In una glaciale domenica di fine gennaio, quando le nubi imprigionano il sole e il calore di un cappotto attenua il freddo, il borghese quartiere del 'La Moraleja” mantiene inalterato il suo nobile fascino. A circa 13 km da Madrid, antica tenuta di caccia dei Borboni, è la meta preferita dei personaggi famosi e facoltosi (anche David Beckham e famiglia risiedevano qui). Uscendo dall'autostrada, e sotto il vigile occhio della locale polizia privata, si impone il ristorante Manzoni, aperto di recente. La porta scorrevole si apre, consegniamo i soprabiti e si dischiude davanti a noi un ambiente dai toni tenui, elegante, di una raffinata rilassatezza con copiose tende rosse e leggere fonti di luce. Da segnalare che il Manzoni, l'ultimo nato della catena 'Vips”, è stato battezzato da tre padrini d'eccezione: il disegnatore e architetto francese Bruno Borrione, lo chef spagnolo Miguel Rosa e il suo compatriota, l'esperto enologo Juancho Asenjo.

Ci accomodiamo su confortevoli poltroncine, in un ampio tavolo nel centro della sala, e dopo aver esplorato il ricco menu, decidiamo affidarci completamente ai suggerimenti dello chef e della sommelier. La tavola è graziosamente adornata e i differenti tipi di pani, artigianali e policromatici, attendono golosi il primo antipasto: una rinfrescante insalata di mosciame di Carloforte con avocado e finocchietto. L'accostamento è inusuale ma eccezionale: il sapore è leggero e rinfrescante. Ingentiliti da citriche gocce di lime, l'avocado e il finocchio aggraziano la forza delle fettine di tonno affumicato provenienti dal piccolo borgo sardo sudorientale. Altamente consigliabile per chi vuole provare sapori nuovi. Proprio la ricercatezza della combinazione tra prodotti d'alta qualità italiana con sapori 'esotici” è una caratteristica di chi, come in questo caso, assume il rischio di rivisitare una delle gastronomie più apprezzate, aggiungendo un personale tocco estroso. L'eccellenza dei prodotti, sia italiani sia spagnoli, è notevole, e, indipendentemente dal gusto personale, è inconfondibile. La cura globale del dettaglio rende il soggiorno culinario soddisfacente e gradevole.

Come secondo antipasto, un sublime fiore di zucca ripieno di speck e fontina. I tre ingredienti si fondono armoniosamente, con un'altalena di sapori forti e delicati che rendono la pietanza un must da provare assolutamente! Gli antipasti e i tre assaggi di primi, sono accompagnati da un eccellente Ca' de l Bosco (Docg) della Franciacorta che soddisfa ampiamente anche i sommelier più severi. è uno spumantino composto dalle uve chardonnay, pinot bianco e nero, accattivante, delicato e squisito che non solo non nasconde i sapori ma incita le pietanze ad esaltarsi.

Ancora coccolati dal perlage, vengono serviti i primi: un risotto ai funghi porcini; agnolotti ripieni di gamberetti e rucola; gnocchi al radicchio trevigiano con burro e salvia. Il risotto è equilibrato, delicato ma forte con una cottura perfetta, invidiabile. Gli agnolotti fatti a mano nascondono un ripieno saporitissimo e vengono accompagnati da un freschissimo gamberone ai ferri. Purtroppo, la salsetta che l'accompagna ci sembra leggermente arrogante e non rende giustizia alla farcia. Infine, gli artigianali gnocchi lavorati con radicchio e amalgamati da burro e salvia. Una ricetta semplice ma a volte la semplicità è cosi difficile da ottenere! Il risultato è da standing ovation!

Sazi ma incuriositi, aspettiamo i secondi sorseggiando un leggero Cannonau e sulla tavola arrivano due capolavori dello chef: un branzino selvaggio con composta di melanzane e un tonno con confettura di pomodoro e pomodori verdi fritti. Ambedue i secondi racchiudono l'ancor intatto sapor salmastro. Il branzino è vellutato, la mistura di melanzane e delle gentili verdurine sono garbate dame di compagnia: l'alchimia c'è e la fantasia dello chef è premiata. Invece, il tonno leggermente scottato da ambedue i lati è protetto da una succulenta marmellatina di pomodoro. è un piacere tagliare col coltello la morbida carne per apprezzarne le sfumature rosso violacee.

Infine, passiamo ai dessert scegliendo un dolce soufflé di cacao con gelato artigianale al pistacchio e una morbida cheese cake italiana di formaggio fresco con salsa ai lamponi. Deliziosi entrambi e perfettamente innaffiati da un moscato d'Asti Vigna senza Nome (Docg). Contentissimi e appagati, ordiniamo il caffè, e la casa ci invita a un liquore a base di grappa di mirtillo, omaggiato con delle sottili tegole di mandorla e piccoli tartufi di cioccolato caserecci.

L'esperienza è altamente gratificante e la si può consigliare senza ombra di dubbio. Risulta per lo meno originale che uno dei migliori ristoranti italiani abbia chef, sommelier e personale spagnolo. Giustamente, elevata qualità, servizio professionale, cura del dettaglio, ingredienti freschissimi, vini superbi e l'illustre ubicazione hanno un prezzo da pagare. Il nostro? 80 euro a persona. Vi domanderete: molto o poco? Ai posteri l'ardua sentenza.


Ristorante Manzoni
Calle Estafeta 4, 28109 Alcobendas (Madrid, Spagna)