MADRID - Totò e Peppino a Madrid. è un vecchio film? «Ma mi faccia il piacere!». è la trattoria ideale per chiunque voglia scoprire o rivivere le emozioni della verace cucina napoletana, in un inconfondibile pittoresco scenario partenopeo.

«...Per andare, dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?...»: quante volte abbiamo sentito questa celebre frase. E se invece del 'ghisa” meneghino la rivolgessimo all'italiano più famoso di Madrid? Omaggiato con una marmorea statua situata sopra un obelisco a quasi 20 metri di altezza, inaugurata il giorno del quadricentenario della scoperta dell'America (12 ottobre 1892), Cristoforo Colombo (Cristóbal Colón in spagnolo), dominando la sua omonima piazza, ci indicherebbe un posto a due passi: la 'Pizzeria-Trattoria Totò e Peppino”.

L'entrata è allegra: adornata con un'insegna di legno e decorata con i patriottici colori. Il patron Salvatore (proprietario col fratello Raffaele) ci accoglie dalla sua particolare reception e ci accompagna a un tavolo da dove possiamo scorgere il forno a legna, reale simbolo della autentica cucina partenopea, e sopra di esso una inequivocabile legnacea targa ''O Pizzaiuolo”.

Il ristorante che si sviluppa su due piani è decorato da ritratti ed effigi di illustrissimi personaggi ambasciatori della sana napoletanità : oltre ovviamente alla famosa coppia che battezza il posto, troviamo, tra gli altri, Massimo Troisi, Edoardo de Filippo e frammenti di giornali che ricordano i gloriosi fasti calcistici del Napoli. Inoltre, come coerente sottofondo, musica a basso volume di Carosone e Murolo. Cosi vivo, il locale è accogliente e famigliare, si respira un ambiente rustico con un tocco di classe.

Accompagnati da un bicchiere di Trebbiano che non defrauda le nostre aspettative (la nuova carta dei vini sarà pronta a breve), ci addentriamo nel viaggio gastronomico partendo da un prelibata zuppa di vongole e fagioli. I cannellini si sposano ben volentieri con i freschi molluschi, l'intingolo è delizioso e, sebbene ci siano i crostini, è inevitabile la scarpetta col pane casereccio.

Incuriositi da un menu che spazia dalle tipiche ricette campane a tradizionali piatti di altre regioni, optiamo per un tris di primi. Adagiati su uno sfizioso piatto composto da tre piccoli rettangoli, è arduo scegliere con quale incominciare e, guidati dalla nostra curiosità, degustiamo dei saccottini ripieni di ricotta e pera. Fatti a mano, delicati e soffici al punto giusto, con un leggerissimo sapore dolce, si sciolgono in bocca lasciando un piacevole retrogusto al palato.

Dopo è il turno delle mezze penne rigate al radicchio e paprika. L'accostamento tra l'amaro dell'ortaggio e il piccante della spezia é una scommessa vinta. Infine, presentato con un triangolo di parmigiano solido, un risotto ai porcini ben cotto e mantecato, leggermente dolciastro.

Dopo questa procellosa altalena tra il dolce, il piccante e l'amarognolo, il cortese Salvatore si avvicina al nostro tavolo e ci narra di come, più di un lustro orsono, egli e Raffaele, durante una vacanza nella penisola Iberica, si resero conto della sottovalutazione della cucina italiana, relegata allo stereotipo di 'pane e pasta”. Mossi da spirito imprenditoriale, lasciato il suol natio, i due prodi fratelli fondarono quella che a detta di molti, noi compresi, è una delle migliori pizzerie-trattorie di Madrid. Inoltre, come primizia, segnaliamo la prossima apertura di altri due ristoranti sempre nel centro della capitale, confortante segnale che la buona cucina è apprezzata da un'ampia clientela e inequivocabile feedback del loro successo.

La mission è ricreare un piccolo angolo di Napoli, che anticipi l'essenza della cucina napoletana al commensale inesperto e, al tempo stesso, faccia riprovare le stesse emozioni gastronomiche agli ospiti che già hanno goduto delle leccornie partenopee.

Ringraziando Salvatore per la piacevole chiacchierata e con la promessa di un buon limoncello finale, arriva il secondo piatto: un filetto al forno scortato da una deliziosa sottile striscia di melanzana arrotolata e farcita con prosciutto e rucola e da un delicato cuore di carciofo. La carne, tenerissima da sciogliersi in bocca, cotta perfettamente crea un binomio vincente con i due saporiti contorni.

Siamo veramente sazi ma dulcis in fundo, ed è proprio il caso di dirlo, appaiono quattro mini-babà. Questo dolce, adottato dalla cultura campana ma di indubbi natali, viene importato direttamente da una nota pasticceria napoletana. Impregnati di inconfondibile rum, sono ingolositi da gocce di cioccolato o da crema farcita con una fragolina. Siamo giunti alla fine del excursus culinario e ci riteniamo ampiamente soddisfatti.

Il servizio è stato impeccabile, preciso e il gentil Daniele, il cameriere più esperto che coordina la sala, sempre col volto sorridente e prodigo di affidabili consigli ci invita a un graditissimo caffè e a un autentico limoncello. Conto: 1 antipasto, 2 primi, 1 secondo, 1 dolce, mezza bottiglia di Trebbiano, 2 bottiglie d'acqua, caffè e limoncello, circa 35/38 euro a testa. Buon rapporto qualità/prezzo. Complimenti! Totó e Peppino erano i principi della risata, Salvatore e Raffaele della cucina napoletana a Madrid. Ne siamo certi. Punto! Due punti!


Pizzeria-trattoria napoletana 'Totò e Peppino”  
Calle Fernando VI 29, 28004 Madrid (Spagna)