Viaggio in Valle d'Aosta tra arte e gastronomia
Alla scoperta di una regione ricca di bellezze naturali e specialità gastronomiche: dai vini Doc (Pinot, Chardonnay, Moscato, Petite Arvine, Traminer aromatico, Malvasia di Nus, Blanc de Morgex et de la Salle, Passito), fino ai prodotti Dop (Fontina, Fromadzo, Lardo di Arnad, Jambon de Bosses)
Organizzato da Fondation Grand Paradis (in collaborazione con la Regione Autonoma Valle d'Aosta) che si prefigge l'obiettivo di presentare e valorizzare un versante della Valle inedito che ponga l'accento sulla ricchezza del patrimonio culturale da salvaguardare e rendere fruibile spaziando fra romanità, ecomusei ed enogastronomia, abbiamo partecipato all'Eductour 'Les Racines du Goût”, un progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Alcotra. La delegazione d'oltralpe era presieduta dal direttore di PaysAlp di Meussy, Roger Desbiolles.Accompagnati dal direttore Luisa Vuillermoz, l'itinerario ha previsto la visita agli antichi castelli Vallaise di Arnad, Sarriod di Introd, restaurato all'inizio del ‘900, di fronte al quale è conservato un granaio dove si immagazzinavano un tempo il grano e le sementi, e di Aymavilles, le cui origini risalgono al XII secolo.
Sono seguite visite a case rurali e a un edificio di Jovençan, ristrutturato e riconvertito a centro di documentazione delle piante officinali (presenti l'assessore regionale Laurent Vierin, il sindaco Sandro Pepellin e l'intero comitato scientifico). L'itinerario è proseguito con la visita all'esposizione che ripercorre la storia delle antiche miniere siderurgiche di Cogne accompagnati dall'ex sindaco-minatore Osvaldo Ruffier per terminare al ponte–acquedotto romano di Pont D'Aël, che si apre sull'orrido del torrente Grand Eyvia , uno dei più suggestivi monumenti valdostani di epoca romana tuttora perfettamente conservato, fino al complesso di Châtel-Argent di Villeneuve con l'antica chiesa di Santa Maria considerata uno degli edifici sacri di maggior prestigio della Valle d'Aosta.
Ad Arnad, prima tappa del tour è stato il salumificio maison di Guido Bertolin, un'azienda sinonimo di genuinità che produce in proprio il famoso lardo, la motzetta, salumi vari, formaggi e olio di noci. Seconda tappa Cogne, località ideale per chi ama la montagna. Nei mesi invernali, essendo sprovvista di impianti di risalita, non accoglie il tradizionale esodo degli sciatori della domenica, ma durante le altre stagioni diventa un punto di partenza per rilassanti escursioni a piedi lungo i sentieri del Parco naturale del Gran Paradiso. Chi capita da queste parti può pernottare all'Hotel Miramonti (4 stelle) e scoprire la varie declinazioni della cucina del suo chef Milko Goi e bere nella grolla dell'amicizia allietati dal complesso folkloristico musicale locale de 'Lou Tintamaro”.
Nella nota Brasserie du 'Bon Béc”, di proprietà dell'hotel Bellevue della famiglia Jeantel Roullet, la tipicità e le tradizioni della valle vengono rispettate rigorosamente come rivela un menu dal quale non mancano la 'seupetta alla cogneintze” (riso, fontina e crostini di pane) e la 'trota salmonata di Lillaz affumicata”. E neppure vini pregiati come il Pinot Gris e il Donnas.
Ci sono ristoranti che per chef, struttura e proposte, potrebbero benissimo stare a Milano o Parigi e altri che proprio non riesci a immaginarli in un altro posto rispetto a dove sono. è il caso di Andrea Ouvrier, cuoco dell'”Ostellerie dell'Atelier” di Cogne che non fa mancare ai clienti i gnocchetti di patate della vicina frazione di Gibillian, ma anche le erbe cresciute nell'orto di casa.'Saveurs du Val d'Aoste” è il contrassegno di qualità per il settore agroalimentare ed enogastronomico locale al quale appartengono oltre 60 strutture, istituito da una legge regionale del 2004 e regolato da un apposito disciplinare. A Introd immancabile una visita a la Maison Bruil per degustare i prodotti dell''Atelier du Goût”.
«A 1.500 metri d'altezza - hanno detto i gestori Diego Bovard e il sommelier Riccardo Santin - non può certo mancare un'entré di saporiti salumi valdostani con la 'polenta concia”, ma per chi ama conoscere le ricette locali consigliamo tra i primi la 'Favò” e la 'Peyla d'orzo” e tra i secondi la mocetta di camoscio». Dell''Atelier du Goût” fa parte anche le petit vigneron Marco Martin, dell'azienda vitivinicola 'Lo Triolet” che coltiva circa due ettari di vigneto situati a Introd e a Nus e dai quali ricava Pinot noir e Rouge Coteau Barrage Doc.
In questo breve viaggio alla scoperta della Valle d'Aosta, dei suoi vini Doc (Pinot grigio e bianco, Chardonnay, Moscato, Petite Arvine, Traminer aromatico, Malvasia di Nus, Blanc de Morgex et de la Salle, Passito), e dei suoi prodotti Dop (Fontina, Fromadzo, Lardo di Arnad, Jambon de Bosses) non abbiamo conosciuto soltanto i prodotti di qualità del territorio, ma anche la cultura e la storia di un valle sconosciuta ai più.

