Estetica e salute al Sakura Sushi. La Cucina orientale di qualità di Roma
Aperto a dicembre 2009 in centro a Roma, il Sakura Sushi propone un menu che sposa equilibrio e armonia con la natura, sensibilità estetica e rigore formale. Una cucina con alto valore nutrizionale, leggera e digeribile, che rispetta il rito delle stagioni nell’utilizzo degli ingredienti
ROMA - Equilibrio e armonia, proporzione e purezza contraddistinguono la filosofia del Sakura Sushi e si ritrovano sia nella cucina sia negli spazi del ristorante di Xia Cui Jie.
Aperto a dicembre 2009 in centro a Roma (piazza di Porta Pia 122-123), il Sakura Sushi propone un menu che sposa equilibrio e armonia con la natura, sensibilità estetica e rigore formale, perché i sensi della vista e del gusto sono inseparabili e complementari e le forme si legano ai sapori e ai colori del cibo, per soddisfare occhi e palato. L'ambiente si distingue per il design dalle linee pulite e leggere, con materiali naturali come il wengé (un albero proveniente dall'Africa tropicale, un'essenza molto dura e di colore scuro a volte con striature gialle molto sottili) e il vetro a definire i diversi spazi dove gustare le prelibatezze nipponiche.

Una cucina con alto valore nutrizionale, leggera e digeribile, che rispetta il rito delle stagioni nell'utilizzo degli ingredienti (Shun No Aj 'il sapore delle stagioni”) e conserva le caratteristiche naturali e nutritive di ogni elemento. Pesci, carni, verdure sono serviti crudi, marinati o appena scottati per esaltarne gusto, forma, colori e le proprietà salutari. Gli alimenti vengono semplicemente accostati, mai miscelati, perché ogni sapore deve mantenere la propria essenza.
La freschezza e la qualità degli ingredienti sono un elemento imprescindibile per il proprietario Xia tanto che, dopo un'accurata ricerca, ha selezionato come fornitore principale per il pesce del Sakura Sushi lo stesso che da anni rifornisce il ristorante di Heinz Beck 'La Pergola” dell'Hotel Cavalieri Hilton di Roma.
Tra le specialità in menù si trovano, secondo disponibilità degli ingredienti, i Kaisen Gyoza (ravioli di frutti di mare), il Maguro Tataki (tonno appena scottato), la Tartara di tonno condita al limone, timo e salsa teriyaki con insalatina selvatica di stagione, i Kaisen Yakiudon (spaghetti giapponesi con frutti di mare saltati) e poi Sashimi (tonno, salmone, cernia, calamaro, orata, pesce spada, capesante, gamberi rossi), Nighiri Sushi (piccoli onigiri di riso conditi con aceto, sale, zucchero e vino di riso dolce, coperti con una fetta di pesce crudo, da intingere nella salsa di soia e wasabi, che si accompagna con un po' di zenzero e si mangia in un boccone), Gunkan (palline di riso modellato in un ovale avvolto in alga nori e guarnito con un mix di ingredienti a piacere) e Uramaki (rotolino di riso e alghe con, a scelta, pesce o verdure). Ogni piatto è il risultato di un'accurata ricerca, di sapori e di estetica.
Spazi diversi per esperienze diverse. All'ingresso si è accolti nello spazio del sushi bar, dove ammirare, in un'atmosfera rilassata e informale, la gestualità rituale del cuoco mentre prepara le sue creazioni. Oppure ci si può accomodare nell'area tatami, se si vuole avere la sensazione di mangiare 'quasi seduti per terra” secondo l'antica tradizione del Sol Levante. Infine si può scegliere la sala con tavolini per gustare i sapori orientali senza rinunciare alla comodità occidentale.
Xia Cui Jie (47 anni) è cinese ed è alla sua prima esperienza come ristoratore. Un percorso atipico e coraggioso quello che ha intrapreso, abbandonando la già ben avviata attività nel commercio per dedicarsi alla sua vera passione, quella per il buon cibo e la buona cucina - giapponese e più in generale orientale ma anche per quella italiana.
Al Sakura Sushi è la presenza di Xia a dare un'impronta di eleganza e raffinatezza pur senza eccesso di formalità. L'accoglienza è, infatti, discreta ma molto attenta. Il personale di sala ha un approccio delicato e familiare, sensibile alla predisposizione del cliente ad aprirsi e conversare sui piatti ma anche sulle tradizioni.
Il Sushi man, il malese Pang King San (34 anni), si è formato in Giappone e ha lavorato in giro per il mondo per prestigiose strutture tra cui il ristorante giapponese 'Nadaman” dell'Hotel Shangri-La a Singapore e in Italia per alcuni tra i migliori ristoranti giapponesi di Milano e Roma.
Il nome del ristorante, Sakura, indica il fiore del ciliegio. Nella tradizione giapponese è legato alla figura del samurai perché, come il grande guerriero muore all'apice della sua forza, così il il fiore del ciliegio, all'apice della sua bellezza, cade. Il fiore di sakura era originariamente di colore bianco ma divenne rosa, come racconta una leggenda giapponese, dopo che l'imperatore ordinò di seppellire sotto quegli alberi i samurai caduti in battaglia. Ogni ciliegio iniziò a nutrirsi del sangue del nobile guerriero sepolto ai suoi piedi e i petali divennero rosa. Per questo motivo il sakura è l'emblema del Samurai.
Aperto a dicembre 2009 in centro a Roma (piazza di Porta Pia 122-123), il Sakura Sushi propone un menu che sposa equilibrio e armonia con la natura, sensibilità estetica e rigore formale, perché i sensi della vista e del gusto sono inseparabili e complementari e le forme si legano ai sapori e ai colori del cibo, per soddisfare occhi e palato. L'ambiente si distingue per il design dalle linee pulite e leggere, con materiali naturali come il wengé (un albero proveniente dall'Africa tropicale, un'essenza molto dura e di colore scuro a volte con striature gialle molto sottili) e il vetro a definire i diversi spazi dove gustare le prelibatezze nipponiche.

Una cucina con alto valore nutrizionale, leggera e digeribile, che rispetta il rito delle stagioni nell'utilizzo degli ingredienti (Shun No Aj 'il sapore delle stagioni”) e conserva le caratteristiche naturali e nutritive di ogni elemento. Pesci, carni, verdure sono serviti crudi, marinati o appena scottati per esaltarne gusto, forma, colori e le proprietà salutari. Gli alimenti vengono semplicemente accostati, mai miscelati, perché ogni sapore deve mantenere la propria essenza.
La freschezza e la qualità degli ingredienti sono un elemento imprescindibile per il proprietario Xia tanto che, dopo un'accurata ricerca, ha selezionato come fornitore principale per il pesce del Sakura Sushi lo stesso che da anni rifornisce il ristorante di Heinz Beck 'La Pergola” dell'Hotel Cavalieri Hilton di Roma.
Tra le specialità in menù si trovano, secondo disponibilità degli ingredienti, i Kaisen Gyoza (ravioli di frutti di mare), il Maguro Tataki (tonno appena scottato), la Tartara di tonno condita al limone, timo e salsa teriyaki con insalatina selvatica di stagione, i Kaisen Yakiudon (spaghetti giapponesi con frutti di mare saltati) e poi Sashimi (tonno, salmone, cernia, calamaro, orata, pesce spada, capesante, gamberi rossi), Nighiri Sushi (piccoli onigiri di riso conditi con aceto, sale, zucchero e vino di riso dolce, coperti con una fetta di pesce crudo, da intingere nella salsa di soia e wasabi, che si accompagna con un po' di zenzero e si mangia in un boccone), Gunkan (palline di riso modellato in un ovale avvolto in alga nori e guarnito con un mix di ingredienti a piacere) e Uramaki (rotolino di riso e alghe con, a scelta, pesce o verdure). Ogni piatto è il risultato di un'accurata ricerca, di sapori e di estetica.
Spazi diversi per esperienze diverse. All'ingresso si è accolti nello spazio del sushi bar, dove ammirare, in un'atmosfera rilassata e informale, la gestualità rituale del cuoco mentre prepara le sue creazioni. Oppure ci si può accomodare nell'area tatami, se si vuole avere la sensazione di mangiare 'quasi seduti per terra” secondo l'antica tradizione del Sol Levante. Infine si può scegliere la sala con tavolini per gustare i sapori orientali senza rinunciare alla comodità occidentale.
Xia Cui Jie (47 anni) è cinese ed è alla sua prima esperienza come ristoratore. Un percorso atipico e coraggioso quello che ha intrapreso, abbandonando la già ben avviata attività nel commercio per dedicarsi alla sua vera passione, quella per il buon cibo e la buona cucina - giapponese e più in generale orientale ma anche per quella italiana.
Al Sakura Sushi è la presenza di Xia a dare un'impronta di eleganza e raffinatezza pur senza eccesso di formalità. L'accoglienza è, infatti, discreta ma molto attenta. Il personale di sala ha un approccio delicato e familiare, sensibile alla predisposizione del cliente ad aprirsi e conversare sui piatti ma anche sulle tradizioni.Il Sushi man, il malese Pang King San (34 anni), si è formato in Giappone e ha lavorato in giro per il mondo per prestigiose strutture tra cui il ristorante giapponese 'Nadaman” dell'Hotel Shangri-La a Singapore e in Italia per alcuni tra i migliori ristoranti giapponesi di Milano e Roma.
Il nome del ristorante, Sakura, indica il fiore del ciliegio. Nella tradizione giapponese è legato alla figura del samurai perché, come il grande guerriero muore all'apice della sua forza, così il il fiore del ciliegio, all'apice della sua bellezza, cade. Il fiore di sakura era originariamente di colore bianco ma divenne rosa, come racconta una leggenda giapponese, dopo che l'imperatore ordinò di seppellire sotto quegli alberi i samurai caduti in battaglia. Ogni ciliegio iniziò a nutrirsi del sangue del nobile guerriero sepolto ai suoi piedi e i petali divennero rosa. Per questo motivo il sakura è l'emblema del Samurai.

