Discreta, la luce fluisce fra le ferree sbarre di gabbie-lampade che, quasi sospese in un vuoto volumetrico, pendono dall'alto, dialogando con le lignee travi del soffitto. Intanto, tattili pareti color cacao-caffè sfiorano tavoli dal raffinato piano oro, divisi da separé-scultura in eterea lamiera, la cui forma ridisegna il logo-gomitolo del ristorante.

Si allontana dai minimalismi orientali il Kandoo, che, dopo il restyling siglato dall'architetto Nisi Magnoni, sposa un sensuale concept materico. Uno spazio soft, dove la cucina nipponica assume ricercate sfumature. Come quelle degli uramaki, in versione rainbow (a base di granchio, avocado e cetriolo, con top di pesce crudo) e new Kandoo, dal fragrante cuore di salmone in pastella e morbido avocado. A cui far seguire soavi capesante fritte, crocchette di zucca, samurai stick (fagottini di pasta fillo dall'ittico ripieno), piccantini yaki tori spicy nonché nabeyaki udon, spaghettoni di riso in brodo con verdure, alghe e uovo.

Foto di Matteo Barro


Kandoo
viale Corsica 38, Milano
Tel 02 70126079