A Bagnoregio, la "città che muore" vive la cucina di una volta di Alma Civita
Questo ristorante è un sogno realizzato dai Rocchi, ex titolari di 5 dei 7 frantoi che qualche decennio fa erano a Civita di Bagnoregio, ed ex commercianti dei prodotti tipici della Tuscia prodotti nell'azienda di famiglia. È solo il meglio, quindi, che entra in una cucina che è quella di una volta
Vale la pena di voltare le spalle alla città eterna e con un'ora di macchina raggiungere un luogo davvero fuori dal mondo, Civita di Bagnoregio (Vt), e gustare i piatti della Tuscia in una struttura etrusca. Parliano del ristorante-locanda Alma Civita, dalle pareti di sasso e una cisterna ipogea etrusca, ora cantina profumata di vino e di mele cotogne, gestita dalla famiglia Rocchi: mamma, papà, Alessandra e Maurizio, presente in questo storico borgo da 500 anni. Ci si arriva a piedi, traversando un ponte, e questo già prepara allo spettacolo, quasi una scenografia teatrale fatta di mura medievali e torri, di pietre corrose dal tempo. Alma Civita nasce dalla ristrutturazione più che rispettosa di una torre di difesa edificata su una cisterna estrusca e nulla, nè arredi nè mise en place, distoglie dal fascino della storia.
La cucina è quella di una volta, a cominciare dalla zuppe di erbe spontanee che si arricchivano con pane raffermo e con una filino in croce d'olio, come quelle di castagne e ceci, di fagioli e finocchietto, di borragine e di salvia. Oggi il rispetto della tradizione concede molto all'abbondanza e alla cucina della festa: oltre alle bruschette con l'olio e l'aglio si può cominciare questo viaggio gastronomico a ritroso con la pappa al pomodoro o con la vera panzanella: solo pane e verdure dell'orto, olio sale e aceto, o con i salumi locali: prosciutto tagliato a coltello, salami e salsicce seccate al camino. Non si serve pasta che non sia fatta in casa, dai pici al tartufo scorzone alle tagliatelle funghi porcini e salsiccia, dai tagliolini al pomodoro agli gnocchetti.
Molti secondi sfrigolano alla brace, sempre accesa: dal capocollo di maiale alle verdure, dalle bistecche alle salsicce. è da provare anche un'originale arista all'arancia e al pepe verde, brevettata da Alessandra, che accoglie gli ospiti. Tradizione anche nel dessert: c'è persino una torta dolce fatta con i fagioli borlotti, la cui inconsueta ricetta si perde nella notte dei tempi. Ottimi i rotoli con i fichi e le torte rustiche di mele o di frutti di bosco o di stagione.Questo ristorante è un sogno realizzato dai Rocchi, ex titolari di 5 dei 7 frantoi che qualche decennio fa erano a Civita di Bagnoregio, ed ex commercianti dei prodotti tipici della Tuscia prodotti nell'azienda di famiglia. è solo il meglio, quindi, che entra in cucina. è la stagionalità che fa il menu e a fare la carta dei vini sono le migliori etichette della Tuscia. Nei mesi freddi Alma Civita è aperta solo a pranzo ma offre la possibilità di un aperitivo al tramonto con vista sulla valle dei Calanchi, prima di varcare di nuovo il ponte e tornare tra la pazza folla. Un'esperienza da consigliare, che lascia il segno, con un costo davvero modesto: 25-30 euro.
ALMA CIVITA
Via della Provvidenza - 01022 Civita di Bagnoregio (Vt)
Tel 0761 792415


