linea di cucina che parte fondamentalmente dalla ricerca di una grande materia prima, scelta secondo i criteri della semplicità, per approdare a dei piatti altrettanto semplici e totalmente rispettosi dell'ingrediente primario. Un concetto che è molto più semplice a dirsi che a realizzarsi e che lo Chef ha
fatto proprio senza cedere alle lusinghe di una cucina "di effetto", che stupisce e può deludere, ma anzi puntando tutto su piatti assolutamente gustosi e nella loro stabilità "ducassiana", la vera perfezione è quella che non cambia nel piatto.
L'amore per la modernità
«Amo la cucina leggera e moderna - racconta lo chef - rispettosa della tradizione italiana, ma non sono insensibile alle suggestioni esotiche, purchè non esasperate. Dopo una fase di sperimentazioni ardite, ho voluto tornare ai canoni della tradizione italiana, che è insieme la base e il futuro della cucina di eccellenza. è stimolante per me reinterpretare i piatti più tipici del nostro immenso patrimonio culinario, ma senza esasperazioni, rispettando i canoni di semplicità e leggerezza. Prediligo le cotture espresse perché sono la cartina al tornasole della bravura di un cuoco e soprattutto mantengono inalterate le qualità e le caratteristiche degli ingredienti».
A fianco di Filippo, come chef de cuisine, Gennaro Vitto (nella foto accanto, a destra) che ha maturato esperienze importanti a Parigi con Alain Ducasse, Yannich Aleno, Solivares e in altri ristoranti pluristellati, ma anche in Spagna con Martin Berasategui e Ramon Freissa. Da ottobre dello scorso anno, collabora con l'Università degli Studi di Milano e il prof. Fernando Tateo, ordinario alla Facoltà di Scienze e tecnologie alimentari. Con la sua esperienza vuole contribuire ad impostare nuove soluzioni di cucina improntate su tecniche innovative, armonie, materie prime locali e creatività, seppur rimanendo nell'alveo della tradizione. La cucina di Filippo e Gennaro gioca su contrasti che danno vita a perfetti equilibri gustativi, contrapporre sapori (dolce e salato), consistenze (morbido e croccante) o temperature diverse, ma sempre nel rispetto degli ingredienti e della loro intrinseca armonia.
I motivi della scelta
«La cucina di Filippo Gozzoli e Gennaro Vitto - affermano Leopoldo Montresor ed Evelina Acampora - ci ha colpito perché è espressione armoniosa ed elegante in sintonia con lo spirito e l'atmosfera del nostro Hotel. La frequentazione internazionale deve trovare anche nella proposta gastronomica una disponibilità a soddisfare le diverse esigenze degli ospiti durante il corso della giornata con quello stile legato alla sobrietà e alla misura che contraddistingue l'Italia nel mondo. Ma è nostro desiderio che grazie al talento e all'estro di Filippo e Gennaro il Ristorante Arquade possa diventare una meta gourmet non solo per i veronesi, i veneti e i milanesi, ma anche per tutti gli estimatori della grande tradizione gastronomica italiana».
Credito foto: Brambilla Serrani

