Gallipoli, conto troppo salato? Famiglia milanese denuncia ristorante
Chiesti 160 euro per due chili di pesce, la famiglia si ribella presentando un esposto alla Guardia di finanza e inviando una lettera al ministro del Turismo Brambilla per segnalare l’accaduto.Il titolare del ristorante "incriminato", il Ritrò: «Prezzo non scritto, abbiamo corretto l'errore»
Conto troppo salato al ristorante, i clienti non ci stanno e si ribellano. è successo venerdì 11 agosto nel ristorante Ritrò, nel centro storico di Gallipoli (Le). La famiglia milanese Rola dopo aver visto lo scontrino di centosessanta euro per due chili di pesce ha presentato un esposto alla Guardia di finanza e ha inviato una lettera alla ministra del Turismo, Michela Brambilla per segnalare l'accaduto.«Noi siamo rimasti davvero senza parole per il trattamento ricevuto - racconta Sabrina Rola - quel ristorante c'era stato pure consigliato da un amico del posto, ma siamo rimasti davvero delusi per il trattamento». Sotto accusa il conto finale: 312 euro per 11 persone, per una cena con antipasti, primi, secondi, un contorno e caffè. A fare scatenare la protesta il prezzo del pesce. «Ci è sembrato davvero esagerato - spiega Rola - due chili di pesce sono costati 160 euro. E non si trattava di aragoste, astici o ostriche, ma solo di una piccola orata e un dentice, d'altronde cotti al forno e con olive denocciolate e patate, pure crude, come contorno, quindi senza nessuna cura nella preparazione. Allora abbiamo chiesto spiegazioni al titolare che si è dimostrato molto arrogante nei nostri confronti». La famiglia Rola ha quindi allertato la Guardia di finanza per denunciare il ristorante.
«Sul menu non era indicato il prezzo al chilo - continua Sabrina Rola - e questa è già una prima mancanza. Solo dopo, quando abbiamo protestato, il titolare ci ha tolto 40 euro dal conto, chiaro segno che era palesemente in torto». I turisti milanesi non nascondono la loro delusione. «è la prima volta che siamo venuti qui in Puglia - continua -, nulla da dire sui posti che sono meravigliosi, ma questo genere di trattamento non ce lo aspettavamo proprio. Abbiamo segnalato il caso al ministro proprio perché non si trattano in questa maniera i turisti. Questo è un danno per chi lavora onestamente e quindi occorre trovare una soluzione molto seria a questo genere di comportamenti». «Siamo davvero dispiaciuti per quanto accaduto, ma le accuse che ci sono state fatte sono ingiustificate. Abbiamo fatto di tutto per venire incontro alle esigenze di questi clienti, come facciamo con tutti». I titolari del Ritrò di Gallipoli respingono le denunce. «L'unica nostra colpa - spiegano - è che non avevamo indicato il prezzo del pesce. E abbiamo subito rimediato. Ma noi non abbiamo maggiorato alcun costo. Il pesce lo compriamo fresco ogni giorno e invece ci hanno accusato persino che avessimo servito prodotti di allevamento».
Dopo la presentazione del primo scontrino da 312 euro, il titolare ha controllato il costo del prezzo del pesce a chilo, riscontrando l'errore. Ha quindi allertato i suoi clienti e restituito con le scuse i 40 euro. «D'altronde, questi clienti avevano prenotato alle 20 e 30, ma hanno cominciato a ordinare alle 22 e noi non abbiamo detto nulla - continua -, nonostante quelli fossero tavoli persi. Siamo stati ospitali come lo siamo sempre. Noi siamo nati da operai, non siamo imprenditori, e ci crediamo in quello che facciamo. E fino a ora nessuno si è mai lamentato».

