AVIGNANO (CE) - Di passaggio, ad uso di clientela frettolosa e distratta, certo non è. Siamo nel Casertano, là dove i lontani contrafforti del massiccio matesino, lasciano ben intendere che all'incuria del litorale fa da virtuoso contrappunto un entroterra che per scorci e dolcezza di declivi, a ben altra considerazione turistica potrebbe aspirare. E ciò ancor più se pensiamo a giacimenti enoagroalimentari in gran parte ancora inesplorati.



E allora è necessariamente di destinazione, frutto di complici passaparola, la struttura Casolare Divino, in tenimento di Alvignano (Ce), ma dal paesino ad accorta distanza. Ci accoglie la chef patron, la dolce Maria Mone.

La struttura, sapientemente riattata, dispone di quattro camere (Aglianico, Greco, Fiano, Falanghina) e di una spv. Cos'è una spv? Confesso che è improvvido neologismo dell'istante, ottenuto da contrappasso per analogia. Se chiamo spa un plesso termale, in quanto spa sta per "salus per aquam", allora battezzo e denomino spv una piccola, graziosissima ed efficiente struttura che anela al... salus per vinum! Tinozze per benefica immersione in vino, unguenti da vinacce, saletta relax.
 
La cena è memorabile. E lo è partire da una finezza raramente riscontrabile altrove: l'illustrazione del menu e una sorta di prescelta, che si effettua a salottino prospiciente la sala pranzo, nel mentre che arriva aperitivo costituito da un onesto e vigoroso trebbiano macerato alla frutta, con variazioni di spoon food di ricotta di bufala. A tavola. Altra sorpresina, il benvenuto dalla cucina (la chef Maria Mone è validamente coadiuvata dal giovane aiuto cuoco Davide De Cillis): piccola zucchina con lardo di maialino nero casertano e quenelles di patata con barba di finocchio.

Si opta poi per un primo piatto che ci ha ricordato, e il paragone non è irriverente, un capolavoro di Spigaroli al suo Cavallino bianco di Polesine parmense. Sì, ci siamo deliziati con un taglierino con fave fresche, pecorino e pere, di pressochè perfetta fattura. E che mai più si taccia la bontà del cacio con le pere!

Il secondo consiste in filetto in crosta di noci e pinoli sfumato al pallagrello rosso con reticolo di carciofi. Ad esso abbiniamo, piuttosto che il pallagrello, il suo cugino più burbero e meno attraente alla prima vista: l'austero casavecchia qui proposto nella sua versione beverina: Erta dei Ciliegi '08 di Agricoltori del Casavecchia. L'abbinamento si rivela intrigante e gardevolissimo. I calici si svuotano in conviviale allegria.

Al dessert si compie il ciclo: la ricotta di bufala apparsa con l'aperitivo, qui riappare in preparazione dolce e sostanzia una sontuosa sua mousse con pere e tartufo al cioccolato sbriciolato. Piuttosto che un vino da dessert, preferiamo il sapore deciso del nucillo 'e curti, di difficile reperibilità e qui ben servito. Di encomiabile onestà il conto, di poco inferiore ai cento euro, per due persone.


Il Casolare Divino
via Regina, Alvignano (Ce)
Tel 0823 869932