Pasqua “magra” nei ristoranti Prezzi bassi ma clienti in calo
A trascorrere Pasqua e Pasquetta lontano dai fornelli di casa saranno poco più di quattro milioni di persone, cioè il 2,4% in meno delle festività dello scorso anno. In calo sarebbero tutte le tipologie di clientela, soprattutto quella non turistica. Nonostante i prezzi sono ribassati dello 0,9%

Metti una giornata di sole, un ristorante aperto, un prezzo contenuto, voglia di allegria ed ecco come gli italiani vorrebbero servita la Pasqua. Ma a trascorrere la giornata di festa lontano dai fornelli di casa saranno solo poco più di quattro milioni di persone, cioè il 2,4% in meno della Pasqua 2009. In calo sarebbero tutte le tipologie di clientela, in particolare quella non turistica. è quanto emerge dall'indagine condotta dal centro studi Fipe. «La crisi continua a farsi sentire. - ha commentato Alfredo Zini, consigliere delegato Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) - La gente ha voglia di uscire ma sceglie sempre di più gli agriturismi, penalizzando la ristorazione tradizionale».
I prezzi risultano ribassati dello 0,9% rispetto a quelli dello scorso anno. In pratica il pranzo di Pasqua costerà mediamente ai 42,30 euro soprattutto se si sceglierà una nuova formula di menu. La vera novità della Pasqua 2010 è infatti nel menu 'light”, con meno portate ma più ricche. Il ristoratore va incontro alle esigenze del consumatore abbandonando il menu 'tutto compreso” delle grandi abbuffate, in favore di una formula in linea con le esigenze dei nuovi modelli di consumo e di alimentazione. In tal modo, oltre a evitare menu 'preconfezionati” e, quindi rigidi, i ristoratori più avveduti offriranno ai propri clienti, a differenza dei normali pacchetti low-cost, la possibilità di personalizzare a piacere il proprio pasto, compatibilmente con le esigenze organizzative della cucina. La scelta sembra però ricadere ancora sulla pasta tradizionale fatta in casa, agnello, colomba e altri dolci locali.
Il 51,7% dei ristoratori registra però un calo delle prenotazioni e quindi si aspetta un calo anche del fatturato, portando la spesa complessiva sui 176 milioni di euro (-3,3% sul 2009). Solo il 3,4% del campione ha registrato un aumento delle prenotazioni e si aspetta di incassare più dello scorso anno. «Nonostante il periodo di difficoltà economica - fa notare il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani - la Pasqua rimane un momento da dedicare al piacere dello stare assieme, della buona tavola e delle ricette tradizionali».
E se Pasqua fa storcere un po' la bocca, a far tornare un lieve sorriso dovrebbe essere la Pasquetta. Gli oltre due milioni e mezzo di clienti attesi, pressappoco in linea con l'anno precedente sono già una buona notizia, soprattutto se si considera che i 104 milioni di fatturato dell'intero settore (comunque in calo dell'1,5%) sarà realizzato nella giornata dedicata tradizionalmente alla 'scampagnata”. Non manca comunque un 25% di ristoratori pessimisti.
A frequentare i ristoranti saranno soprattutto gruppi di amici. E anche in questo caso il menu fisso da scegliere nel 71% dei ristoranti avrà un costo medio è di 39,90 euro (-1,1% sul 2009).
PASQUA E PASQUETTA 2010 AL RISTORANTE
PREMESSA
Anche quest'anno il Centro studi Fipe ha effettuato un sondaggio su un campione di imprese rappresentativo dell'universo dei ristoranti tradizionali operanti nel nostro Paese (57.550 aziende con oltre 345mila addetti, con esclusione dei ristoranti in hotel, catene, etnici, pizzerie).
L'indagine è stata condotta nel periodo 20-29 marzo 2010 su un campione di 310 imprese mediante questionario trasmesso in via telematica. La novità di quest'anno? Il menu light, con meno portate ma più ricche. Il ristoratore va incontro alle esigenze del consumatore abbandonando il menu 'tutto compreso” delle grandi abbuffate, in favore di una formula in linea con le esigenze dei nuovi modelli di consumo e di alimentazione. In tal modo, oltre a evitare menu 'preconfezionati” e, quindi rigidi, i ristoratori più avveduti offriranno ai propri clienti, a differenza dei normali pacchetti low-cost, la possibilità di personalizzare a piacere il proprio pasto, compatibilmente con le esigenze organizzative della cucina.
PASQUA
Il giorno di Pasqua saranno in attività il 96% dei ristoranti pari a poco più di 55mila unità. Il 51,7% dei ristoranti intervistati è pessimista sia in termini di clientela che di fatturato e si aspetta una Pasqua sottotono rispetto all'anno scorso mentre per il 44,8% i risultati attesi sono sullo stesso livello dell'anno precedente. Una piccola parte si aspetta un miglioramento (3,4%). Il saldo complessivo tra ottimisti e pessimisti è comunque negativo.
Sono attesi poco più di quattro milioni di clienti (il 2,4% in meno rispetto all'anno precedente) per una spesa pari a 176 milioni di euro (-3,3% rispetto alla Pasqua del 2009). Vengono date in flessione tutte le tipologie di clientela in particolare quella non turistica. Al ristorante prevale l'offerta del menu 'tutto compreso” a un prezzo medio di 42,30 euro, pari allo 0,9% in meno rispetto al 2009.
Menu tradizionale in sette ristoranti su dieci. La tradizione è celebrata dalla pasta fatta in casa come primo piatto e l'agnello è il secondo piatto per eccellenza più o meno in ogni regione, anche nei dolci oltre la classica colomba si propongono quelli tipici della regione di appartenenza.






PASQUETTA
Aspettative meno pessimistiche rispetto alla Pasqua, complice probabilmente il fatto che il lunedì dell'Angelo quest'anno capiti a inizio aprile e spinga a sostituire la tradizionale scampagnata a un buon pranzo fuori porta in uno degli oltre 47mila ristoranti in attività il giorno di Pasquetta. Il 62,5% dei ristoratori si aspetta risultati sugli stessi livelli dell'anno scorso, il 12,5% crede in un miglioramento, ma non manca chi si attende risultati negativi (25%).
Sono previsti circa 2,6milioni di clienti (-0,2% sul 2009) per un incasso stimato in poco più di 104 milioni di euro (-1,5% rispetto alla pasquetta dell'anno scorso). L'offerta di menu 'tutto compreso” riguarda il 71% dei ristoranti con un prezzo medio lievemente inferiore a quello dell'anno scorso (39,90 vs. 40,30 euro pari a -1,1%).
Prevalentemente a pasquetta la clientela è composta per il 34,8% da gruppi di amici, prevalentemente di turisti italiani (51,9%) di fascia di età giovane (62%).




In conclusione stimiamo poco meno di 7 milioni i clienti della ristorazione italiana (-1,6% sul 2009) per i pranzi di Pasqua e Pasquetta 2010, per una spesa complessiva di 280 milioni di euro (-2,6% rispetto all'anno precedente).
| CLIENTI | SPESA (EURO) |
Pasqua | 4.166.496 | 176.242.781 |
Pasquetta | 2.611.450 | 104.066.279 |
Totale | 6.777.946 | 280.309.059 |
Aericoli correlati:
Pasqua, vola il turismo ecologico Gli italiani scelgono vacanze verdi
A Pasqua 7 milioni in partenza Dalla Brambilla i 'Buoni vacanze”
Un italiano su quattro pranzerà in agriturismo a Pasqua e Pasquetta

