Le Macine a Benevento. Nel piatto gusto ed eleganza
A Le Macine raffinate creazioni con ingredienti delle cucine internazionali convivono nel menu, accanto ai piatti unici delle tradizioni contadine, in un equilibrio perfetto grazie all'abilità dello chef Angelo D'Amico. La carta dei vini contiene una selezione dei migliori vini locali e nazionali
Il rinascimento enogastronomico campano ha nel Sannio il suo vettore trainante. Oltre al vino, il Sannio ha la maggiore superficie vitata della Campania, ciò è frutto della bontà del territorio, prodigo ovunque di prodotti, magari di nicchia ma certamente di indubbia eccellenza, e della tenace volontà della gente sannita: fiera, orgogliosa delle proprie radici, temeraria nel saper raccogliere ardimentose sfide.La ristorazione sannita è, giammai casualmente, in piena sintonia con questa virtuosa tendenza e una delle sue realtà più interessanti, tra le più liete delle scoperte, è proprio nel capoluogo, il ristorante Le Macine a Benevento, chef il valente e giovane Angelo D'Amico, sannita puro.
Per come ancora (e a torto) la ristorazione annessa alla ricettività alberghiera viene accolta con il pregiudizio della qualità mediocre, diciamo che il primo ostacolo che si presenta al ristorante Le Macine è la sua location all'interno dell'albergo Il Molino. Trattasi di albergo riattato dal plesso del preesistente pastificio Rummo. La dinastia imprenditoriale dei Rummo, pastai, è proprietaria della composita attività. Lavori architettonici eseguiti con bravura tale che ne sortisce dimora da stile suo proprio, con suo originale fascino e con comfort tale da meritargli ampiamente la classificazione ufficiale a quattro stelle. Albergo e ristorante hanno principiato la loro attività appena lo scorso gennaio.
Lo chef Angelo D'Amico, sannita di Frasso Telesino, ben memore, a fronte dei suoi trascorsi, di quanto importante sia l'abilità e la coesione delle brigate di sala e di cucina, ha creato intorno a sé un team affiatato, valoroso, compatto ed appassionato. In sala si alternano i maître Ascanio e Giancarlo, coadiuvati da Katia e Gianluca. In cucina i cuochi sono Assunto, Lorenzo e Teo.
La cucina dello chef Angelo è trionfo gioioso di passione, talento e grande tecnica, innervati sul possente ordito della forte valenza territoriale qui interpretata in maniera tale che il caustico km zero non divenga gabbia.
Pertanto ricerca meticolosa dell'eccellenza agroalimentare del Sannio ed apertura grande verso eccellenze riconosciute che, semplicemente e naturalmente, sannite non sono. L'armonioso evolversi delle stagioni è metronomo saggio del succedersi delle proposte a menu.
Cenare a Le Macine, lasciarsi consigliare dalla suadenza di Angelo, è vivere ciò che il cliente desidera allorquando si reca in un ristorante: una memorabile esperienza cognitiva ed emozionale. La sala è ampia e molto ben arredata con tavoli ampi e ben distanziati tra loro. Si giuoca sui colori panna, grigio.

Il benvenuto dalla cucina si sostanzia in due mousse di lardo, una al peperoncino e una al tartufo bianco di Ceppaloni; a seguire un uovo cotto a bassa temperatura con trippa di vitello su giaciglio di fagioli di Prata. Nel contempo arrivano i pani, tutti fatti da Angelo, taralli inclusi. Angelo ha il forno nel suo vissuto d'infanzia: la nonna era fornaia a Frasso Telesino.
Si compie la scelta del vino. Plauso al maître Giancarlo che seppe consigliarci il Prestige Rosée, spumante charmat da uve Aglianico della sannita Masseria Frattasi, in quel di Montesarchio. è successione di calici che egregiamente ha accompagnato tutta la doviziosa cena senza mai sopraffare, senza mai arrancare.
Successione di assaggini di ben quattro antipasti. Cannolini di vitello freddo ripieni di ricotta del Taburno con salsa di capperi di Pantelleria ed insalatina di campo. Delicata presenza della cipolla di Bonea. Crostone di pane cafone e salsiccia di calamaro in salsa alla pizzaiola. Qui prorompe il talento creativo di Angelo e la sua grande bravura nel lavorare pesce di assoluta freschezza. è sinfonia di ingredienti.
Durante lo scorso mese di ottobre a Le Macine non è stato proposto pesce a causa del fermo pesca che ha interessato il Tirreno. Cubi di Marchigiana avvolti nel Lardo di maiale nero casertano con pistacchi di Bronte Dop e porri croccanti in salsa al mosto cotto. Eccellenza per costruzione della portata e per levitazione armonica di contrasti di sapore che qui generano alta gradevolezza al palato. Le carni che tratta Angelo provengono da Sabatino Cillo, attore importante del rinascimento enogastronomico sannita. Millefoglie di tonno cotto al sale verde con carpaccio di verdure ed arance di Sicilia. Ardimento nella ricerca delle prime arance, è piatto elegante.

In sala è ben presente il carrello degli oli sanniti, che già in cucina Angelo adopera sapientemente, calibrando scelta a fronte della pietanza. La scelta del primo anche a fronte di sommesso suggerimento di Angelo, cade su Tortelli di caciocavallo di Castelfranco Miscano in vellutata di pomodorini del piennolo del Vesuvio e basilico. è piatto di orizzonte campano. Lievissima pecca per quel pizzichino di sale in più.
Le paste secche provengono dal pastificio Rummo e assolutamente non è approvvigionamento captive per come la linea a lenta lavorazione del pastificio ha palesemente conseguito elevatissimo standing qualitativo. Le candele, invece, sono del pastificio Vicedomini.
I due secondi evidenziano ancora e maggiormente sia l'abilità di Angelo nel lavorare con pari elevatissima capacità sia carne che pesce, sia la sua abilità nella preparazione del piatto che in virtù di ciò, ed in coerenza con la suddetta esperienza emozionale, lo si comincia a degustare con gli occhi.
Dal pescato, frittura di paranza su insalatina di patate con salsa al limone; dall'aia, maialino (fornito da Cillo) fondente con purea di ceci piccanti e friarielli. è piatto di assoluta grandezza. La piccola pasticceria ante-dessert è costituita da nudi, da meringhe, da madeleine. Arrivati al dessert, Angelo propone la sua versione di montblanc fatto con le castagne di Montella (Av) Igp. Di minore cremosità rispetto all'aduso, ha maggiore compattezza e sembianza di zuccotto: è eccellente. Soltanto adesso il rosé da uve aglianico in purezza da noi si accomiata e compare, quasi a voler testimoniare che il retaggio longobardo è ancora vivo con il suo esoterismo notturno popolato da streghe, bottiglia del vero liquore Strega: un tocco di giallo intenso dopo caleidoscopi di colori. Il conto medio, al netto del vino, è di circa 40 euro.
Angelo D'Amico è all'inizio di un percorso volto a suggellare la presenza di ristorazione di vetta nel capoluogo sannita. è challenge di non poco conto e uno soltanto potrebbe essere il pericolo pernicioso: la fretta nel raggiungere fama e successo. Ciò gli arriderà certamente, per come certo è che l'unica proposta vincente nella ristorazione è quella non solo della qualità ma della tensione costante all'eccellenza qualitativa. E Angelo, prode e giovane, ha tutte le carte in regola!
Le Macine (ristorante dell'hotel Il Molino)
Via dei Mulini 48, Benevento
Tel 0824 311213
Aperto a cena dal lunedì al sabato e a pranzo la domenica
Gli altri giorni aperto a pranzo solo su prenotazione

