Il ritorno del tavolo rotondo Al ristorante senza gerarchie
Conviviale perchè nessun commensale rischia di rimanere isolato, romantico perché le coppie non restano divise da scomodi angoli, democratico e comodo. Sono tutti i vantaggi del tavolo rotondo, tornato ampiamente di moda nei locali e nei ristoranti. E questa tendenza sembra trovare subito consensi

Annulla le gerarchie perché non c'è un vero e proprio "capotavola". è conviviale perché la conversazione si intreccia e nessun commensale rischia di rimanere isolato. In più è romantico perché le coppie non restano divise da scomodi angoli e spigoli del tavolo quadrato. Stiamo riassumendo così tutti i vantaggi del tavolo rotondo, tornato ampiamente di moda nei locali... anche se alcuni ristoratori giurano di non aver mai abbandonato questa tendenza.
Come riportato dal Corriere della sera, il tavolo rotondo è democratico e favorisce il dialogo: nei ristoranti la lista per prenotarlo è affollata. «Una volta ti chiamavano per sapere cosa c'era nel menu, oggi vogliono la certezza di cenare al tavolo tondo», dice Alfredo Tomaselli, patron del Bolognese, che a Roma e Milano asseconda da anni il piacere del tavolo circolare. «Il principe Ruspoli era un fanatico e Mario D'Urso cena preferibilmente in tavoli tondi. Quando non riesci ad accontentarli e li sistemi in un tavolo quadrato, i clienti si sentono trattati da serie B». Piace alle comitive, si addice alle coppie ed è adatto per le rimpatriate familiari.
Al ristorante Rigolo di Milano, lo stesso tavolo rotondo è prenotato ogni domenica, da 40 anni, dalla stessa famiglia. «Ha iniziato la bisnonna, oggi siamo arrivati ai pronipoti», dice il proprietario Renato Simoncini. «Mano a mano che la famiglia si allarga il posto a tavola si restringe».
Tanto meglio, perché più la tavola è compressa più la riuscita della conversazione è assicurata. «A tavola si deve stare ben bene appiccicati, a garanzia di una godibile chiacchierata», suggerisce la marchesa Bona Frescobaldi. Le regole del galateo non cambiano, anzi in qualche caso la buona educazione ne guadagna. «Non si alza più di tanto la voce per attirare l'attenzione e i gomiti rimangono sospesi in aria, invece che comodamente adagiati sui bordi».
Intanto anche il termometro sociale Facebook registra la tendenza: nel social network è nato lo sparuto gruppo "Chi rompe per il tavolo rotondo e poi pacca". «Segno concreto di come tra le comitive ormai il tavolo rotondo sia la regola», dice Enrico Roffi, proprietario del ristorante milanese il
Giardinetto. I tavoli rotondi del suo locale ospitano 3, 5 o 7 persone «perché è proprio il numero dispari ad essere problematico», dice Roffi. Tra gli affezionati anche clienti anziani («accostando l'orecchio eliminano i problemi d'udito) e uomini d'affari. «Parlare di business guardandosi in faccia è più rassicurante: e quando l'affare va in porto, per scaramanzia, prenotano per la volta successiva». Dopo l'esordio in sordina nei ristoranti orientali - tra i primi a far sedere la gente in cerchio - ora il nuovo modo di mangiare travalica i confini dell'Oriente. Il ristorante Mandarin di Milano riceve prenotazioni di settimana in settimana per i soli due tavoli tondi disponibili. «Le persone si guardano in faccia ed è più facile "pescare" tutti dallo stesso piatto», dice il proprietario.
E anche Andrea Berton, chef stellato del Trussardi Alla Scala, riconosce la «circolarità» delle vivande grazie al tavolo tondo. «è più facile degustare nei piatti dei vicini senza dare troppo nell'occhio: così ne guadagna il gusto e la familiarità».
Con la filosofia dell'atmosfera rilassata a Rimini è nato il circolo enogastronomico Empty Space, dove i tavoli sono solo tondi: «lo stile èminimal, ma la scelta dei tavoli fa sentire tutti a casa», dicono i proprietari. Anche il dandy-ristoratore Italo Manca asseconda la nuova mania: i due tavoli tondi del suo bistrot "La Libera", vengono prenotati con largo anticipo dai clienti. «La gente si sente in famiglia, come nel cucinotto di casa: è un po' lo specchio della società del tinello, ma va bene così», ironizza Manca, che confida nella buona educazione dei clienti, per non trasgredire troppo alle vecchie regole di Monsignor Della Casa.
«Ma alcuni trucchi ci sono anche nel tavolo tondo», spiegano Ivan e Masa, celebre coppia del catering. «La persona più "importante" della comitiva dovrebbe conquistare la posizione di visuale che domina la stanza. Le signore, invece, dovrebbero volgere le spalle alla sala, per non svelare troppo velocemente la loro identità».
Il galateo a tavola: alcune "dritte" di Monsignor Della Casa
Sedersi a tavola
A un pranzo non ci si siede prima della padrona di casa. Se questa è chiamata d'urgenza a telefono gli uomini presenti accenneranno ad alzarsi, sia al momento in cui si allontana sia quando torna a sedersi.
Contegno del commensale
Si sta seduti eretti, con le gambe raccolte sotto la propria sedia, i gomiti accostati al corpo. Le mani, quando non sono occupate con le posate,vanno messe sul tavolo. Non ci si piega in avanti per mangiare, più del minimo indispensabile: è sempre il boccone che va alla bocca e non viceversa. Non si mangia con avidità, non si mangia a bocca aperta; non si parla a bocca piena. Eventualmente è il signore che versa da bere alla signora che gli sta a fianco e le passa il sale, il pepe, l'olio, ecc.
Tovagliolo
Ogni invitato dispone il tovagliolo sulle sue ginocchia, senza spiegarlo completamente, appena la padrona di casa ne ha dato l'esempio. Quando si è in visita o si è invitati, non lo si ripiega mai alla fine del pasto: lo si posa alla sinistra del piatto, al momento di alzarsi da tavola.
Inizio del pasto
Eccetto per il dessert, si comincia a mangiare senza che la padrona di casa sia stata servita.
Posate
Mentre si sta mangiando, non si appoggiano coltello e forchetta ai bordi del piatto, ma si lasciano nel piatto, e mai in croce. Finito di mangiare si mettono nella posizione di due lancette di orologio che segnino le sei e venticinque circa. Tenete le posate con garbo, non gesticolate brandendole come armi. Se il numero delle posate apparecchiate accanto al piatto vi mette in imbarazzo, osservate questa regola: si comincia da quelle esterne e si procede prendendo quelle interne.
CucchiaioNon lo si impugna, ma lo si tiene verso la cima del manico. Va portato alla bocca di punta, mentre nei Paesi anglosassoni va portato alla bocca di lato. è segno di gran maleducazione fare rumore sorbendo la minestra.
Forchetta
Si tiene correttamente senza appoggiare le dita sui rebbi. Si usa con la destra e le punte rivolte in su. Quando è nella sinistra e nella destra c'è il coltello, le punte vanno rivolte in giù. Con la forchetta non si taglia mai la carne.
Coltello
Non si tiene come una penna. L'indice non deve mai appoggiare sulla lama. Con il coltello non si tagliano: uova, gnocchi, legumi, insalata, dolci, gelati e banane. Il cibo non deve mai essere portato alla bocca con il coltello.
Bicchiere
Quando i bicchieri da vino sono molti, nell'incertezza ci si regola cominciando da sinistra verso destra. Un bicchiere va riempito solo a tre quarti. Non si beve a gran sorsi, rovesciando il capo, e non si assapora il vino schioccando la lingua come fanno gli esperti. "L'acqua serve per la sete, il vino per il piacere": ricordando questo detto non tracannate ma sorseggiate. è bene lasciare un poco nel fondo, anziché svuotare il bicchiere completamente. Non si alza il bicchiere verso chi ci sta versando da bere. Se non si desidera più vino basta un lieve cenno negativo, non si prende il bicchiere dalla parte alta, ci si asciuga la bocca prima e dopo aver bevuto. Le signore cercheranno di non lasciare impronte di rossetto sui bordi.
Pane
Non va mai tagliato, ma si spezza di volta in volta il boccone che si porta alla bocca e non se ne deve staccare uno nuovo prima di aver consumato il precedente. Si deve stare attenti a non sbriciolarlo sulla tovaglia; se non si desidera mangiare la mollica si può metterla in disparte, ma non la si ridurrà poi, distrattamente, in palline. Non si mangia il pane prima della minestra.
Piatto
Non si riempie il proprio piatto; si è sempre in tempo a servirsi una seconda volta. Se è scortese lasciare del cibo sul piatto, è ineducato ripulire quest'ultimo col pane.
Come servirsi
Quando vi servite non fate scivolare le vivande dal vassoio di portata al vostro piatto. Prima di scegliere ciò che è di vostro gradimento, non toccate i vari pezzi tanto meno se si tratta di frutta. Se avete la sgradita sorpresa di cogliere un capello nella minestra, accantonatelo rapidamente con faccia impassibile. In un pranzo importante minestra, insalata, formaggio, frutta non vanno passati due volte.
Come versare da bere
La bottiglia va presa verso il basso. La caraffa va presa per il collo. Non si prende mai in mano il bicchiere della persona che si serve. L'acqua naturale va servita in caraffa e può essere versata nei bicchieri prima che ci si sieda a pranzo. L'acqua minerale va servita nella bottiglia.
Brindisi
Non bere prima degli altri. I brindisi si fanno collettivamente, senza tintinnio di bicchieri.
Suggerimenti vari
Se rovesciate qualcosa siate calmi. Asciugate con discrezione lo schizzo che vi siete fatto ma non chiedete del talco alla padrona di casa. Se essa ve lo offre, ringraziate e procedete con discrezione. Se vi va qualcosa per traverso, non parlate: mettetevi la mano davanti alla bocca e fatevi notare il meno possibile. Parlate alternamente ai vostri vicini: non date palese preferenza alla persona che vi è più simpatica, ignorando l'altra che vi siede a fianco. Non cercate di attaccare discorso con un commensale lontano da voi; non spostatevi all'indietro per conversare alle spalle di chi vi sta a fianco.

