Ristorante Le Quattro Spezierie. A Lecce l'eleganza gourmet in tavola
Il ristorante Le Quattro Spezierie è una pietra miliare della gastronomia di alta classe. All'interno del Risorgimento Resort di Lecce propone menu stagionali con aromi intensi e una ricca cantina che esalta il meglio della produzione del Salento. In cucina Donato Episcopo, salentino di nascita
LECCE - Lecce è città magica. A Lecce non ci si arriva per caso, non è di transito, dista a sufficienza dai vocianti flussi portuali di Brindisi. E se a Lecce non ci si arriva per caso, mi si dica come è poi possibile capitare a cena per caso in un ristorante di Lecce. Ma certo che no. Ma certo che l'approdo alla cena sarà stato frutto di meditata decisione.
E allora, nel pieno centro della città, laddove durante il week end la movida altrove impazzante qui è molto più garbatamente stop and go di allegra gioventù in giunzione con abbiente fascia di thirty and over, si apre il migliore ristorante della città, Le Quattro Spezierie, annesso al Risorgimento Resort, cinque stelle lusso aperto in autunno 2007 dopo sapiente quanto obbligatorio restauro conservativo. 47 le camere.

Il ristorante, aperto anche agli ospiti che non dimorano nel resort, è ovviamente in sintonia con la sobria eleganza del complesso, dove un lusso non ostentato ma insito, giammai disturba e di certo rallegra e ben predispone a una deliziosa esperienza da vivere a cena.
Lo chef è Donato Episcopo, salentino di nascita che tanto e tanto bene ha girovagato altrove prima di sentirsi orgogliosamente pronto ad assumere il governo di così impegnativo locale nella sua terra. Lo ricordavamo specialmente nelle sue pregresse esperienze campane, alla Casa del Nonno 13 a Mercato San Severino (Sa) ed a Marennà a Sorbo Serpico (Av). Adesso, qui in terra natia, sembra che bene abbia saputo cogliere il challenge che lanciò il grande fiorentino: qui si parrà la tua nobilitade.
L'antipasto è costituito da cuore di carciofo farcito di mursicoli di friselle e ricotta con gamberetti gallipolini appena scottati e ragù di finocchio. Il piatto è ben studiato e bene amalgamato, tuttavia patisce la colpa non sua di rendere problematico abbinamento con pressoché qualsiasi vino.
Si prosegue con il primo: maccheroncini al ferro d'ombrello con guazzetto di scorfano, frutti di mare e pomodorini al pendolo. Qui le savie reminiscenze campane dello chef si colgono nella technicality di fraseggio armonico tra i frutti di mare ed i pomodorini. Un ottimo rosato del Salento, che qui volutamente lasciamo anonimizzato (by Cantine De Falco) perché ne parleremo diffusamente altrove, comincia a mostrarsi a suo agio e allegramente traina questa portata verso la successiva: filetti di sgombro farciti di caciotta primosale leccese, pastellati al prezzemolo e parmigiana di bieta.
Bravissimo lo chef; pensate per un attimo alla denominazione del piatto, essa leggendo come declaratoria di ingredienti. Penseremmo, probabilmente, a esecuzione pasticciata con entropica sovrapposizione di sapori, gli uni a rendere debole gli altri con tutti perdenti e nessun vincitore. Ecco, così non è, grazie alla bravura dello chef che ha saputo non solo inventare il piatto ma esso sostanziare con esecuzione pressoché perfetta.
Rischioso un finale in caduta e rischio brillantemente evitato in virtù della proposizione di un dolce sontuoso: tartelletta di frolla al cacao con gelo e crema d'arancia su passata di mele cotogne. Praticamente perfetto. Gran bella cena. Servizio impeccabile, chef da applauso.
Le Quattro Spezierie
Via Augusto Imperatore 19, Lecce
Tel 0832 246311
E allora, nel pieno centro della città, laddove durante il week end la movida altrove impazzante qui è molto più garbatamente stop and go di allegra gioventù in giunzione con abbiente fascia di thirty and over, si apre il migliore ristorante della città, Le Quattro Spezierie, annesso al Risorgimento Resort, cinque stelle lusso aperto in autunno 2007 dopo sapiente quanto obbligatorio restauro conservativo. 47 le camere.

Il ristorante, aperto anche agli ospiti che non dimorano nel resort, è ovviamente in sintonia con la sobria eleganza del complesso, dove un lusso non ostentato ma insito, giammai disturba e di certo rallegra e ben predispone a una deliziosa esperienza da vivere a cena.
Lo chef è Donato Episcopo, salentino di nascita che tanto e tanto bene ha girovagato altrove prima di sentirsi orgogliosamente pronto ad assumere il governo di così impegnativo locale nella sua terra. Lo ricordavamo specialmente nelle sue pregresse esperienze campane, alla Casa del Nonno 13 a Mercato San Severino (Sa) ed a Marennà a Sorbo Serpico (Av). Adesso, qui in terra natia, sembra che bene abbia saputo cogliere il challenge che lanciò il grande fiorentino: qui si parrà la tua nobilitade.
L'antipasto è costituito da cuore di carciofo farcito di mursicoli di friselle e ricotta con gamberetti gallipolini appena scottati e ragù di finocchio. Il piatto è ben studiato e bene amalgamato, tuttavia patisce la colpa non sua di rendere problematico abbinamento con pressoché qualsiasi vino.
Si prosegue con il primo: maccheroncini al ferro d'ombrello con guazzetto di scorfano, frutti di mare e pomodorini al pendolo. Qui le savie reminiscenze campane dello chef si colgono nella technicality di fraseggio armonico tra i frutti di mare ed i pomodorini. Un ottimo rosato del Salento, che qui volutamente lasciamo anonimizzato (by Cantine De Falco) perché ne parleremo diffusamente altrove, comincia a mostrarsi a suo agio e allegramente traina questa portata verso la successiva: filetti di sgombro farciti di caciotta primosale leccese, pastellati al prezzemolo e parmigiana di bieta.
Bravissimo lo chef; pensate per un attimo alla denominazione del piatto, essa leggendo come declaratoria di ingredienti. Penseremmo, probabilmente, a esecuzione pasticciata con entropica sovrapposizione di sapori, gli uni a rendere debole gli altri con tutti perdenti e nessun vincitore. Ecco, così non è, grazie alla bravura dello chef che ha saputo non solo inventare il piatto ma esso sostanziare con esecuzione pressoché perfetta.
Rischioso un finale in caduta e rischio brillantemente evitato in virtù della proposizione di un dolce sontuoso: tartelletta di frolla al cacao con gelo e crema d'arancia su passata di mele cotogne. Praticamente perfetto. Gran bella cena. Servizio impeccabile, chef da applauso.
Le Quattro Spezierie
Via Augusto Imperatore 19, Lecce
Tel 0832 246311

