La questione è di quelle annose, ma sempre di attualità. Riprendo l'argomento prendendo spunto dalla sentenza del Tar della Toscana che ha decretato: l'uso dei servizi igienici all'interno dei pubblici esercizi è fornito ai soli clienti e non è a disposizione di tutti i passanti. Il chiarimento può far piacere a tanti gestori di bar e caffè, creerà comunque qualche incertezza in più nel comportamento dei consumatori, ma è chiaro che la norma andrebbe sempre interpretata caso per caso. Il gestore capisce bene quando è il momento di farla rispettare e quando è il caso di chiudere un occhio.

Detto questo - che cioè vale sempre il 'buon senso” - veniamo al lato negativo, alla trascuratezza e alle carenze nelle quali si trovano ancora molti gabinetti di pubblici esercizi. L'esperienza di ognuno lo può confermare: ci sono in Italia ancora troppi wc non all'altezza, che non fanno un buon servizio al cliente e danno una brutta immagine del locale.

Di solito sono in fondo a destra (quando purtroppo non sono 'fuori in cortile”!), ma molto spesso sono troppo angusti, non hanno chiusura alla porta (manca la chiave o il chiavistello è rotto), non hanno all'interno un gancio appendiabiti, talvolta sono ancora con il bagno alla turca, scomodissimo e antiestetico. La pulizia, poi? Il color giallo domina sui sanitari, carta strappata per terra, sapone che è finito, così come le salviettine di carta per asciugarsi. E i lavandini con fotocellula? Una tortura per chi ha fretta di lavarsi le mani e spesso non riesce a farlo o si inonda di acqua.

Personalmente giudico la qualità di un bar o di un ristorante anche da come sono tenuti i servizi igienici. Denotano il rispetto e la sensibilità che il gestore ha verso il cliente. E - vi assicuro - su questo tema c'è ancora molto da migliorare.


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