Potrebbe essere il museo del cinema che manca a Roma, per ricordare gli anni d'oro della dolce vita nell'Hollywood sul Tevere, affollata di star e paparazzi. La Taverna Flavia era una tappa obbligata per mangiare carbonare e amatriciane conditi da amori e gelosie, liti furiose e sbronze. Su tutti gli ospiti, amatissimo e un po' complice, vegliava il patron, Mimmo Cavicchia, che ha voluto  conservato sulle pareti le loro foto con dedica. Parliamo di Ava Gardner, Tony Curtis, Joan Collins, Audrey Hepburn, Frank Sinatra e soprattutto di Liz Taylor a cui è dedicata un'intera sala con tanto di sandaletti incorniciati. Poi sono arrivate altre generazioni di vip, da Hugh Grant a Ivana Trump, da Pedro Almodovar a Ornella Muti, intellettuali e giovani registi.

Tutti hano lasciato le loro foto, e c'è anche chi, come Andy Garcia, ha chiesto con insistenza alla galleria fosse aggiunta anche la sua. Cavicchia e le belle nipoti che gestiscono il ristorante, Roberta e Franca, ne hanno da raccontare, e spesso il gossip cede il passo alle emozioni. Ancora oggi è la buona cucina tradizionale romana a mantenere alto il nome del locale, fatta di ingredienti sempre scelti e freschissimi.

Scorrendo il menu si scoprono piatti come l'Insalata Verushka, dedicata alla filiforme modella, a base di verdure assortite e formaggi, oggi un vero capolavoro light ma allora guardata con diffidenza. Non mancano tra i primi fettuccine e maccheroni, bomboloni e ravioli, fusilli e risotti e tra i secondi pesce frechissimo e carni di agnello e di manzo garantiti da produttori fidati. Le fritture sono particolarmente leggere e croccanti, dai cremini alle olive ascolane, dai carciofi alla giudia ai fiori di zucca con acciughe e mozzarella. Ma è sui primi piatti, ben conditi e abbondanti, che si rischia la linea.

Sarebbe un vero peccato non gustare i Paccheri mare e monti (nella foto in alto), con funghi porcini e cozze, gli Spaghetti alle vongole o il monumentale Filetto al pepe verde con senape e crema di latte. Se c'è un segreto è quello della qualità delle materie prime, dai salumi ai formaggi fino alla mozzarella di bufala che arriva tutti i giorni da Caserta.

Il carrello dei dolci è opera di un pasticciere napoletano, quindi babà, sfogliate e pastiera da manuale. Alla Taverna Flavia hanno creduto tra i primi nei vini laziali e ne presentano un buon assortimento. Ma da scegliere c'è anche molto altro, bollicine comprese, con ricarichi accettabili. Il conto? sui 40 euro a pranzo e sui 60 a cena. Ma tra un piatto e l'altro fatevi raccontare fatti e misfatti dei vip, miliardari e teste coronate che sono passati qui.


Taverna Flavia
via Flavia 9, Roma
Tel 06 4745214 - 06 4817787