Le "Arti" di Giorgio e Claudia. Il tempio del pesce compie 10 anni
Felice compleanno del ristorante Arti di Bergamo sotto la conduzione di Giorgio Cazzaniga e Claudia Brunelli. Un piccolo tempio per chi vuole deliziarsi con piatti di pesce nella città orobica. Una quarantina di posti elegantemente distribuiti in un’unica sala dalle mura antiche arredate con gusto
Senza clamori né strombazzamenti pubblicitari, compie dieci anni la conduzione di Giorgio Cazzaniga (nella foto, al centro) e Claudia Brunelli (nella foto) al ristorante Arti di via Previtali, tra via Moroni e via San Bernardino, in zona centrale di Bergamo Bassa. Brianzolo lui, cameriere e direttore di sala da sempre, in locali di buon livello, nonché appassionato e grande esperto di vino; veneziana lei, arrivata a Bergamo giovanissima per esperienze nella cucina di ristoranti importanti. Si sono conosciuti e hanno unito la loro vita privata e professionale.Da dieci anni, appunto, si sono messi in proprio rilevando la conduzione del ristorante 'Arti”, un piccolo tempio per chi vuole deliziarsi con piatti di pesce a Bergamo. Prodotto sempre freschissimo e trattato con l'abilità tutta veneziana di chi sa mantenere profumi e gusti di quello che madre natura ci dona dal mare piuttosto che dall'orto. Una quarantina di posti elegantemente distribuiti in un'unica sala dalle mura antiche arredate con gusto (il locale è anche dotato di parcheggio privato in cortile interno), cantina ben fornita di etichette scelte dall'esperienza e dai gusti (anche francofili, vedi i migliori Champagne) di Giorgio, una cucina nelle mani esperte di Claudia e dell'aiuto Gianluca Ghisalberti (nella foto, a destra).
Qui è d'obbligo - vox populi - lasciarsi guidare in una serie di antipasti di mare, 5-6 assaggi, anche di più, che cambiano ogni giorno sulla base del mercato del pesce in quel momento. Una sequenza tipo: pesto di verdure e avocado con cubetto di salmone e gamberi; carpaccio di tonno con cracker allo zenzero; alice marinata all'arancia e cipolla di Tropea; canocchie al vapore; insalata di ali di razza alla catalana; piovra arrostita su alghe; fiori di zucchine ripieni di verdure e gamberi; piccolo fritto; cannolicchi gratinati; acciughe di Monterosso. Per i primi piatti, non mancano mai le paste ripiene (ravioli di granchio ed erbette alla bottarga), i risotti di mare con verdure di stagione, due-tre paste secche (ad esempio, conchiglioni con crema di topinambur, calamaretti spillo e piselli). Nei secondi piatti, i pesci del giorno alla piastra, crostacei grigliati, in guazzetto, al vapore, alla catalana. Noi abbiamo assaggiato un superbo pesce San Pietro con asparagi bianchi. Per finire, i dessert che cambiano ogni giorno (la cucina produce in proprio anche grissini e pan brioche) e sorbetti di frutta secondo le stagioni (in primavera, un raro e quindi sorprendente sorbetto alle foglie di geranio).
Quanto ai vini, una delle passioni di Giorgio Cazzaniga, la scelta è suddivisa per regioni italiane: sono tanti e buoni, con scelta attenta di bollicine, molte anche francesi.

