BERGAMO - Com'è noto sono sardo di nascita ma bergamasco di adozione. In questi luoghi risiedo con la mia famiglia da più di 40 anni, a Capriate San Gervasio (Bg), e qui ho prestato la mia attività in molti locali. In diverse occasioni mi è stata conferita la cittadinanza onoraria e questo mi ha sempre fatto molto piacere, anche se non posso dimenticare che le mie radici sono altrove perchè sono isolano in primo luogo e poi italiano di Bergamo.

Ma non è di me che vorrei parlare e queste poche righe servono a introdurre il mio affetto per queste terre. Desidero parlare della ristorazione bergamasca, cioè di questo territorio lombardo che considero, nella sua gastronomia, una 'piccola Lione”. Gli esempi che la rappresentano sono tanti e significativi.

Da Vittorio di Brusaporto (nella foto a sinistra), ad esempio, di Enrico e Roberto Cerea (3 stelle Michelin), era prima il ”localissimo” di Bergamo. Con il terzo fratello Francesco e il capostipite salito in cielo, prima di andarvi a gustare i piatti di pesce e carne, i buffet di dolci e la ristorazione di qualità si andava a bere il bianchino (www.davittorio.com).

Lo stesso discorso vale per altri locali stellati, come la Taverna del Colleoni in Piazza Grande (il ritrovo più 'in” della città e anche meta obbligata per chi ama la buona cucina), quello di Pierangelo Cornaro, situato nel Palazzo dei Podestà Veneti ristrutturato dal Bramante (www.colleonidellangelo.com).

Così per il piccolo ma delizioso Albergo Ristorante Agnello d'oro (nella foto a destra) dell'intramontabile Pino Capozzi, attualmente gestito dal figlio (www.agnellodoro.it).

Come emozionante è la cucina che si incontra da Lio Pellegrini (accanto alla prestigiosa Accademia Carrara) dove il pesce la fa da padrone lasciando emergere qui e là nel menu le origini toscane di Lio. Ama cucinare il piccione, i crostacei, il basilico e le uova, non ama cucinare cacao e cioccolato nei piatti salati e niente olio d'oliva nei dessert. La carta dei vini ampia e ben costruita (nella foto a sinistra) (www.liopellegrini.it).

Un locale romantico e una cucina che sveglia i sensi è quella dell'Osteria di via Solata, a Bergamo Alta, anche se chiamarla osteria è solo un modo di dire. Qui lavora lo chef Ezio Gritti, uno dei grandi cuochi orobici. Tra le sue passioni c'è il foie gras, che non manca mai nel menu (www.osteriaviasolata.it).

Fra le osterie non si può dimenticare quella Antica Osteria dei Camelì (nella foto a destra), situata in una elegante corte lombarda del ‘500 ad Ambivere, piccolo centro vicino al capoluogo in direzione Lecco. Il locale è gestito dalla famiglia Rota, Camillo in sala e Fernanda con Loredana Vescovi in cucina, che proseguono una tradizione familiare più che centenaria e di qualità (www.anticaosteriadeicameli.it).

La dinastia dei Frosio (nella foto a sinistra) ad Almè rifocilla da almeno un secolo chi passa da queste parti all'imbocco della Val Brembana. Due dei cinque fratelli, (gli altri sono al timone di locali diversi) Paolo e Camillo, dal 1990 curano questo locale con quattro piccole sale ricavate in una villa seicentesca a 10 km dal capoluogo. Paolo come chef si è formato nell'alta ristorazione americana, Camillo, il sommelier, è uno che ama oscillare da Almè alla Borgogna da dove torna con vini pregiati (www.frosioristoranti.it).

La Brughiera di Villa d'Almè è un antico casolare di campagna situato in un ambiente raffinato e di grande fascino. Stefano Arrigoni, il patron, e l'aiuto di cucina Paolo Benigni, hanno creato un locale che non tradisce le sue origini e offrono proposte gastronomiche che convincono per la qualità delle materie prime, per le cotture e per gli abbinamenti genuini e delicati (www.osteriadellabrughiera.it).

Il Ristofante (nella foto a destra) di Alzano Lombardo è uno dei locali cult della provincia e uno se ne accorge subito all'entrata: l'ambiente è raffinato, gli arredi caldi, le luci soffuse per creare un'atmosfera rilassante che ben predispone all'incontro con la cucina della tradizione proposta con rivisitazioni personali (www.ristofante.it).

Altri esempi, ma l'elenco sarebbe interminabile, sono rappresentati dalla Vineria Cozzi sulla corsarola (passeggiata), come viene chiamata dagli abitanti di Bergamo Alta. In omaggio alla prima gestione ha conservato non solo il nome, Cozzi, ma anche (caso raro in città) gli arredi originali. E se il locale è rimasto volutamente inalterato nella sua struttura storica, il giardino interno dove vengono apparecchiati i tavoli si presenta con sempre nuove scenografie affinché tanto d'estate quanto d'inverno anche l'occhio abbia la sua parte (www.vineriacozzi.it).

Altri locali che meritano una citazione, e che solo per mancanza di spazio non possiamo farlo, sono il Roof Garden Restaurant dell'Hotel Excelsior (www.roofgardenrestaurant.it), l'Enoteca di Porta Osio (www.portaosio.net) e i ristoranti San Martino di Treviglio (www.sanmartinotreviglio.it) e Anteprima a Chiuduno (www.ristoranteanteprima.it).