Il cuore di Napoli Da Ninì. Il fascino del "ristorantino" di Bacoli
La location è suggestiva: sul porticciolo di Bacoli (Na), a destra il castello di Baia e Monte di Procida, a sinistra Lucrino e di fronte il mare. Di impronta genuinamente mediterranea, il locale è arricchito con complementi di arredo manufatti da artigiano tunisino. In tavola pesce freschissimo
Fu area degradata. Adesso, da poco meno di un decennio, sebbene tra le molte difficoltà, sta vivendo una sua pregevole ricomposizione e sta recuperando il suo fascino che le proviene anche da un vissuto intenso che sfiora i tre millenni di storia.Stiamo parlando dei Campi Flegrei, l'area vulcanica ad ovest del capoluogo partenopeo. Qui si vive la storia: è area archeologica all'aperto che non ha eguali al mondo. Letteralmente ci sono case abitate che poggiano su sostruzioni di templi di ventisette secoli addietro.
Tre laghetti: Fusaro, Lucrino, Averno. Cuma con il suo antro e la sua Sibilla.
Pozzuoli, il porto più importante della romanità; sorta di snodo intermodale laddove le merci provenienti da tutto il mondo conosciuto raggiungevano l'Urbe attraverso quell'arteria a scorrimento veloce che era la Domiziana che a sua volta, nei pressi di Minturno, fluiva nell'Appia.
Il rinascimento flegreo molto deve anche a Malazè, associazione che eponima anche un evento di archeogastronomia che si svolge nel mese di settembre. Ne è anima e ne è vettore trainante Rosario Mattera.
La ristorazione flegrea ha voluto quasi sempre coniugare il business dei grandi numeri, con ristoranti storici commutati a 'matrimonifici” con la fama di cucina marinara mediante uso del pescato locale. Nel tempo il pescato locale, al netto dei frutti di mare che qui stabulano in stabulario ben condotto, è divenuto favola.
Lodevoli le eccezioni. Tra queste annoveriamo certamente una new entry: 'Da Ninì, il ristorantino”. La location è di struggente fascino: sul porticciolo di Bacoli (Na), a destra il castello di Baia, e Monte di Procida, a sinistra Lucrino e di fronte il placido mare. Se poi è plenilunio...
Mimmo ed Ilaria (Ninì) coppia affiatata nella vita e nel nuovo locale. Mimmo governa la sala e gli approvvigionamenti a filiera corta. Dalla barca del pescatore di fiducia direttamente alla cucina.
Cucina, affidata alle abili competenze del cuoco Enzo e supervisionata dalla bravissima Ilaria che, laurea in lingue, mette tutta la sua passione e tutta la sua evolvente competenza nel tratteggiare una cucina di esemplare mediterraneità.
Di impronta genuinamente mediterranea il locale, con complementi di arredo manufatti da artigiano tunisino. Anche i bei piatti, su input di Ilaria, sono manufatti in Tunisia. Quaranta i posti a sedere, in due belle e linde sale. Da maggio ad ottobre la disponibilità raddoppia grazie ad un attrezzato spazio esterno. In sala coadiuva il bravo Vittorio.
Il menu è prevalentemente funzione del pescato locale. Ci siamo deliziati con successione di antipasti, dal fiore di zucca con farcia di ricotta vaccina, alla bruschetta con pesto di cozze. Ben riuscita anche una preparazione di riso venere con striscioline di seppie. Delizioso un calamaro la cui farcia è costituita da ciò che nel periodo natalizio sulle tavole napoletane è la cosiddetta insalata di rinforzo. Buono il polpo all'insalata e le frittelle di alghe.Il cuoco Enzo tocca la vetta con un primo piatto impeccabile: scialatielli alle vongole. Piatto trattato in rosso, ovvero con mirata presenza di saporito pomodoro. Il tocco in più dello scampo, a dire il vero, lo avremmo evitato. Per esecuzione è piatto da dieci e lode. A seguire un altro ottimo primo: tagliatelle con pesce spada.
I secondi, lo si ribadisce, sono funzione del pescato: cuocci, saraghi e, sontuosa e ben eseguita, una bella e buona frittura di pesce di paranza.
In tutto ciò si abbinano vini non banali. Si è cominciato con un Franciacort rosè per proseguire con un Pietra Brox dei Giardini Arimei, per concludere, sempre da vigneti ischitani attingendo, con un Passito secco di Ischia, poggiato su una pregevole (ed abbondante) fetta di pastiera.
Per tale dovizioso pasto, vini inclusi, il conto è di commovente onestà: non eccede i 30 euro. è così che si scongiura la crisi e si rende merito al value for money. Encomiabile la bravura di Ilaria e di Mimmo. Virtuosamente contagioso il loro entusiasmo. è ristorante vocato, stante l'armonia dei suoi pregi, a sicuro successo di esigente ed avveduta clientela.
Da Ninì, il ristorantino
molo di Bacoli - 80070 Bacoli (Na)
Chiuso il lunedì. Dal martedì al venerdì aperto solo a cena.
Il sabato sia a pranzo sia a cena. La domenica solo a pranzo.

